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Peperoni, proprietà e benefici

Il peperone è la bacca carnosa della pianta Capsicum annuum della famiglia delle Solanaceae. Grazie alla presenza di diidro capsiato (DTC) aiuta a mantenere il peso corporeo e svolge un'azione diuretica e antireumatica. Scopriamolo meglio.

Peperoni, proprietà e benefici

 

Proprietà del peperone

La caratteristica nutrizionale principale del peperone è il suo elevato contenuto di vitamina C o acido ascorbico e di vitamina A.

Tra le varietà dolci i peperoni gialli sono quelli con un buon contenuto di vitamina C (126 mg/100 g) ma sono le varietà piccanti le più ricche di vitamine tanto che raggiungono valori 300 volte superiori di ciascuno degli altri ortaggi coltivati, con un contenuto di ascorbico altissimo e quindi sconsigliate a chi soffre di ulcera o iperacidità gastrica e ai bambini.

Altri costituenti di una certa rilevanza sono il betacarotene (specie se il peperone è rosso) e flavonoidi (antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare). Sono presenti anche sali minerali come magnesio, ferro, rame, zinco e calcio che hanno il pregio di stimolare la vitalità dei tessuti e di attivare il circolo venoso e capillare prevenendo le malattie vascolari.

Altra importante proprietà dei peperoni è quella che li rende poco calorici (Kcal 22/100 g) poiché costituiti per oltre il 90% da acqua e da pochissimi grassi (0,3 g/100 g).

 

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Un gruppo di ricercatori dell’Università della California ha scoperto che il peperone dolce aiuta a mantenere il peso corporeo grazie alla presenza del diidro capsiato (DTC), una sostanza non piccante presente nei peperoni dolci da tavola in grado di aumentare la produzione di calore nel corpo (termogenesi).

I risultati hanno dimostrato che la DTC del peperone dolce aumentava significativamente l’ossidazione dei grassi, spingendo l’organismo a incrementare il metabolismo utilizzando più grassi come carburante.

Importante è anche l'utilizzazione farmaceutica dei peperoni: oltre alla capsicina, infatti, le bacche contengono lecitina, pectina, vitamine A, C, PP, P2 e E, buone dosi di calcio e fosforo.  Pertanto i peperoni svolgono un’azione diuretica, antireumatica, antinevralgica, stimolano la vitalità dei tessuti, favoriscono l'ossigenazione del sangue, attivano il circolo venoso e capillare prevenendo le malattie vascolari.

Inoltre, grazie al loro contenuto di vitamina C, consumare regolarmente peperoni consente di produrre più collagene, la principale proteina del corpo umano che mantiene i tessuti tonici e giovani.

 

Origine della pianta

Il peperone (dal latino pipereris, cioè pepe) è una bacca grossa e carnosa di una pianta (Capsicum annuum) appartenente alla famiglia delleSolanaceae originaria dell'America del Sud (Brasile).
Il nome latino "Capsicum" deriva da capsa “scatola” per la particolare forma del frutto che ricorda proprio una scatola che racchiude i semi ma anche dal greco kapto che significa “mordere”, con evidente riferimento al piccante che "morde" la lingua quando si mangia.

Nel genere del Capsicum la specie più importante e il Capsicum annuum al quale appartengono tutti i peperoni o peperoncini che conosciamo.
Della pianta del peperone consumiamo il frutto, una bacca di dimensioni molto variabili inizialmente di colore verde ma che, a completa maturazione, assume colore giallo o rosso; nella polpa, nei semi tondi e schiacciati ma anche nella parte bianca all’interno del frutto (placenta) si trova la "capsicina", un alcaloide che conferisce il caratteristico sapore piccante a quest’ortaggio.

Secondo alcuni studiosi il centro di partenza della diffusione di questo vegetale è il Brasile, secondo altri la Giamaica, comunque alcuni archeologi hanno trovato semi di peperone in tombe preistoriche nella regione di Lima. Una precisa testimonianza la troviamo nella biografia di Montezuma, ultimo signore degli Aztechi, che mentre era prigioniero di Cortez, passava il tempo scherzando con le sue concubine mangiando pietanze conpeperoncino rosso.

Il peperone comparve sulle tavole europee quando fu importato in Spagna verso la metà del 1500; poi arrivò in Italia e solo nel 1700 in Ungheria, che oggi è una delle principali produttrici di paprika (spezia ottenuta da particolari varietà di peperoni contenenti elevate percentuali di capsicina, che vengono fatti essiccare, ridotti in polvere e mescolati con farina di frumento).

 

Varietà del peperone

In Italia le regioni maggiormente interessate nella coltivazione di quest’ortaggio sono le regioni meridionali come la Sicilia, la Puglia, la Campania e il Lazio.
Le varietà più diffuse sono:

  • tipo quadrato (dolce) varietà grossum. Presenta un frutto quadrato con polpa spessa e dolce, di differenti colori (rosso, giallo e verde);
  • tipo allungato (dolce) varietà longum. Il frutto è allungato a forma di corno e in alcune varietà termina con una caratteristica punta ricurva;
  • tipo allungato (piccante) varietà acuminatu. Tra questi troviamo il peperoncino sottile e lungo di cajenna dal sapore forte e piccante (da questo peperoncino si ottiene la paprika);
  • tipo tronco (piccante) varietà abbeviatum. Tra questi c’è il pimento con frutto a forma di trottola e polpa molto spessa (che ben si addice all’industria conserviera).

 

Curiosità sul peperone

La presenza di capsicina, molto elevata nei cosiddetti peperoncini piccanti, si misura con la scala Scoville.
Nel peperone dolce, che si consuma fresco, ci sono da 0 a 500 unità Scoville di capsicina, mentre nella varietà Habanero, il peperoncino più piccante al mondo, si raggiungono le 300.000 unità.

 

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