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LA MEDICINA OMEOPATICA COME VOCAZIONE

Cure-naturali.it incontra l'omeopatia. E per non darne una visione ristretta, abbiamo voluto sentire qualcuno che ha avuto voglia e coraggio di mettersi in gioco anche all'estero. Claudia De Rosa, docente e ricercatrice dal 2003, dopo gli studi in Farmacia è approdata a Cork (Irlanda). L'omeopatia per lei? Una passione che muove, una vocazione

"Divenire omeopata ha significato ottenere quel senso di completamento che inconsapevolmente avevo sempre cercato. Avevo trovato la mia passione. Avevo trovato casa." Sono parole bellissime e sono di Claudia De Rosa. Vorremmo poter sempre confrontarci con operatori per cui la cura è una vocazione. E le vocazioni si abbracciano con entusiasmo, sentimento che permea il suo vissuto: docente e ricercatrice dal 2003, dopo gli studi in Farmacia, si trasferisce a Cork, Repubblica d'Irlanda, "per evadere dalla restrizione fisica e mentale della provincia e per imparare l'inglese." Ci resterà per 12 anni, con la sua grande passione scoperta a 17, l'omeopatia, appunto.

Nel gennaio 2006 rientra in Italia e fonda Vis Vitalis Education Intl, Provider di Formazione e Aggiornamento in Medicina Omeopatica, attivo in 10 paesi Europei, Sud America e Stati Uniti e nel 2008 ottiene il riconoscimento in qualità di Soggetto Privato per la Formazione, l'Aggiornamento e l'Approfondimento dell'Omeopatia e le Discipline Olistiche del centro Vis Vitalis Education Intl. Dal gennaio 2011 ricopre la carica di Vice-Presidente dell'AIMP (Associazione Internazionale Omeopati e Medici Professionisti) con sede a Lisbona.

 

Omeopatia. Arte, scienza o entrambe?

Samuel Hahnemann, colui che ha sistemizzato la Filosofia Omeopatica, nell’aforisma 1 dell”Organon dell’Arte di Guarire” scrive: “Scopo principale ed unico del medico è rendere sani i malati ossia, come si dice di guarirli” e prosegue nell’aforisma 2 affermando che “La guarigione ideale è la restaurazione rapida, dolce, duratura della salute ossia la rimozione del male nella sua totalità nel modo più rapido, più sicuro ed innocuo, e per ragioni evidenti”.

Samuel Hahnemann è l’anima e mente geniale che ha sistemizzato e organizzato la medicina omeopatica in una vera e propria scienza terapeutica basandosi su fiosofie e arti antiche già elaborate e descritte da Ippocrate (considerato il padre della medicina occidentale) e Paracelso, alchimista medievale.

La Medicina Omeopatica è un’Arte ed una Scienza allo stesso tempo. L’Omeopatia non è solo una scelta terapeutica ma è una vera e propria scelta di stile di vita, appassionante ed esigente, che risalta e mette in discussione aspetti e convenzioni, stimolandoti verso nuove analisi più ampie e profonde, non con il fine di screditare antiche certezze ma per evolverle, arricchirle e completarle. Proprio come succede quando si contempla e si analizza un’opera d’arte. E’ allo stesso tempo anche una scienza perché la medicina omeopatica si basa su principi terapeutici scientifici ben definitii e specifici.

 

Da circa 2 anni eserciti a Lisbona, Portogallo, dal momento che la legislazione italiana non riconosce i non-medici Omeopati. Lo stesso vale per osteopati e chiropratici; se non c'è una laurea in medicina, fisioterapia o fisiatria, la loro competenza è e resta "clandestina". Pensi che le cose cambieranno in Italia? Vorresti tornare o, anche qualora ci fosse un avanzamento normativo, non sarebbe l'Italia il luogo dove vorresti esercitare la tua professione?

Sono un’ottimista per natura e spero e credo che un giorno si arriverà anche in Italia ad un riconoscimento legale dell’esercizio delle medicine alternative per i non-medici. Credo che l’argomento sia estremamente delicato e deontologicamente complesso.

