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DIVENTARE CHIROPRATICO: COME FARSI LE OSSA

15 milioni di italiani soffrono di mal di schiena e di dolori osteoarticolari. In aggiunta, hanno familiarizzato con disturbi come sciatica, protrusioni, ernie al disco, emicranie, colpi di frusta, artriti di vario genere e traumi sportivi. Terreno fertile per un chiropratico. Ma come si diventa chiropratico e cosa prevede la normativa?

La professione del chiropratico

La chiropratica mira al conoscimento dello stato della colonna vertebrale e della sua relazione con la salute, oltre che all’applicazione dell’aggiustamento vertebrale finalizzato a correggere le “sublussazioni vertebrali” o problemi di colonna.

Diventare chiropratico vuol dire occuparsi principalmente dei disturbi dolorosi della colonna vertebrale: torcicollo, sciatica, schiacciamento dei dischi intervertebrali, disturbi alle gambe, dolore  alle spalle e alle braccia.

Un chiropratico professionista ritrova la causa di diversi disturbi andando a indagare l'irregolare posizione delle articolazioni vertebrali: il tutto passa per un attento ascolto della storia clinica, il controllo di eventuali radiografie e particolari test per valutare la simmetria delle due metà del corpo, la postura e la colonna vertebrale.

A quel punto l'esperto interviene con un trattamento manuale specifico volto a correggere le alterazioni dei singoli elementi della spina dorsale.

 

Diventare chiropratico

Per chi volesse diventare chiropratico, si rende necessaria grande passione e soprattutto spirito di sacrificio. A ciò va aggiunta la disponibilità e la possibilità di studiare all’estero. Allo stato attuale delle cose, il futuro chiropratico italiano ha davanti a sé una sola strada: frequentare un’università straniera (17 americane, 2 canadesi, 2 australiane, 3 inglesi, 1 giapponese, 1 danese, 1 francese, 1 svedese, 1 nuova zelandese) riconosciuta dal CCE, il Council on Chiropratic Education

In tutte le suddette università l'insegnamento viene impartito in lingua inglese, fanno eccezione l'università danese, francese, giapponese e una delle due università canadesi dove la lingua di base è il francese; dal fatto che nella stragrande maggioranza la lingua di insegnamento sia l'inglese, che tutti i principali libri di testo siano in tale lingua consegue che il 90% dei Chiropratici siano anglofoni.

Prima di potersi iscrivere a un'università di chiropratica, lo studente italiano deve conseguire la maturità scientifica e deve dimostrare una buona conoscenza della lingua inglese.

Nei sei anni di studi è compreso anche un periodo di tirocinio da svolgersi all’interno di cliniche universitarie che utilizzino le metodologie chiropratiche. Il programma di studi, che consiste di 5.000 ore di classe, si divide in scienza basica, scienza clinica e internato. Terminata la carriera, si ottiene il titolo di Dottore in Chiropratica.

 

Il chiropratico in Italia e all’estero

La chiropratica è una delle varie tecniche naturali che, in molti paesi, è stata riconosciuta dalla medicina classica. Negli Stati Uniti, consiste in una terapia diffusamente accettata e rimborsata dal sistema sanitario pubblico. L'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dettato le linee guida per diventare chiropratico e, anche in Italia, le facoltà di medicina più prestigiose hanno organizzato conferenze congiunte di medici e chiropratici per migliorare la collaborazione a beneficio dei pazienti. 

Dal dicembre 2007, la chiropratica è stata riconosciuta legalmente anche in Italia, con l’inserimento di un emendamento all’interno della legge finanziaria 2008 (art. 2, com. 355): È istituito presso il Ministero della salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei dottori in chiropratica. L'iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti dall'ordinamento

 

Reperire informazioni

Per vostra sicurezza, visto che questa professione non è stata tutelata per più di 30 anni in Italia, potete rivolgervi all’Associazione Italiana Chiropratici, nata nel 1974, sia per proteggere la professione sia per tutelare i pazienti, chiedendo informazioni su corsi, abilitazioni e professionisti sul territorio.

L’Associazione Italiana Chiropratici, nata negli anni Settanta, oggi stima 250 membri di cui però solo 60 sono di origine italiana. In rete, una fonte inesauribile di notizie e informazioni sulla chiropratica è il sito dell'AIC. Un portale dall'estetica elegante ed efficace dove troverete la mappa degli studi aperti in Italia, info utili per chi si vuole formare nella metodica e svolgere tirocini nelle cliniche specializzate, oltre a tante segnalazioni di siti d'interesse, come il portale della World Federation of Chiropractic e il sito dell'International Chiropractors Association.

 

Leggi anche Quando rivolgersi al chiropratico >>

 

Immagine | Spinal corrective care associates

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