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Olio di iperico

L’olio di iperico è un oliolito che si ottiene mettendo a macerare la pianta fresca, fiori e foglie di Hypericum perforatum, in olio vegetale: olio di oliva, di girasole o mandorle a seconda dell’uso di applicazione che ne sussegue, a scopo curativo o cosmetico. Scopriamolo meglio.

Olio di iperico

Caratteristiche dell’olio di iperico

L’olio di iperico ha un colore molto acceso di un bel rosso vivo e intenso dato da un pigmento chiamato ipericina che è presente nei fiori gialli e nelle foglie. 

Questa sua caratteristica è un ottimo aiuto per l’identificazione e la raccolta della pianta, infatti è sufficiente sfregare con le punte delle dita le foglioline o i fiori per vedere comparire il rosso intenso dell’olio di iperico ed identificarne così meglio la pianta. L’odore al contrario non aiuta molto essendo tenue e poco marcato.

La pianta di iperico è chiamata nella tradizione popolare scacciadiavoli proprio perché già nei tempi antichi credevano che questo prodotto allontanasse  i mali sia dal corpo fisico che da quello energetico. L’olio di iperico prende anche il nome di olio di San Giovanni, e infatti il giorno di raccolta e preparazione nella tradizione erboristica di un tempo veniva eseguito proprio il 24 giugno, giorno dedicato a tale santo. Nel calendario il 24 giugno è il solstizio d’estate, giorno in cui il sole è al massimo splendore, e rispettare il tempo balsamico di raccolta in questo momento permette così all’influsso dell’energia solare di essere raccolto nell’estrazione dell’olio di iperico. La preparazione dell’oliolito avviene mettendo a macerare le foglie e i fiori per 21 giorni in olio dentro ad un contenitore; la differenza dagli altri oleoliti è che l’oliolito di iperico va lasciato esposto al sole e non macerato al buio.

La composizione di questo oliolito è molto ampia e complessa. Si estrae dalla pianta una grossa parte del fitocomplesso e questo contiene principalmente: flavonoidi (ipericina, rutina, iperoside e quercetina), vitamine come il carotene (precursore della vitamina A), tannini e olio essenziale.

 

Proprietà e utilizzo dell’olio di iperico

Come rimedio erboristico l’olio di iperico può essere utilizzato direttamente sulla pelle in caso di: contusioni, distorsioni, macchie della pelle, psoriasi, secchezza, invecchiamento epidermide, piaghe, cicatrici, smagliature, ferite, screpolature, emorroidi, punture di insetti, lesioni provocate dall’acne, rughe, scottature da sole o escoriazioni da freddo, infiammazioni e infezioni della pelle (arrossamento da pannolino), gengiviti,  ecc…
Questo olio ha proprietà cicatrizzanti, antisettiche (essendo antifungino e antivirale), astringente, decongestionante, purificante, antiinfiammatorio ed è in grado persino di stimolare la rigenerazione cellulare.

Le proprietà di favorire la circolazione, irrorare meglio i capillari, la cicatrizzazione e un potere antisettico spiccato, ci rivela quanto questa pianta porti in sé capacità notevoli sul sistema sanguigno e il colore rosso intenso diventa, secondo la dottrina delle signature di Paracelso, un ottimo indicatore di tale proprietà curative.
Oltre all’uso diretto sulla cute l’olio di iperico è impiegato anche come tintura o sotto forma di capsule. L’uso interno riequilibra il ritmo di sonno veglia e quindi viene utilizzato come rimedio nei casi di insonnia.

Per il sistema nervoso le capsule di olio di iperico con l’aggiunta di lecetina vengono indicate per la rigenerazione cellulare del sistema nervoso centrale, in caso di ansie, tensioni o stanchezza di origine mentale possono essere utilizzate per ripristinare riequilibrio e il tono e l’umore generale.

Per un pronto soccorso in caso di bruciature domestiche è possibile utilizzare l’olio di iperico sulla parte scottata, ma solamente dopo che il calore se ne sia andato dalla parte colpita. Non va mai utilizzato subito perché essendo in forma oleosa si provocherebbe un effetto di frittura. Il primo intervento deve essere quello di togliere il calore dalla parte colpita con acqua fredda e poi successivamente applicare l’olio di iperico come ottimo rimedio per cicatrizzare, sfiammare, decongestionare e guarire la scottatura.

Come uso cosmetico è quindi utile in diversi inestetismi della pelle e utilizzato direttamente sulla pelle come “unguneto” ogni sera e ogni mattina riporta ottimi risultati già dopo 10 giorni di trattamento.
Inoltre possiamo utilizzarlo per i massaggi soprattutto quando si avvertono dolori articolari, contratture muscolari e si ha bisogno di calore. Ottimo anche in caso di gotta e reumatismi.

 

Lo sapevate che

L’uso del’iperico ha una importante avvertenza da rispettare ed è quella di non esporsi al sole visto che è fotosensibilizzante. Questo vuole dire che se si fa uso di prodotti a base di iperico, sia per uso orale che topico, non si deve esporsi successivamente al sole perché possono comparire macchie scure ed inestetismi sulla pelle.

 

Una ricetta erboristica

Per preparare l’oliolito di iperico serve procurarsi circa 100 g di sommità fiorite della pianta raccolta a partire dalla fine di giugno e in terreni salubri, non inquinati.
I fiori e le foglie si sciacquano immergendoli velocemente in un catino di acqua e delicatamente si fanno asciugare all’aria per un giorno su un canovaccio lontano da fonti di calore o luce diretta.
Dentro ad un vaso di vetro si aggiungono le sommità fiorite di iperico versandovi sopra 500 ml di olio di oliva o mandorla oppure 400 ml di girasole; Il coperchio deve essere ben chiuso e il vaso viene lasciato a macerare esposto ai raggi del sole.
Per i primi 10 giorni si apre il coperchio per far uscire eventuale aria e condensa e poi si richiude, inoltre si capovolge su e giù il barattolo in modo che la pianta sia sempre bel coperta dall’olio e ben miscelata. Dopo 21 giorni si filtra il contenuto eliminando l’erba e si conserva l’oliolito, divenuto di un rosso rubino, in un recipiente di vetro meglio se scuro (bruno o verde) e ben sigillato.
Il tempo di macerazione di 21 giorni dipende molto dal clima e dalla temperatura del sole che deve mantenere almeno i 20 °C diurni quindi viene consigliato di lasciare l’oliolito a macerare anche per 30 giorni per far estrarre tutti i principi attivi della pianta. Nel caso poi si voglia estrarre con olio di girasole, il periodo può arrivare sino a 80 giorni per esaurire completamente l’estrazione dalla pianta.

 

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