Ho avuto la fortuna di formarmi, vivere ed lavorare in un paese, l’Irlanda, dove da sempre l’Omeopatia è esercitata da Omeopati non-medici e da pochi medici omeopati. Essendo poi docente internazionale in Medicina Omeopatica ho avuto modo di osservare importanti differenze. In tutti i paesi membri della Comunità Europea, fatta eccezione per pochi tra cui l’Italia, la Medicina Omeopatica può essere per legge esercitata da medici e non-medici ed entrambe le figure professionali devono seguire un percorso formativo di minimo 4 anni.

Ovviamente le competenze professionali dei medici e non-medici sono ben delineate: i non-medici omeopati devono infatti limitarsi alla consulenza omeopatica classica (anamnesi omeopatica e prescrizione del rimedio) e non possono in alcun caso effettuare anamnesi medica, prescrizione di farmaci e/o di esami diagnostici. Credo che un percorso formativo specifico come quello proposto nei paesi membri sia assolutamente dovuto, serio e responsabile. Al contrario, non credo sia invece proponibile nel rispetto della salute del singolo individuo che un medico in quanto medico possa usare il titolo di Omeopata dopo aver studiato come autodidatta oppure frequentato un corso breve di poche settimane. E’ interessante del resto considerare che molti dei “grandi” omeopati viventi sono non-medici, per esempio George Vithoulkas (Grecia), Jeremy Sherr (Israele), Miranda Castro (UK) e Rajan Sankaran (India).

 

Come si diventa omeopata?

 

A uno studente che vorrebbe in futuro esercitare la professione di omeopata consiglieresti di conseguire la laurea in medicina o di emigrare all'estero e poi, eventualmente, tornare?

Beh, in generale consiglio a tutti, studenti e non, di fare se possibile un’esperienza di vita all’estero perché ti arricchisce mentalmente  e spiritualmente, ti aiuta a mettere a confronto culture diverse, ti fa crescere. Sulla base della mia esperienza personale poi devo ammettere che le maggiori soddisfazioni professionali e personali le ho ricevute dalla comunità internazionale e non credo che in Italia sarei riuscita ad ottenere gli stessi risultati.

Formarsi all’estero aiuta senza dubbio ad ampliare un certo tipo di conoscenza e stimola ad una maggiore apertura mentale. Attualmente in Italia esiste una normativa che prevede l’esercizio a pieno titolo di un certo numero di medicine olistiche a pieno titolo solo previo conseguimento del titolo in Medicina e Chirurgia. Ritengo che la comunità non-medica possa fare molto per sensiblizzare il singolo cittadino e il Ministero affinché si possa avviare una discussione in merito dal momento che comunque gia esiste una Normativa Europea che stabilisce la possibilità di esercitare previo uno specifico percorso formativo anche ai non-medici.

 

La farmacia omeopatica si definisce l'arte e la scienza della raccolta, preparazione, conservazione e standardizzazione dei rimedi omeopatici di origine vegetale, animale, regno minerale. Quali sono quelli di origine nosode e sarcode? 

I medicinali omeopatici possono avere diverse origini.

In base all’origine (o ceppo), specie, famiglia, ecc i provings (= sperimentazioni omeopatiche) hanno identificato caratteristiche uniche e specifiche per ciascun regno e ciascun rimedio. I rimedi di origine “Minerale” sono quelli preparati da fonte minerale come zolfo, calcio, mercurio, fosforo, arsenico, oro, platino e sali  chimici come fosfato di calcio, bromato di sodio, etc. I rimedi di origine “Vegetale” sono invece quelli preparati da parti di fiori e piante, inclusi i semi, corteccia e le radici. Quelli di origine “Animale” sono preparati da parti di animali, veleno, saliva, bava, latte (nel caso dei mammiferi), ecc.

Di recente, come è avvenuto in Botanica, è stato aggiunto il regno dei Funghi che include i funghi (edibili, velenosi e tossici), muffe e licheni. I cosiddetti rimedi “Imponderabili” sono invece prodotti da sostanze “impalpabili” come raggi infrarossi, onde elettromagnetiche, colori, luce solare e lunare, ecc.

