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GLI EFFETTI DEL TRAINING AUTOGENO (E UN ESERCIZIO DA PROVARE)

Mi autodistendo. Fatto. Magari fosse così semplice. In realtà, lo è. Distensione mediante concentrazione. Il training autogeno si basa su questo, spiegato a grandi linee. Vediamoli nel dettaglio e scopriamo qualche esercizio

Come il training autogeno può aiutare a rilassarsi e distendersi, con semplici esercizi.

Training autogeno: la commutazione organismica globale e le formule

Partiamo dall'idea di "commutazione organismica globale", fulcro del training autogeno. Non spaventatevi. Allora, andiamo per gradi. Attraverso un allenamento regolare si raggiunge questa "commutazione" che altro non è che un rilassamento psicofisico che si sperimenta attraverso un esercizio costante. In sintesi, si prende coscienza dei propri processi fisiologici di distensione. Il calo di tensione muscolare possiamo chiamarlo ipotonia, e nel training autogeno diventa pesantezza e aumento dell'irrorazione sanguigna della pelle sottoforma di calore.

Il corpo si rilassa e gli stimoli esterni passano in secondo piano e si raggiunge uno stato simile alla fase che precede il sonno (questa è la descrizione più concreta, sebbene sommaria, che potremmo fare della "commutazione organismica globale").  

Il corpo si rigenera anche durante la giornata e si sperimenta quello che nel training autogeno si chiama "smorzamento della risonanza emotiva". La reazione equilibrante è coadiuvata da formule individuali, ovvero propositi espressi in forma conscia. 

Il training autogeno ha effetti positivi sulla gestione dello stress e delle emozioni che al corpo sono legate indissolubilmente, aiuta a entrare in contatto con gli stati di ansia in maniera profonda, producendo talvolta un cambiamento radicale. Molti dolori muscolari dovuti semplicemente allo stress emotivo che influisce, ovviamente, anche sui muscoli si attenuano già alle prime sedute di pratica.

 

Il training autogeno è uno dei rimedi utili anche in caso di attacchi di ansia

 

Due esercizi per il sistema nervoso 

Sistema nervoso sì, ma rendiamogli giustizia ricordandone la distinzione a lui interna. Il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) elabora tra le altre cose gli stimoli esterni, ci mette in relazione con il mondo circostante (poi parleremo in altra sede del fatto che quel che è intorno a noi un po' ci appartiene e viceversa). Il sistema nervoso vegetativo regola respirazione, circolazione sanguigna, metabolismo, bilanciamento termico e idrico, consapevolezza e operazioni legate alla volontà del soggetto. L'azione in questo senso la guida il simpatico, mentre il rilassamento, la digestione, l'escrezione il parasimpatico

Andando a influenzare il livello di tensione della muscolatura, con il training autogeno si trasmette il rilassamento anche alle regioni cerebrali per mezzo degli impulsi nervosi. Ricordiamo che per entrare a contatto con la tecnica è sempre bene affidarsi a dei professionisti. Noi vogliamo lasciarvi solo spunti da cui avviare forse un discorso più lungo. Lo facciamo a partire dall'allenamento nelle posizioni sedute. 

  1. Scivolate in avanti sulla sedia, poggiate tutti i piedi, lasciate le gambe un po' divaricate, polpacci paralleli. Le braccia son rilassate sulle cosce, le mani sono come appese e tendono verso l'interno. Lasciatevi scivolare in avanti. Rilasciate i muscoli del collo e cadete con la testa verso il basso mantenendo gli occhi chiusi. Sperimentate le sensazioni che il corpo vi sta mandando. 
  2. Una variante della posizione a sedere rilassati: scivolate con il sedere ben indietro sulla sedia. A schiena dritta, cercate comunque di mantenere il contatto con i piedi a terra. Le braccia possono esser rilasciate sulle cosce o sui braccioli. Lasciate la testa contro lo schienale, ma se non siete in rilassamento (ovvero se lo schienale non è sufficientemente alto), lasciatela cadere dolcemente in avanti. Occhi chiusi, lasciate il corpo in raccoglimento e rilassamento.   


Tra i vari esercizi del training autogeno ricordiamo:

  • L'esercizio della calma;
  • L'esercizio della pesantezza; 
  • L'esercizio del calore; 
  • L'esercizio del respiro. 

Vi lasciamo un assaggio del primo. Sperimentate prima il rilassamento proposto nelle due forme sedute. La formula in questo caso è: Sono perfettamente calmo. Non può essere diversa, per esempio se declinate il verbo essere al futuro, cambia molto, tutto, in sostanza. E' uno stato desiderato al tempo presente. Hic et nunc

 

Il training autogeno in aiuto durante il travaglio

 

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