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INTERVISTA A MASSIMO SOLDATI SULL'INTEGRAZIONE POSTURALE

Abbiamo intervistato Massimo Soldati, psicoterapeuta e insegnante del metodo conosciuto con il nome di Integrazione posturale, sviluppato dalla mente (e dal centro motorio) del grande personaggio che fu Jack Painter

Massimo Soldati ha maturato un proprio approccio alla psicoterapia in chiave transpersonale che ha esposto in vari articoli e nei saggi “Corpo e Cambiamento” (Tecniche Nuove) e “Sviluppare il Potenziale” (Franco Angeli). 

Presidente della Associazione di Integrazione Posturale Transpersonale, Soldati è anche docente di Tecnica di Lettura Corporea presso la Scuola Superiore di Formazione in Psicoterapia di Cremona ed è stato docente presso il Corso di Naturopatia dell’Istituto di Medicina Naturale di Urbino. Tiene corsi di IPT a Milano ed in Belgio. 

 

Jack Painter aveva esplorato diversi approcci tra i quali annoveriamo Zen, Yoga, Gestalt (con Fritz Perls e Marty Fromm), Rolfing (con Bill Williams), Reichian therapy (con Raffale Estrada Villa). Tutto ciò prima di strutturare la Postural Integration. L'eco di queste pratiche si ritrova nel metodo?  

Tutte queste pratiche hanno contribuito, insieme ad altre ancora, a costruire l’edificio della Postural Integration (PI), che ha la particolarità di essere una tecnica dai molti aspetti e con un livello elevato di sinergia ed integrazione tra i suoi costituenti.  Questo le attribuisce efficacia e la capacità di adattarsi a vari contesti applicativi.

Forse per questa ragione essa è più viva che mai e diffusa in tutto il mondo: è appena stato pubblicato in Germania dall’ICPIT, il consiglio internazionale degli istruttori abilitati, Transformation of The Self With Bodymind Integration, che celebra l’opera di Jack Painter ed il vitale movimento culturale che è originato da lui. Il saggio è stato scritto con i contributi di trainers attivi in 10 diversi Paesi e tre continenti.   

 

Con sue stesse parole o metafore, come spiegherebbe a un adulto il processo di autoguarigione del corpo?  

Tutta la nostra cultura è basata sul fare, sullo sviluppo di processi di riconoscimento e controllo. Questo ci ha reso efficaci, ma prigionieri, come direbbe Don Juan di Castaneda, dell’isola del Tonal, cioè della nostra mente pragmatica e di tutte le sue procedure socialmente condivise.

L'autoguarigione inizia quando si impara a non fare, cioè a lasciare liberi i processi biologici e mentali di autoregolarsi ed aprirsi a configurazioni diverse di realtà, a diversi universi che sono presenti e vengono portati in atto, similmente a quanto accade nel collasso della funzione d’onda quantistico. Per questo la autoguarigione non può essere ben compresa attraverso le categorie delle terapie classiche occidentali. E’ molto documentato ed illuminante a riguardo lo studio di C. Hirschberg e B. O' Regan Spontaneous Remission

 

Nella domanda precedente ho specificato "a un adulto" non a caso. Il disincanto verso il proprio potenziale è qualcosa che è facile attanagli con l'avanzare dell'età?  

Tutta la psicologia e la psicoterapia corporea in particolare, a partire da Reich, ci insegnano che l’adattamento al mondo degli adulti è un lavoro molto impegnativo per ogni piccolo uomo o donna, che lascia tracce nel suo psicosoma e nella qualità della sua vita futura. Con gli anni la tendenza è quella di rimanere nell’ambito dei comportamenti acquisiti sino al completo restringimento dei confini.

Stanno però nascendo tecnologie e conoscenze che aiutano ad invertire questo processo e soprattutto persone che decidono di applicarsi ad un costante sviluppo delle proprie capacità, mantenendo la capacità di osservarsi e crescere (entro i limiti del naturale processo di invecchiamento) lungo tutto l’arco della vita. Questo nuovo gruppo di persone è in costante aumento. 

 

Sente di avere due anime, quella dello psicologo e quella del bodyworker o crede le due cose abbiano trovato un loro punto di unione dentro di lei negli anni di lavoro? 

La mia esperienza di anni nei due campi mi ha portato alla convinzione che non ci sia separazione tra mente e corpo e che gli steccati troppo alti tra corpi di conoscenza e professioni siano dati da debolezza intellettuale, interesse o paura.

La tendenza evolutiva che investirà anche il nostro paese è quella di andare verso una concezione integrale delle scienze, nella quale non ci siano le confusività ed i pressappochismi di un certo olismo ingenuo, né la rigidità della scienza classica, ma siano ben tracciati confini tra le discipline ed insieme riconosciuta la loro incontestabile interazione. Questo porterà a nuovi modelli applicativi ed anche a nuove professioni.

