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PET-THERAPY PER I DISABILI NEUROMOTORI

La pet-therapy, meglio ridefinita come Terapia Assistita dagli animali o A.A.T. si pone come co-terapia a fianco della medicina tradizionale in modo dolce, non invasivo, per stimolare una serie di meccanismi biologici naturali che sono alla base dell’attivazione del sistema immunitario e riescono così a migliorare le difese dell’organismo A livello internazionale, i benefici derivanti dall’attuazione di programmi assistiti con gli animali sono stati riscontrati scientificamente, al punto che negli Stati Uniti la pet-therapy è stata riconosciuta dal Ministero della Salute come “terapia alternativa” al pari dell’omeopatia e dell’agopuntura. Pienamente operativi oltreoceano da più di un trentennio, da alcuni anni i programmi assistiti con gli animali hanno fatto il loro timido ingresso anche in Italia, dove sono stati riconosciuti a livello legislativo.

In una terapia specifica rivolta ai disabili neuromotori, gli animali aiutano il paziente a rilassare i muscoli, consentendo una maggiore apertura relazionale con l’operatore, offrono un conforto tattile a persone che non hanno altri sensi abili, sanno relazionarsi senza pregiudizio alcuno e sanno mettere in atto atteggiamenti adeguati a seconda del paziente con il quale si trovano a interagire. 
Il contatto fisico con l’animale, tramite carezze ed abbracci, suscita nel paziente emozioni intense e nuove. Anche attraverso il gioco è possibile stabilire un contatto, una partecipazione: lanciare la pallina al cane, spazzolarlo, portarlo al guinzaglio, sono tutti gesti che coinvolgono e permettono l’apertura di nuove vie di comunicazione e di interesse.
Gli animali nella pet-therapy vengono definiti “facilitatori sociali” poiché consentono a persone affette da gravi deficienze di poter, in qualche maniera, comunicare con il mondo esterno. L’animale svolge quindi la funzione di catalizzatore dell’attenzione all’interno del gruppo, favorendo inoltre il rispetto delle regole (turni e compiti individuali) in seno allo stesso.
Ogni visita del cane comporta una relazione tra l’animale stesso e gli utenti.
È necessario tracciare precisi percorsi pedagogici e servirsi di metodi che sollecitino l’attenzione e il senso di responsabilità degli ospiti, poiché senza un’adeguata responsabilizzazione l’interesse per l’animale decadrebbe trasformandosi subito in un rapporto sterile e del tutto inutile dal punto di vista terapeutico. 
Obiettivi:
I benefici che derivano dall’applicazione di un programma di pet-therapy sono molteplici:
  • Migliorare il contatto con il reale, soprattutto attraverso il potenziamento del tatto
  • Migliorare il tono muscolare (permettere l’apertura delle mani chiuse a pugno attraverso il contatto con il cane)
  • Educare alla sensibilità attraverso l’affettività nel rapporto con l’animale
  • Allentare la spasticità (accarezzando il mantello del cane)
  • Allentamento di alcune tensioni
  • Potenziare il substrato affettivo 
  • Ridurre alcuni comportamenti problematici
  • Ampliare le modalità comunicative, migliorando il linguaggio (parlando del cane, chiamandolo e descrivendone alcune caratteristiche)
  • Migliorare il livello di attenzione e favorire l’acquisizione di concetti spazio-temporali
  • Spunti di condivisione (vita di gruppo)
  • Creare un  momento di svago / distrazione
  • Creare stimoli attraverso il “ prendersi cura “
  • Far nascere l’interesse e il desiderio di progettualità rispetto all’appuntamento con l’animale 
  • Incanalare energie e capacità positive attraverso il cane ( essere senziente ) prendendone gradatamente consapevolezza
  • Diminuire la depressione e l’ansia
  • Misurare le proprie capacità
  • Esternare emozioni
  • Sviluppare l’empatia ( riconoscere i segnali del corpo dell’animale )

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