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IPERICO, COLTIVAZIONE DELLA PIANTA

L'iperico è una pianta molto conosciuta per le sue proprietà benefiche ma non tutti sanno che è anche possibile coltivarla con soddisfazione. Andiamo a conoscere le sue esigenze colturali e quali sono le tecniche per farla crescere e fiorire al meglio.

L’iperico è una pianta che cresce spontanea nei campi italiani ed è tipica della stagione estiva. Il suo nome scientifico è Hypericum e ne esistono ben 400 specie differenti tutte appartenenti alla famiglia delle Guttiferae.

Quando parliamo di iperico ci riferiamo solitamente al Hypericum perforatum conosciuto e utilizzato come rimedio salutare della tradizionale sapienza popolare erboristica.

Il suo nome di perforatum è riferito alle perforazioni presenti sulle foglie che contengono i principi attivi benefici che la distinguono come pianta officinale. Le sue terre di origine sono l’Europa e l’Asia per questo in Italia è possibile coltivarla molto facilmente.

L’iperico è conosciuto in Italia anche con il nome di erba di San Giovanni proprio perché fiorisce il 24 giugno, giorno dedicato a questo santo. Inoltre nella tradizione, questa pianta è anche detta “scacciadiavoli”, proprio per le sue virtù di allontanare i mali e gli spiriti maligni.

L’impiego curativo del Hypericum perforatum risale all’antica Grecia dove veniva utilizzato per la preparazione di ungenti cicatrizzanti, come antidolorifico e per problemi di umore e depressione.

Inoltre, secondo uno studio condotto dall'Università di Madrid e riportato su ScienceDaily, questo rimedio sembrerebbe dare benefici nel trattamento della degenerazione neuronale causato dal Morbo di Parkinson

 

La pianta di iperico

L’iperico è una pianta erbacea a portamento arbustivo semi-sempreverde che cresce sino a 70 centimetri di altezza e ha la parte superiore dei rami erbacei mentre alla base è più legnosa.

Molto facile da riconoscere per i suoi fiori di color giallo vivo che si aprono in giugno e per tutta l’estate. I fiori assomigliano a una stella con 5 petali e moltissimi stami appariscenti. Le foglie sono opposte, numerose e di forma ellittica. Inoltre sulle foglie lungo il margine vi sono dei piccoli sacchettini chiamate ghiandole che contengono l’olio essenziale di colore rosso vivo.

Anche sui petali dei fiori gialli se guardiamo in controluce possiamo vedere dei piccoli puntini scuri ricchi di olio essenziale. Le foglie e i fiori infatti sono la parte che viene raccolta per la preparazione dei rimedi salutari a base di iperico.

 

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Esigenze colturali del iperico

L’iperico è una pianta che ama l’esposizione al sole e quindi predilige zone molto soleggiate. Se per caso dovesse essere coltivato in semi ombra l’iperico comunque non avrebbe grossi problemi, magari soltanto la fioritura sarebbe meno abbondante e anche la crescita potrebbe essere più moderata.

In fatto di terreno l’iperico non ha grandi esigenze è sufficiente che sia ben drenato per evitare i ristagni di acqua e quindi che sia ricco in sabbia. I terreno incolti anche poveri di sostanza organica sono i tradizionali ambienti dove cresce l’iperico spontaneamente in Italia. La rusticità del iperico permette una sua coltivazione persino in montagna al di sopra dei 1000 metri.

Il freddo dell’inverno non è un problema per l’iperico anche se può perdere le sue foglie se i gradi di temperatura scendono troppo rapidamente e sotto zero.

Questo solitamente non porta alla morte della pianta ma soltanto a uno stop invernale che poi con la primavera rinasce con una maggiore produzione di foglioline. Al contrario se pensiamo all’estate l’iperico non ha nessun problema con il sole e sopporta molto bene la siccità. Sarà sufficiente l’acqua che arriva con le pioggie per annaffiare questa pianta.

In caso sia richiesta un’ulteriore innaffiatura ricordiamo che il terreno deve essere completamente asciutto tra un'irrorazione e l’altra di acqua.

 

Coltivazione del iperico

Le piantine di iperico solitamente si possono acquistare in un’agraria o vivaio specializzato oppure è possibile partire con la semina del seme direttamente in campo ma questo è inusuale. Anche la moltiplicazione per talea o la divisione dei cespi e persino l’asportazione dei polloni è un ottimo modo per propagare la pianta di iperico.

Questi rami ottenuti appunto da una pianta madre di iperico andranno poi messi a dimora per ottenere il radicamento e da questo avremo così nuove piantine di iperico.

Sia che si acquistino le piantine o che abbiamo prodotto autonomamente le talee potremo effettuare il trapianto di queste giovani piantine di iperico in autunno o in primavera. Per l’impianto sarà sufficiente preparare il terreno e distanziare le piantine di almeno 40 centimetri tra loro e 1 metro tra le file.

L’iperico non richiede particolari cure di coltivazione essendo una pianta molto rustica soltanto nelle zone in cui la pioggia scarseggia è consigliabile annaffiare l’iperico ricordando di irrigare solo quando il terreno è asciutto anche in profondità.

Ovviamente nelle zone del Sud Italia sarà più necessario innaffiare essendo un clima più secco rispetto alle terre del Nord Italia.
Nel Nord invece una buona pratica è la pacciamatura del terreno che viene eseguita vicino alla base della pianta proprio per aiutare nella stagione fredda a sopportare meglio le basse temperature.

Per la raccolta del iperico sono necessarie delle buone forbici per tagliare la parte apicale delle ramificazioni asportando quelle che hanno i fiori gialli completamente sbocciati.

Infine, al termine del periodo di fioritura, solitamente viene consigliato di potare l’iperico accorciando quindi le sue ramificazioni. In questo modo l’anno successivo la pianta sarà spinta a produrre nuovi rami giovani per una più abbondante fioritura.

 

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Foto: federherz / 123RF Archivio Fotografico

 

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