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COS'È L'I CHING

Cos'è l'I Ching, in che senso ha a che fare con il nostro inconscio e cosa sono gli esagrammi? Entriamo nella bellezza assoluta di un libro sapienziale leggendario

Entriamo in un libro sapienziale di origine antichissima, lI Ching, antichissimo testo cinese, pieno di simbolo che è anche significante e significato che appaiono in modo diverso a seconda del corso della vita di ciascuno.  

 

I Ching: antica sapienza oracolare  

Prima di parlare dell’I Ching dobbiamo chiarire che adesso esistono anche siti di divinazione on line. Come se un taoista se ne stesse dall’altra parte dello schermo pronto a rivelarvi i significati successivi ai tre lanci di monete e alle linee piene o spezzate che escono. Un taoista forse starebbe dall’altra parte dello schermo a farvi le boccacce poi stare in silenzio poi praticare o cucinare. Molto più probabile si tratti di un algoritmo. 

Detto questo, possiamo passare a dire qualcosa, quel che umanamente possibile, su un testo che ha le sue radici in leggenda, sapienza, tradizione, mistero.

Composto di 64 esagrammi associati a un simbolo che ha “la forza evocativa di uno specchio, capace di rivelare ciascuno a se stesso”, come ha ben spiegato Giulietta Bandiera nel suo originale testo (e cd annesso) “Meditare con l’I Ching".

Molti dei lettori probabilmente lo conoscono come un testo divinatorio, un testo che dà risposte, oracolare. La comprensione del responso il più delle volte non è interpretabile attraverso lo strumento della mente, ma si devono “sfoderare” altre vie di interpretazione: immaginazione, intuito, forza evocativa, sensazioni che nascono immediatamente, forze istintuali.  

 

I Ching: il Libro dei Mutamenti

Ma per quale ragione Jung stesso decise di fare la prefazione a questo libro leggendario? E per quale motivo anche noi “occidentali” potremmo avvicinarci a questo testo? Perché l’I Ching ha a che fare con l’inconscio.

Ogni esagramma in qualche modo si collega a un archetipo che esiste al di là della programmazione culturale, che esiste nell’essere umano in quanto tale. Sempre per dirla con la Bandiera: "è dunque possibile paragonare l’I Ching a immagini simboliche della nostra mente che proiettandosi sulla realtà oggettiva ne definiscono i processi".

Correlare stati d’animo e realtà significa evitare una frattura poco utile per la psiche e avvicinarsi al significato dell’esistenza.

Oltre al padre della moderna psicanalisi, anche l’illustre singolo Richard Wilhelm si è concentrato molto su questo testo sapienziale e ha prodotto la traduzione e notevoli approfondimenti su questo libro, introdotto in Europa fin dal sec. XVII. Chiunque abbia creato questi esagrammi, chiunque ne sia il mitico fondatore, si tratta di un organizzatore dei casi umani nella loro enorme varietà in una serie di combinazioni grafiche dove possiamo leggere anche le righe intere e quelle spezzate come un alternarsi di pieno e vuoto. Il famigerato yin e yang. 

Per quale ragione l’I Ching è anche conosciuto come Il Libro dei Mutamenti? Le immagini che sono associate agli esagrammi strutturano una sorta di reale poema dove i cardini fissi e precisi riferimenti sono appunto i 64 simboli; nel loro fluire organico, nella loro disposizione e in base all'interpretazione e alla successione data da chi domanda, questi simboli diventano tutti insieme dei punti di riferimento che ricordano il mutamento costante, naturale, paziente, puntuale.

Ricordano questo moto all'uomo e alla donna, affinché si inseriscano in questa armonia, affinché la inglobino nel loro essere, nel loro corpo che è un tempio sacro e la realizzino in un destino pieno, portato con il cuore, calato nella realtà con serena determinazione. 

 

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