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I PUNTI DI RIFLESSOLOGIA PLANTARE

Quanti e quali sono i punti di riflessologia plantare? E come si individuano?

Il piede rappresenta uno delle zone di maggior concentrazione di punti riflessi. Il Dr. William Fitzgerald, medico americano del primo Novecento, considerato il padre della moderna riflessologia, ideò una mappa delle diverse zone del piede che corrispondevano a specifici organi interni, riuscendo a dimostrare che massaggiando tali zone si ottenevano benefici immediati.

Oltre all'intervento terapeutico, Fitzgerald era convinto dell'azione preventiva, che applicava tastando scrupolosamente la pianta del piede di un soggetto, decretandone lo stato di salute. Da queste sperimentazioni ha avuto origine il suo metodo, basato su due tipi di ricerca: ricerca visiva e la ricerca tattile dei punti dolenti.

Questo ha consentito di giungere oggi alla redazione di vere e proprie mappe delle zone riflesse e dei punti di riflessologia plantare. La ricerca visiva si basa sull'osservazione delle linee del piede e di altri indici quali il colore, le macchie, la callosità, le spaccature e la temperatura. La ricerca tattile si fonda sull’analisi dei punti dolenti, atta a stabilire il trattamento riflessologico più adatto al soggetto. 

Il riflessologo individua dunque gli organi in disequilibrio, sui quali andrà a intervenire.  

 

I punti di repere: a cosa servono

 

Punti di riflessologia del piede

Lo strumento che fa da re nella "casetta degli attrezzi" dell'aspirante riflessologo è la mappa di riflessologia plantare, attraverso cui lo studente familiarizza con i punti Shu antichi, prima di procedere con le tecniche di manipolazione delle zone riflesse di apparato endocrino, locomotore, dierente, urinario, cardiovascolare, linfatico, respiratorio. 

I punti Shu antichi (Wu Shu) sono in numero di 5 per ognuno dei 12 meridiani principali e corrispondono a 5 degli ago-punti di ogni meridiano. 

I punti di riflessologia plantare si trovano nella parte terminale dei 12 meridiani compresa fra le estremità delle mani o dei piedi e le articolazioni di gomito o ginocchio, cioè nella parte più superficiale del percorso del meridiano, dove l’energia cambia polarità (da un senso Yin a Yang o viceversa). 

Ciascun punto Shu corrisponde a un Elemento e per questo sono conosciuti in occidente come “punti degli Elementi” o “punti di comando”.  

 

Zone riflesse e disturbi comuni

Le zone riflesse che ritroviamo nel piede corrispondono a specifiche “zone del malessere”. Basandoci sulle mappe degli organi riflessi, vediamo a quali zone e a quali punti di riflessologia plantare corrispondono i disturbi più comuni.

Riscontriamo così che depressione e problemi dell’umore si debellano operando una pressione sulle zone dell’ipofisi e del cuore. Stress, angoscia e spossatezza sono riconducibili all'area del plesso solare, polmoni, ghiandole surrenali, reni, ipofisi. Reni e vescica hanno punti utili per la terapia delle mestruazioni dolorose, la sindrome premestruale e la cistite.

Le zone che interessano il pancreas, l’intestino, il colon, lo stomaco e il plesso solare ovviamente curano i problemi digestivi e le coliti, mentre grazie alle zone dei reni e del cuore si combatte il disturbo del gonfiore alle gambe.

Il comune mal di testa si situa nelle aree degli occhi, della fronte e del fegato, così come per l'insonnia.

 

La riflessologia podalica olistica, tecnica e benefici

 

Per approfondire:

> La riflessologia plantare e i suoi benefici

 

Immagine | Borsalino1951

 

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