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Oligoelementi

L'ALLUMINIO NEMICO E AMICO DEL CERVELLO

Se assunto ad alte dosi, l’alluminio è tossico e provoca paralisi, convulsioni e sintomi paragonabili alla demenza senile, ma se usato in oligoelemento, regola le principali funzioni cerebrali e il sistema nervoso ed è utile in caso di difficoltà e lentezza intellettuale, nell’atonia cerebrale, nella lentezza e nell’elaborazione delle idee

L'alluminio nemico e amico del cervello

L’oligoeterapia catalitica utilizza l’alluminio per il cervello e le sue funzioni. La maggior parte dei rimedi utilizzati in oligoterapia catalitica sono metalli e metalloidi presenti in natura, e in piccole dosi anche nel corpo umano, indispensabili a un buon funzionamento del nostro organismo e la cui carenza induce alterazioni fisiologiche e strutturali anche gravi. 

L’alluminio è un elemento chimico assai diffuso nella crosta terrestre sotto forma di composti (argilla, bauxite, caolino) e viene utilizzato in oligoterapia catalitica a scopo terapeutico, pur non facendo parte degli oligoelementi essenziali. Si trova in tracce negli alimenti (alghe, mele e lievito di birra) e nel nostro organismo le maggiori concentrazioni hanno sede nei polmoni, nel fegato, nella tiroide e nel cervello

Allo stato naturale è bene evitarlo, in quanto, tendenzialmente tossico. Si sono osservate encefalopatie mortali, in persone affette da insufficienza renale, e anche cardiomiopatie e decalcificazioni ossee con fratture spontanee. Anche i neuroni subiscono alterazioni, quando la concentrazione di alluminio supera i quattro microgrammi per grammo di sostanza cerebrale. Alcuni studi hanno dimostrato che una grave intossicazione di alluminio provoca sintomi simili a quelli della demenza senile. Nel cervello delle persone colpite dal morbo di Alzheimer sono stati trovati livelli di alluminio da 10 a 30 volte superiori alla norma. La relazione tra l’alluminio e il morbo di Alzheimer dovrebbe consigliare di evitare l’uso di sostanze ricoperte di alluminio per cucinare.

Piccole quantità di sali solubili di alluminio presenti nel sangue causano una forma di avvelenamento lenta, caratterizzata da paralisi motoria e intorpidimento di alcune parti del corpo, con degenerazione grassa dei reni e del fegato. Possono presentarsi anche cambiamenti anatomici nei centri nervosi e sintomi di infiammazione gastrointestinale. Questi sintomi sono il risultato dello sforzo del corpo per eliminare il veleno.

 

Alluminio in oligoterapia catalitica

Tuttavia nella forma oligoelementare l’alluminio è un regolatore delle funzioni cerebrali: agisce sul sistema nervoso centrale, sull'encefalo, sul tronco cerebrale e sul midollo spinale. Gli oligoelementi, infatti, sono dei biocatalizzatori capaci di attivare le reazioni chimiche e metaboliche, indispensabili alla vita e la loro carenza induce alterazioni strutturali e fisiologiche. Quando vengono somministrati alle giuste dosi prevengono e guariscono diversi disturbi. Essi sono presenti in quantità infinitesimali in tutti gli organismi viventi (nelle piante, negli animali e nell'uomo) e solo in questo modo sono assimilati facilmente, in quanto possiedono una forma molecolare che non provoca accumuli nell’organismo, né intossicazioni. 

Assunto come rimedio oligoterapico catalitico, l’alluminio per il cervello è ottimo: favorisce il recupero delle facoltà cognitive; è utile nel trattamento dell'insonnia provocata da stress; stimola un normale sviluppo o un recupero delle facoltà cognitive nei bambini ipoteattivi ed una risposta ottimale di adattamento nell'adulto in condizioni di stress. Viene solitamente indicato per chi ha difficoltà di concentrazione e scarsa memoria da 'surmenage' intellettivo e per persone iperattive per le quali i problemi della giornata affiorano al momento di addormentarsi. Anche se ad alte dosi è un metallo tossico, nella forma di oligoelemento, l’alluminio sembra che abbia una azione inibitrice su certi enzimi ed è utile nella difficoltà, lentezza e deficienza intellettuale, nel mongolismo, nel sovraffaticamento e nell'astenia cerebrale. Inoltre l'alluminio ha un effetto benefico sulle cartilagini di ossificazione del feto e del bambino piccolo, e sulle cartilagini delle superfici articolari di frizione. 

 

Alluminio per il cervello: assunzione e controindicazioni

L’alluminio per il cervello è amico e nemico e per questo è un oligoelemento che va prescritto con prudenza. L’alluminio è presente nei nostri tessuti con un tasso medio di 1 mg per Kg e un'alimentazione sana e equilibrata copre il fabbisogno quotidiano di questo oligoelemento.

Nell’ambito domestico infatti è bene non usare pentole di alluminio, per la preparazione di alimenti acidi (per esempio per insalate condite con aceto o limone evitare i contenitori in alluminio) i fogli di alluminio nella cottura delle carni e dei pesci. Una contaminazione da alluminio durante la cottura degli alimenti sarebbe responsabile di malattie del tubo digerente e persino del cancro. Il tasso normale è di 1 mcg per 100 millilitri. 

Immagine | Mrpotet