“Nosodi” e “Sarcodi” sono invece i rimedi prearati da tessuti patologici i primi (tessuti affetti da tubercolosi, gonorrea, sifilide, malaria, etc) e da tessuti fisiologici i secondi (ghiandole umane come pancreas e tiroide e secrezioni ormonali). Spesso i termini “nosode”e “sarcode” vengono erroneamente utilizzati come sinonimi.

 

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Su healgently.com ho letto l'intervista che ti ha fatto Alan V. Schmukler omeopata e caporedattore di Homeopathy4Everyone e autore di "Homeopathy An A to Z Home Handbook”.  Alcune delle domande coprono argomenti relativi alla distinzione tra il Metodo Hahnemanniano e il Metodo Koraskoviano. Puoi spiegarci le principali differenze?

Il Metodo Hahnemanniano è il metodo classico di preparazione del medicinale omeopatico, il metodo sviluppato da Samuel Hahnemann.
La preparazione di un rimedio omeopatico prevede tre fasi:

  • la preparazione di una “tintura madre” di partenza (che puo essere liquida o solida a seconda della sostanza che si sta utilzzando);
  • la diluizione in un veicolo liquido;
  • la dinamizzazione, processo grazie al quale ogni diluizione viene sottoposta ad uno “squotimento” o succussione per incrementare il potere terapeutico della preparazione.

Il processo di “dinamizzazione” è il motivo di tanto accanimento dai cosidetti “scettici” in tutto il mondo dal momento che dal punto di vista scientifico non e’ ancora stato possibile dimostrare l’aumento del  potere terapeutico prodotto dalle succussioni. Importanti ricerche in merito sono state condotte negli anni ’80 dal medico e ricercatore francese, Jaques Benveniste e in tempi piu recenti dal Premio Nobel per la Medicina, Luc Montagnier.
Supponiamo di voler prepare il medicinale omeopatico Belladonna alla 5CH (Centisamale Hahnemanniana): aggiungiamo 1 goccia di Tintura Madre di Belladonna in 99 gocce di solvente (alcol, acqua distillata oppure una miscela di entrambe) e dinamizziamo o “squotiamo il flacone ottenendo la preparazione 1CH. Preleviamo quindi 1 goccia dal nostro flacone e la aggiungiamo ad altre 99 gocce di solvente in un secondo flacone, dinamizziamo e otteniamo Belladonna 2CH, e così via.

Il Metodo Korsakoviano deriva dal nome di un medico russo allievo di Hahnemann che trovandosi  in una campagna militare con la necessità di preparare rimedi omeopatici in diverse diluzioni e di diverso tipo senza pero avere a disposizione tutto la vetreria e materiale necessario si trovo costretto ad “inventare” un nuovo metodo utilizzando lo stesso flacone ad ogni succussione. Esempio, se volessimo preparare Belladonna 5CH secondo il metodo Korsakoviano procederemmo in questo modo: aggiungiamo 1 goccia di Belladonna in tintura madre a 99 gocce di solvente, dinamizziamo e gettiamo il contenuto del flacone conservando solo il “residuo” che per adesione del solvente e’ rimasto alle pareti del contenitore e che utilizzeremo come sostanza base per la successiva diluzione e dinamizzazione.  In questo caso denomineremo la preparazione Belladonna 5K e non CH.

Il limite principale di questa metodologia è la scarsa precisione e accuratezza nelle quantità di sostanza base utilizzata tra una diluizione e  un’altra. Per contro, il vantaggio principale consiste nel risparmio di tempo e materiale (soprattutto la vetreria) .
Il metodo Korsakoviano ha portato allo sviluppo di una metodologia piu moderna denominate a “flusso continuo” che consiste nel passaggio ininterrotto del solvente nel contenitore (= alambicco) le cui pareti sono impregnate della sostanza base. Il solvente all’interno del flacone fluisce e subisce uno scuotimento costante.

 

Che cos'è il Kromo Dinamismo?

