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3 OLI POTENZIALMENTE DANNOSI PER LA SALUTE

Gli oli vegetali non fanno tutti bene per la salute. Paradossalmente, in alcuni casi potrebbe essere più salutare un grasso animale. 3, in particolare, sono da "bollino rosso": l'olio di colza, di palma e di soia. Ecco perché

Gli oli vegetali non sono tutti uguali, perché derivano dalla spremitura di semi diversi (olive, girasole, lino, zucca, l’olio di cocco, di palma e così via).

Non tutti quindi hanno le stesse proprietà: ci sarà l’olio ricco di omega-3, quello ricco in omega-6, quello più ricco in vitamine e quello ricco in minerali.

La qualità dell’olio dipende strettamente del vegetale di origine e dai processi di produzione; insomma bisogna informarsi bene prima di scegliere un olio.

Sull’olio di oliva si è già detto tutto o quasi. Ma sugli altri oli? Colza, soia, palma vi dicono niente?

Vediamo brevemente se ci possono essere addirittura dei rischi per la salute.


L'olio di colza e i rischi per la salute

Parente dei cavolfiori, la colza appartiene alla famiglia delle Brassicacee. L’olio ottenuto dai suoi semi ha una storia controversa. Negli anni ’70 i processi di estrazione utilizzati producevano un olio di colza contenente il 50% di acido erucico, ovvero un tipo di grasso che non viene metabolizzato dagli organismi animali.

Il corpo non sa cosa farsene, in pratica, e lo accumula, proprio là dove è più pericoloso: fegato e cuore.

Gli effetti dannosi sulla salute sono quindi molto reali, tanto che la legge pone come limite massimo negli alimenti per adulti il 5% di acido erucico, mentre per gli alimenti destinati all’infanzia il limite è l’1%.

Alimenti privi di acido erucico saranno da preferire, poiché ci eviteranno anche le conseguenze dell’accumulo (piccole dosi tutti i giorni portano comunque a grandi accumuli!).

Negli anni ’80 la diffusione in alcuni alimenti di un tipo di olio di colza non destinato ai cibi (e ricchissimo di acido erucico) provocò centinaia di morti e danni permanenti alle persone in Spagna, tanto da spingere a decretare il divieto di utilizzo di olio di colza ai fini alimentari.

Canola è la nuova frontiera della colza, ai giorni nostri. Il nome sta per CANada Oleic Acid ovvero una tipologia di olio di colza privo di acido erucico e arricchito di acido oleico (all’80 % come per l’olio di oliva), del quale sono note le proprietà benefiche e la ricchezza in omega3.

In conclusione, semaforo rosso per l’olio di colza e giallo-verde per canola ma, chiedo, perché non preferire un ottimo olio di oliva genuino, senza sottrazioni e arricchimenti?

 

Olio di colza, un pericolo per la salute

 

L'olio di soia e i rischi per la salute

La conosciamo per il “latte” e le “bistecche”, per la lecitina, forse, ma la soia come base per un olio non è tra le risorse più comuni sulle nostre tavole. Infatti l’olio di soia occupa il 90% degli oli prodotti negli Stati Uniti (USA), paese ove è maggiormente consumato.

Quali sono gli aspetti potenzialmente dannosi dell’olio di soia?

  1. Al momento l’Università della California ipotizza possibili danni al fegato da accumulo di metaboliti dell’olio di soia, maggiore probabilità di sviluppo del diabete di tipo 2, insulino-resistenza e accumulo di tessuto adiposo.
  2. OMG, che non è l’acronimo di Oh My God (esclamazione tipica negli USA) ma di Organismi Modificati Geneticamente, o OGM, o GMO. Si tratta di specie vegetali selezionate e prodotte mediante variazioni al DNA, per ottenere piante più resistenti, più produttive. Gli effetti a lungo termine sulla salute umana non sono ancora stati testati, pertanto non si conoscono. Pare che l’olio di soia OGM non induca insulino-resistenza e sia perciò meno dannoso per la salute. Pare.
  3. Idrogenazione: gli oli di soia vengono spesso idrogenati per prolungarne la durata e migliorarne la stabilità, ma il processo di idrogenazione genera grassi trans, che ora vengono riconosciuti come non salutari a livello internazionale poiché risultano dannosi per le arterie al pari dei grassi saturi di origine vegetale.

Semaforo decisamente rosso per l’olio di soia.

 

L'olio di palma e i rischi per la salute

L'olio di palma fa bene? Fa male? Fa male, soprattutto se in eccesso, ormai lo sappiamo: l’olio di palma in grandi quantità ha effetti potenzialmente dannosi per la salute, per questo le maggiori aziende lo stanno togliendo dalle ricette dei loro prodotti. Vediamo perché.

Le ricerche scientifiche documentano questi effetti potenzialmente dannosi per la salute:

  1. Il consumo abituale di olio di palma provoca un aumento significativo dei grassi nel sangue: colesterolo, trigliceridi e soprattutto colesterolo “cattivo”, LDL, che provoca elevati rischi di occlusione delle arterie.
  2. Le forme più utilizzate di olio di palma nell’industria alimentare sono esterizzate, ovvero hanno subito un processo di trasformazione chimica che rendono ancora più pericoloso l’olio di palma per il metabolismo dei grassi.
  3. Uno studio del 2014 rileva che il consumo di acido palmitico, contenuto in grandi quantità nell’olio di palma, si associa a una maggiore produzione di sostanze infiammatorie nell’organismo. È noto che l’infiammazione cronica è fattore di rischio per lo sviluppo di patologie severe quali patologie cardiovascolari, aterosclerosi, diabete e addirittura alcuni tumori.

Divieto “di circolazione” per l’olio di palma.

 

L'olio di canola, un aiuto per il cuore: è davvero così?

 

Per approfondire:

> Olio di colza: proprietà, benefici e controindicazioni

> Olio di canola: proprietà, benefici e controindicazioni

 

 

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