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LE CICATRICI INFLUISCONO SULLA POSTURA

Le cicatrici chirurgiche modificano notevolmente la postura determinando l'asimmetria di carico sulla colonna vertebrale e sulle articolazioni degli arti inferiori. L'osteopata utilizza tecniche di release (stiramento) migliorando l'atteggiamento posturale del soggetto

Le grandi cicatrici chirurgiche, specie quelle eseguite a livello del collo, del torace e dell'addome, sono costituite da tessuto fibroso anelastico che crea un nodo a livello dei piani fasciali e muscolari impedendone la normale elasticità tissutale.

Già dal post-operatorio, esse sono in grado di modificare, in maniera impercettibile, la postura del soggetto poiché erercitano una trazione a livello della fascia superficialis che avvolge tutto il nostro corpo e trasmette, allo stesso modo, le forze a distanza dal sito in cui si trova.

Questo crea uno squilibrio del proprio baricentro che inizierà a comprimere delle strutture in maniera del tutto asimmetrica creando sovraccarichi alle articolazioni tra i corpi vertebrali e degli arti inferiori. Inoltre, secondo l'osteopatia, i visceri compresi nelle regioni di compressione, possono subire un'alterazione della propria mobilità (durante gli atti respiratori tutti i visceri si muovono con lo spostamento del diaframma) e una riduzione della micro-circolazione, creando sofferenza, quella che tradotta in linguaggio osteopatico, chiamasi "disfunzione osteopatica viscerale".

L'osteopata, di fronte ad una cicatrice di notevoli dimensioni, valuta dapprima la postura del soggetto, in seguito effettua alcuni test di mobilità viscerali e articolari e, infine, interviene con alcune tecniche di release (allungamento) del tessuto connettivo a livello della fascia superficialis interessata dalla cicatrice ripristinando l'equilibrio posturale.

 

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