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MEDICINA NATURALE E DISCIPLINE OLISTICHE

Musicoterapia

La musicoterapia è una disciplina olistica che si avvale dei benefici dei suoni, del canto e della musica per intervenire in maniera educativa, riabilitativa e terapeutica. Scopriamola meglio.

>  Che cos'è la musicoterapia

>  Benefici e controindicazioni

>  Per chi è utile la musicoterapia

>  La legge in Italia e all'estero

>  Curiosità sulla musicoterapia

Musicoterapia


Che cos'è la musicoterapia

La musicoterapia si avvale dei benefici dei suoni, del canto e della musica per interventi di tipo educativo, riabilitativo e soprattutto terapeutico. La musica è il canale comunicativo che permette al paziente di poter esprimere le proprie emozioni in maniera non verbale, instaurando un rapporto diverso con il terapista. 

La musicoterapia si ritrova nelle più antiche società umane, all’interno di culti sciamanici e religiosi, durante i quali ritmo, canto e danza conducevano a stati di trance, guarigione e comunicazione con il mondo extraterreno. Come disciplina scientifica, la musicoterapia si afferma agli inizi del XVIII secolo. Nel 1700, il dott. Richard Brockiesby, musicista londinese, redige il primo trattato sull’argomento. Oggi, la musicoterapia è riconosciuta come valida attività terapeutica di supporto per specifici disturbi psico-motori. 

 

Benefici e controindicazioni 

Le nostre reazioni nei confronti della musica sono la risultante di quanto abbiamo vissuto nel grembo materno per nove mesi. Spesso però, la condizione di malattia porta il soggetto a chiudersi in sé stesso, rifiutando la comunicazione dei propri sentimenti con il mondo esterno. Il suono, a seconda delle tonalità e della velocità, influenza il nostro cervello in maniera diversa, influenzando le risposte dell’organismo. La musicoterapia permette di risvegliare, tramite una comunicazione non verbale, il nostro Io Sonoro, riuscendo a ottenere risultati che altre discipline, basate su approcci comunicativi standard, non ottengono. 

Vi sono alcune controindicazioni relative alla terapia con malati mentali. Un suono errato può comportare un effetto opposto rispetto quello desiderato, quindi il terapista deve porre particolare attenzione alla storia del paziente. 

 

Per chi è utile la musicoterapia

A tutti piace la musica. È rilassante, permette il fluire di pensieri e di emozioni in maniera genuina e ci libera da molte tensioni. Vi sono specifici disturbi che possono essere trattati tramite la musicoterapia. Numerosi studi hanno infatti testimoniato i benefici dell'ascolto di suoni e musica su persone affette da svariate patologie psichiche come depressione, autismo, Alzheimer, psicosi e dislessia. La musicoterapia si rivolge inoltre a individui che soffrono di anoressia e diverse disabilità motorie. È inoltre consigliata ad anziani e a donne in stato di gravidanza. 

 

La legge in Italia e all’estero

In Italia, vi è una distinzione tra musicoterapeuta e musicoterapista: quest’ultimo è l’esecutore, il tecnico, colui che attua il programma deciso dal musicoterapeuta, che è la figura con maggior responsabilità e un periodo di formazione più consistente alle spalle. È il musicoterapeuta a effettuare la diagnosi, decide la terapia e a conclusione del trattamento valuta i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi prefissati. E solo lui quindi ha le competenze necessarie a prendersi la responsabilità di scavare nel passato e rimuovere blocchi, interpretare, restituire, guarire. 

In Italia, la figura professionale del musicoterapeuta non è riconosciuta dallo Stato. Una delle principali associazioni di musicoterapia, la FIM (Federazione italiana musicoterapeuti), organizza corsi per formare la figura professionale del musicoterapeuta. Sempre in Italia sono attivi anche master e corsi di musicoterapia organizzati da università e associazioni di categoria. L’organismo che rappresenta la musicoterapia a livello internazionale è la WMFT, World Federation of Music Therapy, istituita nel 1996. 

 

Curiosità sulla musicoterapia

Uno studio del Dipartimento di Educazione della Facoltà d Pedagogia dell’Università di Maribor, in Slovenia, ha confermato l’esistenza del cosiddetto “effetto Mozart”. L’ascolto delle melodie del celebre compositore migliora notevolmente le prestazioni mentali degli individui. Sempre più test scientifici tendono a comprovare questa teoria, fino a poco tempo fa ritenuta assurda.

 

Chi è e cosa fa il musicoterapeuta?

 


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