 

Quando si parla di psicoterapia in chiave transpersonale cosa si intende?

La psicoterapia classica esamina solo una parte dell’essere umano, quella relativa al funzionamento dell’io. Il pensiero transpersonale riconosce che l’io è una formazione incompleta, e spesso anche una prigione, come viene dimostrato da sempre più persone che vivono due volte, cioè affrontano una totale ristrutturazione di sé nel corso della propria vita, affrontando un processo di morte e rinascita.

Una psicoterapia transpersonale favorisce la completezza del Sé ed affronta le patologie collegate alla transizione verso di esso. Inoltre tiene conto in maniera anche esperienziale di parti della coscienza che non erano state ancora sufficientemente esplorate, l’inconscio pre e perinatale ad esempio, l’inconscio collettivo, oppure gli stati alterati di coscienza, o gli stati olotropici, cioè che tendono verso l’unità coscienziale della persona, quali ad esempio la meditazione.  

 

Per Painter l'approccio del lavoro doveva essere strettamente vicino a una forma di auto-esplorazione, un processo di autoapprendimento che ha luogo nel cliente stesso. Il metodo ha acquisito un carattere più orientato sul versante psicoterapeutico successivamente alla morte del suo ideatore in virtù della formazione in questo ambito di coloro che hanno portato avanti il metodo? 

Jack ha creato l'Integrazione Posturale come forma di autoesplorazione ed autoapprendimento, era una persona troppo generosa, liberale ed appassionata per non desiderare di portare a più persone possibile un metodo di empowerment così efficace. E’ sempre stato inoltre molto rispettoso della autonomia dell’individuo e credeva che ognuno dovesse essere aiutato ad aiutare se stesso assumendo responsabilità e padronanza della propria esperienza di vita.

Nonostante questa impostazione, o forse proprio per questo, nel corso degli anni molti psicoterapeuti animati da spirito di ricerca si sono accostati alla PI e la loro  stessa presenza ha creato un po’ di confusione tra modalità di autosviluppo e modalità terapeutiche nascenti. Fu Jack a favorire, per fare chiarezza, assieme ad un gruppo di psicoterapeuti, la nascita a fianco della PI della Integrazione Posturale Psicoterapia, una forma di psicoterapia corporea che ha avuto dalla European Association for Psychotherapy il prestigioso riconoscimento delle tre stelle dorate.  

 

Painter era molto consapevole della potenza dell'energia liberata dalla pratica tantrica. Dopo aver studiato con Willem Poppeliers, sviluppò un sistema conosciuto con il nome di Pelvic-Heart Integration e lo portò in giro per l'Europa, tra Italia, Austria e Belgio. Tracce di questa attenzione all'energia essenziale dell'unione intima e profonda rimangono anche oggi nell'integrazione posturale o si tratta di due lavori di natura diversa? 

Nella PI c’è ovviamente attenzione alla energetica ed alla sessualità, come parti essenziali dell’uomo, che devono essere conosciute e integrate con semplicità e naturalezza. All’interno del percorso della PI è possibile entrare in contatto con l’energia profonda ed intima che viene risvegliata nelle pratiche tantriche.

L'Integrazione Cuore-Pelvi consiste in un percorso avanzato e specializzato, che per la sua delicatezza e specificità non viene trattato all’interno dei training.

 

In Italia la parola bodymind worker significa poco. I ruoli e le stesse strutture lavorative non sembrano ancora aver superato il dualismo. L'Italia non è pronta o l'ottica è diversa davvero e quindi forse non lo sarà mai?

Mai dire mai. In Italia ci sono molti bravi professionisti che cercano di portare novità e cultura, faticando molto di più che in nazioni più civilmente avanzate, ed anche un buon numero di persone mentalmente aperte che ricercano le discipline naturali.

Nel nostro Paese purtroppo non è stata ancora fatta una vera rivoluzione liberale, che ci liberi dal corporativismo e dalle pastoie legali, burocratiche ed ideologiche caratteristiche di una mentalità alla Peppone e Don Camillo. Se ci fosse maggiore libertà mentale le stesse università si aprirebbero e diventerebbero veri centri di cultura, formazione e sviluppo. 

 

Volendo cercare quello che Raimon Panikkar definirebbe "equivalente omeomorfico", si potrebbe dire che l'integrazione posturale conduce a un'armonia psicofisica che potremmo ricondurre allo stato dinamico di complementarità tra Yin e Yang, in termini di filosofia taoista?

Sì. Lo scopo della IP è quello di favorire la integrazione delle parti e dei livelli, essa è perciò quella che Wilber definisce una Pratica Trasformativa Integrale, nel far questo si appella al principio della armonia tra le forze opposte, che vengono raggiunte spontaneamente rimettendo in moto la ruota eterna dello ying e dello yang. 

Immagine | Massimo Soldati

 

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