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IL BAREFOOTING O, PIÙ SEMPLICEMENTE, CAMMINARE A PIEDI SCALZI

Alcuni lo chiamano barefooting. Altri, semplicemente, preferiscono non dare un nome, perché, a loro avviso, camminare scalzi è naturale. Mettiamo il piedino nei sentieri di coloro che hanno scelto di camminare a piedi scalzi

La tradizione vuole che San Francesco andasse scalzo e lo si evince anche dalla biografia dell'Anonimo Perugino. Qualche postero ora potrebbe definirlo uno che pratica il barefooting?

Di strada nel frattempo noi bipedi ne abbiamo fatta e alcuni tornano a questa prassi che riconnette con la terra, permette di recuperare la sensibilità del piede e fa della passeggiata una sorta di meditazione.

 

Camminare a piedi scalzi: i benefici

Camminare scalzi può significare diventare più vulnerabili e al contempo essere più attenti. Se a ogni passo si deve prestare la giusta attenzione, il luogo dove si sta andando assume una rilevanza tutta particolare.

Non c'è poi da sottovalutare il contatto con la terra, su cui si basa anche tutta la teoria conosciuta con il nome di Earthing. In sintesi, la carica arriva direttamente dalla Terra e questa carica mitiga le infiammazioni cui il nostro corpo può essere soggetto per via di abitudini alimentari e stili di vita scorretti.

L'Earthing prende le mosse dallo studio personale di Clinton Ober, cui si affianca la passione e la competenza di Stephen T. Sinatra, cardiologo di rara sensibilità e la penna del divulgatore di medicina tradizionale Martin Zucker.

Oltre ai benefici fisici per la circolazione, i muscoli e le articolazioni, il cosiddetto barefooting regala a ogni passo un'esperienza sensoriale diversa. Il piede si rinforza, si irrobustisce ma al contempo diventa morbido.

 

Earthing: la carica da nostra madre Terra

 

Come avvicinarsi al barefooting passando per la rete

A partire dagli anni Novanta il fenomeno prende un più ampio respiro e un numero crescente di persone si avvicina a questa pratica. Su internet potete trovare siti di riferimento come Barefooter.org oppure Barefootrunning.com, per coloro che amano non solo camminare ma anche correre scalzi.

Per ritrovarvi con coloro che amano muoversi nel mondo a piedi nudi e nel verde più verde che c'è, vi consigliamo di sbirciare il progetto di Giorgio Curreli "Vivere Scalzo" (non perdete la videointervista realizzata da Massimo Leopardi, dove lo stesso ideatore spiega bene la genesi del progetto e le sue motivazioni). Altro sito di riferimento che vi segnaliamo è Nati-scalzi, sito che fornisce informazioni in modo sistematico sui vari aspetti del "barefooting" ovvero "gimnopodismo", volendo usare un termine italiano coniato da un barefooter italiano.

 

Le scarpe-non-scarpe per chi non vuole scarpe

Ha tutta l'aria di un gioco di parole mal riuscito, è vero, ma è altrettanto vero che a domanda crescente il mercato si adegua. Compaiono così sul mercato una serie di calzature prodotte e pensate con un unico scopo: essere quanto più invisibili possibili.

Il piede deve respirare, l'ammortizzazione è minima, la naturalezza deve esser massima. Tra i produttori c'è Livingbarefoot, il cui sito presenta, oltre ai modelli, molti siti di riferimento e varie possibilità di approfondire il tema.

Se siete tipi per cui tra asfalto e spiaggia non c'è molta differenza, date un occhio alle cossiddette Huaraches che trovate su Invisibleshoes.

Presenti al Rimini Wellness Festival, in auge ormai da qualche tempo, non possiamo non menzionare le Vibram Five Fingers.

Alle calzature minimaliste dedicheremo un articolo specifico, perché le abbiamo provate per voi (sia nel taiji che nella corsa o camminata veloce) e continuiamo a farlo, con l'ausilio di  pareri di amici esperti in fisioterapia e non solo. Restate a contatto, dunque, con la terra e non solo.

 

Scopri il breathwalking, camminare respirando

 

Immagine | Flickr

 

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