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DIVENTARE OMEOPATA: LA FORMAZIONE, L’APPROCCIO E L’ESERCIZIO DELL’OMEOPATIA

Sono circa 8 milioni gli italiani che si curano con l’omeopatia e il numero dei medici presenti nel Registro Nazionale dei Medici Omeopati è in crescendo. Ma cos’è l’omeopatia e come fare per diventare omeopata?

Similia similibus curantur

L’omeopatia (da homòios, simile, e pàthos, malattia) è una filosofia che si propone di curare sintomi e malattie servendosi di dosi infinitesimali delle sostanze che in dosi maggiori provocherebbero gli stessi disturbi o malattie nei soggetti sani, secondo il principio del Similia similibus curantur. I rimedi omeopatici tendono dunque a rispettare il corpo, non eliminando il sintomo, bensì stimolando il soggetto a combattere e vincere la malattia, rafforzando la costituzione della persona. Le sostanze omeopatiche a scopo terapeutico sono circa al 70% di origine vegetale, ma vi sono anche sostanze di provenienza animale e minerale.

Tutti i rimedi vengono sottoposti a diluizione e scuotimento, per eliminarne le proprietà tossicologiche, esaltandone invece quelle terapeutiche. Oggi, l’omeopatia gode di larghi consensi tra la popolazione di tutto il mondo e sempre più persone ricorrono a simili rimedi naturali. In molti paesi, sia in America che in Asia, l'omeopatia è stata riconosciuta come un sistema medico o specialità medica e in molti casi è stata integrata nel sistema sanitario nazionale. Ma chi è in grado di indicarci il preciso rimedio e come lavora? Cosa significa diventare omeopata?

 

Diventare omeopata

L’omeopata di professione prescrive il rimedio in base alle caratteristiche psicofisiche, che sono differenti per ogni paziente. Questo implica un ascolto e un approccio umano verso la persona, e non unicamente verso la malattia, come spesso accade per la medicina tradizionale. Tutto ciò rappresenta il beneficio più importante dell’approccio omeopatico.

Chi decide di diventare omeopata sceglie di ricondurre l'essere al suo equilibrio psicofisico operando sul doppio fronte della cura e della prevenzione. Nella scelta del rimedio omeopatico, l'omeopata deve sempre prendere in esame nei minimi particolari la sede, il carattere e l'aspetto emotivo del paziente. Ogni omeopata può sentirsi più vicino a un approccio unicista (prescrizione di un solo rimedio mirato a coprire l'insieme dei sintomi identificati), pluralista (prescrizione contemporanea di più rimedi) o complessivista (somministrazione di molti medicamenti).

 

Diventare omeopata

Per diventare omeopata, è obbligatorio specializzarsi dopo aver conseguito una laurea in medicina generale. Dopo la specializzazione, segue un periodo di tirocinio e di almeno due anni di pratica, condizione sine qua non per l’iscrizione al Registro. La specializzazione in medicina omeopatica è una possibile scelta che il medico può prendere, oltre a quella in medicina antroposofica e quella in omotossicologia, fermo restando le specializzazioni della medicina convenzionale. I corsi principali vengono tenuti dalle scuole della Fiamo (13 in tutta Italia), da scuole indipendenti e dalle scuole della Simo (Bologna e Trentino Alto Adige).

La specializzazione per diventare omeopata prevede un minimo di 600 ore di tirocinio-formazione, sia teorica che pratica, oltre a vari seminari. Al termine della frequentazione del corso viene rilasciato un diploma o attestato. Per poter esercitare la professione di omeopata in maniera autonoma, è richiesta un'esperienza di pratica di almeno due anni, attraverso la quale poi diventa possibile iscriversi al Registro nazionale dei Medici Omeopati.

 

Scopri come l'omeopatia affronta i sintomi e le malattie

 

Immagine | Bcgrote

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