Kromo-dinamismo è una metodologia che ho sviluppato negli anni e che utilizza rimedi naturali prodotti dalle onde luce (colori) in formato ponderale. Negli ultimi 10 anni in Inghilterra e Stati Uniti sono stati condotti studi e sperimentazioni (provings) di sostanze prodotte dalle onde luce denominati “Color Remedies”.

Studi e ricerche scientifiche hanno dimostrato l’efficacia e influenza delle onde luce sull’organismo umano, in particolare sul nostro sistema nervoso ed endocrino. 

La produzione dei nostri ormoni è particolarmente sensibile alla variazione di luce. Basti pensare alle incidenze e l’insorgenza degli stati depressivi in quelle popolazioni che vivono nel Nord Europa, per esempio, e che hanno esposizione ai raggi solari limitata durante l’anno, oppure ai danni a carico degli stati emotivi e di stress causato dalle luci artificiali. E’ stato 5 anni fa che approfondendo gli studi scientifici disponibili e confrontandoli con l’esperienza clinica di una nota Omeopata (non-medico) californiana, Karen Allen nell’ambito dell’utilizzo dei Colors Remedies ho sviluppato il Kromo-dinamismo: una tecnica di massaggio anti-stress che prevede l’utilizzo (previa breve consulenza con il cliente) di una miscela di olio base e Color Remedies appropriati. 

Per esempio, nel caso di un soggetto con problematiche di tipo ansioso che si manifestano a livello del linguaggio (che nella filosofia indiana corrisponde al Chakra della gola) si utilizzerà una miscela di olio base e Turchese in formato ponderale.

 

Come si usano i Funghi Medicinali?

Il mio interesse per i Funghi in ambito omeopatico nasce dalla lettura del libro “Fungi” scritto da un noto omeopata non-medico olandese, Frans Vermeullen. Dalle sue analisi e considerazioni mi sono resa conto della scarsita’ di informazioni, sperimentazioni ed evidenze cliniche nell’utilizzo dei funghi in medicina omeopatica.

Ho deciso cosi nel 2007 di coinvolgere i miei studenti in una serie di provings (=sperimentazioni) di funghi edibili in formato omeopatico. Alcuni di queste sperimentazioni sono state presentate alla scorsa edizione della Conferenza Internazionale sui Funghi Medicinali che si è svolta a Zagabria (Croatia) e alla quale hanno partecipato esperti e scienziati provenienti da tutto il mondo.

L’evento mi ha insegnato molto: da una parte l’elevato interesse costruttivo mostrato da “scienziati” nei confronti delle metodologie di sperimentazione dei medicinali omeopatici e dall’altra la quantità di informazioni approfondite e dettagliate alle quali ho potuto accedere nell’ambito delle proprietà dei funghi nella medicina tradizionale.

 

Hai scritto il libro Homeopathy and Chakras, pubblicato nel 2001 da First Edition. Ci interessa molto questo accostamento. A tuo avviso, il sistema energetico dei chakra può essere appaiabile alle ghiandole endocrine? E potrebbe somigliare al percorso dei meridiani? In sintesi, ci sono modi diversi, filosofie diverse e rispettive anatomie che consentono però di arrivare comunque alla circolazione dell'energia? Anche nella medicina ufficiale?

I Chakra (dal sanscrito “ruota”, “vortice”, “disco”) sono punti di forza, porte di accesso all’essenza energetica del corpo umano il cui compito è quello di inglobare, canalizzare e distribuire l'Energia o Forza Vitale nell’organismo. Molte tradizioni concordano sul fatto che i chakra agiscano come vere e proprie valvole energetiche. Uno squilibrio a livello di uno o più chakra determinerebbe uno squilibrio d'energia negli organi associati. Ad ogni chakra e’ associato un colore, una serie di organi e apparati. “Homeopathy & Chakras” e’ stat oil punto di inizio della mia elaborazione del Kromo-dinamismo.

