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IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LA PRESCRIZIONE DELL'ATTIVITÀ FISICA

Il Medico di Medicina Generale (MMG) / Medico di Famiglia (MdF), protagonista nella prevenzione e nella gestione delle malattie cardiovascolari e metaboliche (diabete mellito, ipertensione arteriosa, sindrome metabolica, dislipidemie, cardiopatia ischemica,…), è in una posizione ideale per motivare il suo cliente a fare esercizio fisico, ma per ottenere risultati deve imparare a prescrivere lo sport come un farmaco, definendo obiettivi, carichi di lavoro e ‘posologie’

Il MMG si trova in una posizione privilegiata per prescrivere l’esercizio fisico:

  • perché ha una visione olistica del paziente;
  • perché conosce il territorio e le possibilità concrete che offre, dalla bella passeggiata all’impianto sportivo;
  • perché ha occasione di verificare e rinforzare la motivazione del paziente nei suoi più frequenti incontri.

Bisogna che prescriva l’esercizio fisico esattamente come se fosse un farmaco, con dosi ed orari precisi, così il paziente non dirà più:“Il medico non mi ha detto nulla, solo che devo fare sport”, ma si vedrà riempire una ricetta di indicazioni puntuali e precise, con obiettivi scaglionati nel tempo. Del resto, esistono studi controllati che confermano come la compliance aumenti nettamente quando dal consiglio generico si passa alla prescrizione precisa dello sport.

Inoltre, la certificazione per l’attività sportiva non agonistica deve essere estesa e, soprattutto, deve avvenire in modo diverso. Allo stato attuale, il MdF, che non è necessariamente uno specialista e che quasi mai conosce a fondo il paziente, ha solo l’obiettivo di verificare che non vi siano manifeste controindicazioni allo svolgimento dell’attività fisica. Se invece questi certificati, rilasciati dallo specialista o dal MMG, valutassero anche l'attività fisica che il paziente intende svolgere, si realizzerebbe un vero e proprio 'profilo di utilizzazione' adatto ad ogni caso, definendo degli obiettivi, e dandosi degli appuntamenti periodici di controllo. Non dimentichiamo che questi certificati sono spesso l’unico momento di contatto fra il MdF e la sua clientela sotto i 60 anni.

A questo si aggiungono considerazioni più generali: a differenza dello specialista, il MMG non solo conosce il territorio, ma è spesso una figura eminente al suo interno e spesso ricopre cariche politiche o associative di grande rilievo. È, insomma, in grado di promuovere iniziative che possano rispondere all’esigenza concreta di esercizio fisico ‘curativo’ che lui stesso va a proporre.

 

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