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OMEOPATIA E DISTURBI

Osteoporosi e omeopatia

A cura del Dott. Francesco Candeloro

 

L'osteoporosi è una malattia dello scheletro, caratterizzata da un ridotto tono calcico delle ossa, con conseguente aumento della fragilità e della predisposizione alle fratture, in particolare dell'anca, della colonna vertebrale e del polso. Scopriamo i rimedi omeopatici per prevenire e curare i disturbi dell'osteoporosi.

Osteoporosi


Cause e sintomi dell'osteoporosi

Tra i principali fattori di rischio dell’osteoporosi ricordiamo: un ridotto picco di massa ossea (il valore di massima densità ossea, di norma raggiunto in età giovane–adulta, cioè intorno ai 20-30 anni), il sesso femminile, una storia familiare di osteoporosi, l’eccessiva magrezza, l’età avanzata, la menopausa precoce o indotta chirurgicamente, periodi di assenza del mestruo (amenorrea secondaria) particolarmente prolungati, l’anoressia nervosa, una scarsa assunzione di calcio con la dieta, l’uso di farmaci, tra i quali i cortisonici e gli anticonvulsivanti, bassi livelli di testosterone nei maschi, uno stile di vita sedentario, il fumo di sigaretta e l’abuso di alcool.

Per quanto riguarda il sesso femminile, è soprattutto dopo la menopausa che si viene a determinare uno squilibrio fra il riassorbimento e la formazione di tessuto osseo: questo è determinato principalmente dalla carenza di estrogeni – tipica di questa età della donna - che hanno di per sé un'azione protettiva nei confronti del tessuto osseo, stimolando in particolare la formazione di vitamina D, a sua volta preposta all’assorbimento del calcio introdotto con la dieta.

Tuttavia quanto maggiore è la massa ossea raggiunta in età giovanile (picco di massa ossea), tanto più la donna risulterà protetta, nel tempo, nei confronti dell’osteoporosi: questo picco di massa ossea è determinato geneticamente, e si rende evidente, nell’aspetto esteriore della persona, dalla sua particolare struttura ossea o costituzione.

Ribadiamo a questo punto che, la ridotta mineralizzazione del tessuto osseo provoca una sua maggiore fragilità, che così lo espone ad un aumentato rischio fratturativo, sia a carico delle ossa cosiddette “lunghe”  - quali il femore e il radio - sia a carico delle vertebre, che possono andare incontro a tipici schiacciamenti, noti come crolli vertebrali.

La supplementazione di calcio nella dieta, attraverso il consumo di opportuni integratori, oltre ad una maggiore attenzione al consumo di quei cibi che lo contengono in maggior quantità, l’aumento dell’attività fisica, quale mezzo che favorisce il rimaneggiamento e la formazione di tessuto osseo, un’ adeguata esposizione alla luce solare, e l’integreazione di vitamina D, quando carente, rappresentano i principali presidi terapeutici tradizionali, e dello stile di vita, suggeriti a quelle persone che hanno un rischio aumentato di osteoporosi, diagnosticato attraverso un esame strumentale che si chiama mineralometria ossea computerizzata (MOC).

In coloro, invece, che arrivano ad avere i crolli vertebrali, o in cui il rischio fratturativo, misurato dalla MOC, è particolarmente elevato, si somministrano farmaci che agiscono direttamente sul processo di ricostituzione dell’osso - aumentandone la sua formazione a scapito del riassorbimento - noti con il termine di bifosfonati: questi farmaci dovranno essere assunti una volta a settimana, con particolare attenzione nel loro modo di assunzione, dal momento che si associano ad una notevole difficoltà di transito attraverso il primo tratto dell’apparato gastroenterico – l’esofago – del quale possono provocare lesioni infiammatorie e, proprio per questo, una certa difficoltà digestiva che, tali precauzioni, avrebbero lo scopo di limitare.

 

Il ruolo del movimento e del sole nella prevenzione dell'osteoporosi

Sole e vitamina D contro l'osteoporosi

 

Rimedi omeopatici per l'osteoporosi

Proprio per gli svariati fattori di rischio dell’osteoporosi, non è possibile indicare una cura che sia valida per tutti, e ancora meno semplici rimedi atti a contrastarne le sue conseguenze (fratture), dal momento che, sovente, i crolli vertebrali si determinano senza una particolare sintomatologia dolorosa e, più che altro, si rendono evidenti tramite modificazioni dell’altezza e della curvatura del rachide vertebrale (cifosi dorsale molto accentuata).

Ovviamente, tuttavia, in tutti quei casi in cui le fratture – specie vertebrali - si associassero a sintomatologia dolorosa, i rimedi andranno scelti sempre in base al tipo di dolore, alle situazioni che lo hanno provocato, e alle modalità di sollievo dello stesso, rendendosi di volta in volta utili rimedi come Chamomilla (dolore insopportabile), Arnica (dolore dopo particolari sforzi) o Bryonia (dolore che migliora con l’immobilità assoluta).

Ma è nella prevenzione delle fratture che, ancora una volta, potremo apprezzare al meglio le virtù terapeutiche dell’omeopatia: essa, infatti, renderà più semplice l’adesione a quelle regole comportamentali che abbiamo elencato nella prima parte della scheda, e si opporrà anche alla maggiore propensione fratturativa propria di quelle costituzioni che, fin dalla nascita, mostrano un certo assottigliamento del tessuto osseo (fosforici), oppure hanno un deficit di assimilazione di numerosi minerali, o oligoelementi, tra cui anche il calcio (muriatici).

 

I semi di sesamo utili per prevenire l'osteoporosi

 

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