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SEMENZAI IN BOTTIGLIA, UN METODO INNOVATIVO

Agricoltura biologica, attenzione alle risorse, filosofia umanistica. Scopriamo la profondità e l'efficacia del metodo dei semenzai in bottiglia dalle parole dell'esperto Domenico Vitiello.

Ho incontrato Domenico Vitiello nel Sud dell’India, dove era venuto ad applicare e testare il suo innovativo metodo di coltivazione, che mi ha fin da principio affascinanto.

Non sapevo però che avrei incontrato anche un filosofo, un naturalista, una mente viva, creative, acuta e brillante con cui spendere ore cercando di capire cosa c’è dietro il velo della sua ricerca, che va molto più in là della mera agricoltura.

 

Chi è Domenico Vitiello

Laureato in agraria dopo il liceo classico, inverte la rotta e dagli studi umanistici passa a quelli scientifici per via della sua predilezione per la natura. La filosofia lo interessa da sempre ed il suo studio rimane costante nel tempo; si può infatti dire che la sua sia una filosofia applicata alla natura.

Ci dice che: “Studiare agraria gli ha dato l'opportunità di coltivare senza essere legato alla produttività ma all’esigenza umana di ritrovare una relazione giusta con altri organismi viventi: i vegetali… organismi eletti e più evoluti degli animali”.

 

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Ci hai detto che le piante hanno una sorta di livello spirituale

La pianta è uno yogi. Lo yogi assume una posizione (asana), si ferma, staziona (lo stesso fa la pianta), si erige per riferire verso l’alto, il cosmo, la cosiddetta predominanza apicale. Lo yogi sceglie il silenzio e la pianta lo ha di natura.

Lo yogi cerca di nutrirsi attraverso il nutrimento non chimico, direttamente dalle fonti energetiche del cosmo, fonti di energia diverse dal biochimico: campi elettromagnetici, energie astrali e prana… la pianta che si nutre principalmente di luce, radiazioni.

Lo yogi, senza saperlo, ritorna in una fase vegetativa, vista come fase superiore, slegata dai limiti dell’animalità, aperta a diverse esperienze che non siamo in grado di apprezzare. Le piante comunicano tra loro tramite campi elettromagnetici. Ciò è scientificamente provato.

 

Come si trova quindi una relazione con le piante?

Avevo intuito questa dimensione delle piante e a questo ho voluto attingere, dedicandomi a loro. Quello che io faccio è relazionarmi, sono esseri viventi e, tra esseri viventi, si deve stabilire relazioni, non solo infraspecie, ma anche intraspecie e, addirittura intraregno.

Le piante si relazionano con tutto, compreso gli uomini, ma questi non si relazionano con loro. Noi crediamo di utilizzare le piante ma sono loro ad utilizzare noi. Noi produciamo l’anidride carbonica che le nutre, per questo ci nutrono.

Mi sto accorgendo di queste realtà e ho invertito la mia visione. L’approccio convenzionale produttivo è altamente riduttivo, e non è l’unica forma di rapporto, è la minore e meno importante. Cosa si intende per produttività? Resa per ettaro? Esiste anche la qualità intrinseca, biologica, non solo nutrizionale.

La vera qualità è la relazione coi vegetali. Esattamente come la carne di un animale che ha vissuto male non è di buona qualità… la negatività si riproduce nel prodotto.

I vegetali costretti a crescere in modo non appropriato alle leggi della natura (ad esempio con idroponica, alta densità, eccetera) rispondono ad imput negativi con un prodotto negativo. Ci illudiamo che siano buoni ma anche se biologici non sono buoni perché un input negativo si ritrasmette come output negativo (spesso potenziato).

 

Quale sarebbe il giusto rapporto uomo-pianta nell’agricoltura?

Tutto viene dalla presunzione di domare, sottomettere qualcosa di inferiore, a malapena vivo, non intelligente. Tutto cambia col rispetto, con una relazione sana…. Allora la natura dà veramente.

Presunzione scientifica, gerarchica, che presume di dare risposte univoche. Noi non siamo semplicemente individui, noi stessi siamo composti da miliardi di cellule, di organi, di funzioni. il problema dell’uomo è l’uomo, l’uomo slegato dal contesto.

Anche il più grande pensatore, scienziato e filosofo, se non è interrelazionato non è niente. La soluzione per essere veri uomini e cessare di essere solo uomini realzionati prettamente agli uomini.

 

Come e perché nascono allora i semenzai in bottiglia?

I semenzai in bottiglia nascono da una necessità, una relazione con l’ambiente. Non ho mai ignorato il valore energetico dei vuoti di plastica delle bottiglie. Il percorso commerciale: una volta finito il liquido vengono gettate, ma non si può gettare un manufatto altamente energetico, per crearla sono stati impiegati materia ed energia, ed è insostenibile usare una bottiglia per una sola volta.

Per questo sono partito dall’idea del risparmio energetico. Aver utilizzato una bottiglia altrimenti non utilizzata mi ha inserito in questo contesto. L’energia si recupera e i materiali si riciclano.

Facendo l’orto, immediatamente mi è scattata la scintilla di aiutare le piantine. Che in realtà non ne avrebbero bisogno ma questo è un buon aiuto per le piante che nascono da seme. Il seme esige acqua, non tanto di suolo. Associando questa serie di cose ho creato la bottiglia semenzaio.

 

Quali sono i vantaggi dei semenzai in bottiglia?

Sono vari (che adesso sperimento in ambiente tropicale – fa parte della mia tesi di laurea – natural resourcses management for tropical rural development, presso università di Firenze) la bottiglia semenzaio rappresenta una tecnologia appropriata perché inserita nel contesto in cui si utilizzano. Un trattore in un contesto agreste dove si usa ancora il bue non è buon aiuto perché il contadino ha una relazione col bue e non sa ancora relazionarsi con la macchina. Semplicità.

Voglio mettere a confronto la crescita delle piante da seme in bottiglia e quella nel semenzaio tradizionale. I numeri ci diranno… ma non solo in relazione alla biomassa, anche la facilità di manipolazione, di ottenerli a costo zero (rifiuti) non far proliferare zanzare, meno consumo di acqua. I vantaggi sono numerosi. Qundi non solo calcolo di biomassa secca ma l’intero aspetto olistico.

 

Come contattarti per studiare il tuo metodo?

Semplice: cercate su youtube “bottiglie semenzaio” , ho più di 100000 visualizzazioni, e il metodo è riutilizzato e sperimentato. Non c’è copyright: pubblico dominio antiscadenza.

Poi c’è un sito: www.bioscambio.it il sito di autoproduttori per l’autosostentamento, agricoltura non legata al prodotto ma legata alla consapevolezza col rapporto con i vegetali, i progenitori eletti. 

 

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