Ciascuna filosofia curative interpreta il “blocco energetico” o psico-somatico all’interno dell’organismo in maniera diversa e simile allo stesso tempo: la teoria degli 4 Elementi, la teoria dei 5 Elementi in Medicina Tradizionale Cinese, l’Agopuntura, l’Ostopatia, ecc ma tutte hanno un denominatore commune ovvero l’interferenza energetica a carico dei sistemi immunitari, endocrino e nervosa che si manifesta come “blocco” non permettendo all’Energia Vitale di fluire correttamente nel corpo attraverso organi, sistemi e meridiani. 

 

Hai condotto uno studio sull'efficacia dell'omeopatia nei casi di disturbi dell'apprendimento (ADHD). Ci sono riscontri interessanti su questo fronte, anche in ambito pediatrico e adolescenziale?

Purtroppo  non sono in grado di poter condividere gli esiti relativi a questo studio. Dal momento che la medicina omeopatica è una medicina di tipo individualistico, ovvero durante l’analisi dell’individuo il rimedio non viene prescritto sulla base della “patologia” ma sui sintomi e segnali che l’individuo esprime durante la patologia stessa, nell’ambito della ricerca omeopatica esistono purtroppo importanti difficolta’ di natura pratica nell’organizzazione di uno studio clinico, un trial e l’analisi ed interpretazione dei dati. Non e’ infatti possibile ai fini di ricerca omeopatica condurre uno studio sulla base di un solo rimedio omeopatico dal momento che ogni individuo potrebbe avere bisogno di un rimedio diverso. Per esempio, nel caso dell’ADD e ADHD esistono una serie di scelte omeopatiche in base alla costituzione dell’individuo che soffre del disturbo: iperattivita’ accompagnata da aggressiviita’, oppure accompagnata da timidezza, frustrazione silenziosa, atti di auto-lesionismo, ecc.

 

Sempre nell'intervista di Alan V. Schmukler ribadisci: "Let’s remember that when we talk about pharmacological action of a homeopathic drug (pharmacodynamic) we are talking about energetic actions too." In sintesi, quando parliamo di azione farmacologica di un rimedio omeopatico stiamo parlando anche di azione energetica dello stesso. Energia. Ci sono terapeuti che si riempiono la bocca con questa parola, alcuni validi, alcuni molto "approssimativi".  Quando si cerca aiuto e si è in stato di bisogno siamo anche più suggestionabili. Qualche consiglio su come riconoscere i terapeuti che, quando parlano di energia, sanno con quanto materiale prezioso hanno a che fare.

Quando ho scritto “Homeopathy & Chakras” mi e’ sembrato del tutto naturale,  il compimento di un percorso nato nel 1998 quando ho iniziato il training di formazione in medicina omeopatica. Un gruppo di colleghi indiani alla presentazione del libro alla Liga Omeopatica Internazionale in India l’anno scorso mi disse che erano ammirati da come una donna di cultura europea e quindi non indiana, e con una formazione scientifica potesse aver scritto un libro sui Chakras. Non avevo mai pensato a questo aspetto, scrivere “Homeopathy & Chakras” ha significato per me riassumere un un’unica opera il percorso  professionale e di vita iniziato durante gli anni di formazione  in medicina omeopatica.

L’Energia è alla base della vita.

Qualsiasi azione/reazione all’interno ed all’esterno del nostro corpo avviene grazie alla produzione di energia (per esempio l’attività muscolare, il sistema nervoso, ecc). Credo che ognuno di noi abbia una personale e soggettiva percezione di cos’è l’Energia e credo sia opportuno valutare la professionalità di un operatore olistico in base al suo approccio alla “salute” dell’individuo che si affida ai suoi trattamenti ed alla sua abilità di co-operazione e collaborazione con i professionisti e specialisti medici perché non dimentichiamolo mai: il benessere della persona viene prima di tutto e dobbiamo sempre agire nel rispetto delle sue necessità e consapevolezza dei nostri limiti. E questo vale per qualsiasi terapeuta, che questi operi nell’ambito della medicina olistica o convenzionale.

 

Per approfondire:

> Visita il sito di Claudia De Rosa

> Omeopatia, cos'è e a cosa serve


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