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Pol Henry

 

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La gemmoterapia è entrata nella Francaise Pharmacopée nel 1965. Se fino a poco tempo era una cura quasi sconosciuta, oggi la sua efficacia trova conferma sia sul piano farmacologico che clinico. Conosciamo il suo fondatore, Pol Henry

 

Pol Henry (1918-1988) medico omeopata di Bruxelles, è a tutti gli effetti il padre della gemmoterapia, la branca della fitoterapia, che utilizza i tessuti meristematici (i tessuti embrionali in via di accrescimento) di alberi e arbusti. Il primo ispiratore di questa medicina naturale è senza dubbio Johann Wolfgang von Goethe con il suo fondamentale testo “La metamorfosi delle piante”. Poi alla fine degli anni ‘50 Pol Henry sviluppa un nuovo metodo di cura, partendo dal presupposto che le parti in accrescimento di piante adulte (gemme, germogli, semi, amenti, giovani radici e la loro corteccia) contengono principi attivi diversi rispetto a quelli che si trovano nelle stesse parti, quando sono del tutto formate, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Il principio alla base della sua ricerca è che i tessuti embrionali, detti “meristematici”, di un albero o un arbusto mantengono le facoltà anaboliche totali della loro primitiva cellula vegetale, e quindi sono capaci di sviluppare tutte le potenzialità della pianta. Le cellule adulte differenziate perdono questa capacità quando la parte in accrescimento si è completamente formata. Questo significa che in vitro, una sola di queste cellule embrionali può ricostituire la pianta nella sua totalità.

Nel 1959 Henry trova conferma dalle ricerche e dalle sperimentazioni cliniche e pubblica i risultati negli Archives Homéopathiques de Normandie, chiamando questa nuova terapia "Phyto-embryothérapie”. La fitoembrioterapia successivamente è ripresa e sviluppata dal Dott. Max Tétau, un omeopata francese, che la ribattezzerà "Gemmoterapie”, nome con cui oggi è universalmente conosciuta.

 

 

L’efficacia della medicina di Pol Henry

Nel confronto fra gemma e tessuto adulto, Pol Henry ha dimostrato che esistono notevoli variazioni qualitative e quantitative in principi attivi, in quanto essi sono particolarmente ricchi in enzimi, vitamine, minerali, oligo-elementi, fattori di crescita, acidi nucleici (RNA DNA), ormoni vegetali (che scompaiono quando si forma la clorofilla). Quindi l’estrazione dei gemmoderivati apporta l’informazione genetica della pianta (virtù embrionale del meristema) oltre ai principi attivi contenuti nelle diverse parti (frutto, foglia, fiore, stelo, scorza, radice, semi, la linfa), proprie della specie.

 

Pol Henry: la fitosociologia e il modello biologico analogico

Per associare i rimedi alle patologie, Pol Henry si serve dello studio delle associazioni botaniche: la fitosociologia cioè le associazioni operate tra le piante che vivono in uno stesso ambiente. Henry sviluppa il modello biologico analogico, che si basa sul parallelismo esistente tra l’evoluzione delle foreste, le modificazioni del terreno che esse provocano, e le corrispondenze esistenti tra le alterazioni del terreno biologico dell’organismo umano.

Il modello biologico analogico utilizza le piante tenendo conto delle interazioni tra piante di specie diverse che condividono lo stesso suolo, delle alterazioni che esse provocano nel terreno dove vivono e della capacità che esse hanno di modificare le quantità di proteine plasmatiche, nel nostro organismo: come se nelle proteine plasmatiche fosse conservata l’impronta del terreno che ha contribuito a far crescere la pianta corrispondente. Tra il terreno dove cresce la pianta e il terreno biologico del paziente vi è dunque una corrispondenza analogica tale che, conoscendo l’ecologia e la fitosociologia dei vegetali, si può risalire a quale proteina plasmatica essa corrisponde. Quindi per la terapia e le associazioni terapeutiche di alberi e arbusti si useranno piante appartenenti ad uno stesso ecosistema.

 

Pol Henry e i rimedi gemmoterapici

La nuova terapia naturale fondata da Pol Henry utilizza perciò tessuti in fase di crescita di alberi e arbusti, raccolti in primavera, ad un certo punto del loro ciclo di sviluppo naturale, preparati freschi in una miscela di acqua, alcol e glicerina. Questi rimedi combinano le proprietà di tutta la pianta, cioè anche quelle dei fitocomplessi contenuti nelle sue altre droghe (nei fiori, foglie, frutti, radici, ecc.) Per esempio, il tiglio (Tilia tomentosa) non possiede solo le virtù sedative dei fiori, ma anche l’azione diuretica e drenante dell’alburno, cioè la parte legnosa più giovane del tronco, sotto la corteccia, dove scorre la linfa grezza. Lo stesso vale per il gemmoderivato del biancospino (Crataegus oxyacantha) che ha le proprietà del frutto (azione sul muscolo cardiaco) e del fiore (azione sul ritmo cardiaco).

La gemmoterapia è diventata una branca riconosciuta della fitoterapia. Fino a poco tempo fa era praticamente sconosciuta al di fuori di Francia e Italia, ma grazie ai continuatori del lavoro di Henry, questa terapia naturale potente e innocua allo stesso tempo, viene praticata in tutto il mondo.

Immagine | Wikimedia 

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