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ERBE E PIANTE OFFICINALI

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Nasturzio officinale, quando e come utilizzarlo

Il Nasturzio officinale è una pianta officinale ricca di acido folico, omega-3 e vitamina K, molto utile come diuretico e digestivo. Inoltre è un'ottima fonte di isotiocianati naturali, preziosi alleati nella prevenzione dei tumori. Scopriamolo meglio.

>  1. Proprietà del Nasturzio officinale

>  2. Modalità d'uso

>  3. Controindicazioni del Nasturzio officinale

>  4. Descrizione della pianta

>  5. L'habitat del Nasturzio officinale

>  6. Cenni storici

Nasturzio


 

Proprietà del Nasturzio officinale

Il nasturzio officinale o crescione d'acqua è una pianta officinale assai ricca di acido folico, calcio, manganese, ferro e fosforo, ma soprattutto di vitamina K, vitamina C, beta carotene, luteina e zeaxantina.

È da considerarsi una discreta fonte di omega-3 e sono numerose le proprietà che le vengono attribuite. La ricchezza di vitamine, specie l'acido ascorbico, la rendono un ottimo antiossidante, utile come diuretico, digestivo, espettorante e rimineralizzante.

Risulta essere un'ottima fonte di isotiocianati naturali, preziosi alleati nella prevenzione dei tumori, sopratutto quelli a carico dei vasi capillari (angiogenesi).

Rientra nella famiglia dei “cavoli”, se così possiamo dire, e condivide con esse molte caratteristiche nutritive e curative, specialmente quelle preventive dei tumori, in particolar modo quello al seno.

Tutte le sue proprietà si concentrano ancora di più nei suoi germogli, tra i migliori per la salute umana, ottimi come tonificanti, energizzanti, remineralizzanti. Contiene buone dosi di fibra alimentare e di proteine vegetali.

 

Modalità d'uso

Interno: il miglior modo di utilizzare il nasturzio officinale è quello di mangiarlo: scottato in mille ricette tradizionali dove sostituisce egregiamente qualsiasi altra verdura a foglia verde come spinaci, bietola o verza. Il sapore intenso e spiccato testimonia quanto nel nasturzio officinale siano concentrate tutte le sostanze comuni nella famiglia delle Brassicaceae. La raccolta delle foglie durante la fioritura della pianta previene un'eccesiva acidità delle foglie. 

Esterno: macerati di semi di nasturzio officinale e le foglie pestate nel mortaio possono essere usate per proteggere e nutrire la pelle, e per lavaggi dei capelli tonificanti.

 

Controindicazioni del Nasturzio officinale

Effetti inibitori nei riguardi di alcune emoproteine sono stati riscontrati come potenziali effetti collaterali del crescione d'acqua. Sono possibili inoltre interazioni non positive tra i principi attivi del nasturzio e quelli di alcuni farmaci.

Un'eccessiva cottura della pianta provoca l'evaporazione dei suoi principi attivi, piuttosto volativi, rendendola in pratica non più utile.

 

Descrizione della pianta

La parte principale del nasturzio officinale sono le piccole foglie rotonde, verde intenso, spesse, mezzo principale per identificarne la specie ad una prima occhiata e parte più importante da consumare in cucina e da utilizzare a scopo fitoterapico ed erboristico.

Mentre le radici devono stare il più possibile in costante presenza d'acqua, la parte apicale della pianta, che raramente supera i dieci centimetri, presenta in primavera dei piccoli fiorellini bianchi.

 

Habitat del Nasturzio officinale

Si tratti di una pianta amante dell'acqua (meglio se alcalina), spesso rinvenibile lungo gli argini dei fiumi, dei laghetti, delle risaie, dei terreni paludosi. Ama la mezz'ombra ed è facilmente coltivabile anche su larga scala, specialmente col metodo della coltivazione idroponica.

Oggigiorno solo raramente viene coltivata e per lo più viene raccolta allo stato spontaneo. In molti paesi del nord Europa si pratica ancora una qualche forma di coltivazione del nasturzio, dove alcune ricette lo prevedono consumato al posto del più comune cavolo cappuccio.

Possiamo dedurre la bontà delle condizioni dell'habitat del nasturzio officinale dalla sua velocità di crescita, poiché quando trova le migliori condizioni ha una crescita particolarmente veloce.

 

Cenni storici

Esiste in Emilia e in Romagna una particolare ricetta tipica chiamata appunto “crescione”: si tratta bene o male di una specie di piadina o di calzone ripieno di formaggio ed erbe spontanee di campo, la principale delle queli è il nasturzio officinale.

Parlando di «nasturzio» si incorre spesso nel rischio di confondere due piante differenti: da un lato abbiamo il Nasturtium officinale, una brassicacea officinale chiamata comunemente crescione d'acqua; dall'altra troviamo il Tropaeolum majus, una tropaeolacea il cui nome volgare è nasturzio.

Sebbene anche quest'ultima sia commestibile, non è considerata una pianta officinale. Cenni al suo utilizzo come pianta officinale risalgono sino ai tempi di Ippocrate

 

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Immagine | Wikimedia

 

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