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ALLENAMENTO COGNITIVO PER BAMBINI E ADULTI

Siamo giunti a comprendere quanto apprendere sia un lungo processo le cui tappe somigliano a quelle di allenamenti sequenziali. Esploriamo il rapporto tra neuroni ed esercizio fisico e le strategie di apprendimento cognitivo proposte oltreoceano

Di recente mi pare di intuire che comprendere significhi unire. Ricercare familiarità, anche. Ricercarla come un nutrimento quando si ha fame.

Apprendere riguarda lo svuotamento e la pienezza. La prontezza a riempirsi senza impienarsi in eccesso (e anche di questa eventualità ha cura chi trasmette).  

In molte aree di questo globo che abitiamo si è compreso che apprendere è anche allenare qualcuno all'apprendimento stesso. Molti psicologi e docenti hanno messo a punto delle strategie innovative di cui ora abbiamo i case studios che attendevamo. Conosciamo gli strumenti e i metodi dell'apprendimento cognitivo e il ruolo del corpo in fase di apprendimento, senza limitarci a parlare di bimbi, ma estendendoci anche al versante adulto. Che di imparare, si sa, non si finisce mai.  

 

Metodi di allenamento cognitivo: Mind UP, Paths e Tools of the mind 

Arriva dall'America il metodo Mind UP. Si tratta di un programma di allenamento messo a punto da psicologi con l'obiettivo di migliorare le prestazioni degli studenti e la loro capacità di introdursi nel mondo che li attende. In sintesi, questo metodo allena i muscoli della corteccia prefrontale. Esercizi manuali, giochi con oggetti, respirazioni ad occhi chiusi, lavoro fisico a terra, all'aperto, nel verde. Le ripercussioni sul rendimento scolastico sono state rilevate e si tratta di risultati di notevole portata.  

Tra le strategie per far lavorare il pensiero laterale e muovere le soluzioni alternative creative nel processo cognitivo dei bimbi ricordiamo anche PATHS, che sta per Promoting Alternative Thinking Strategies. Ideato negli anni '80 da Mark T. Greenberg e Carol A: Kusché, questo metodo allena le menti dei più giovani a non bloccarsi di fronte alle difficoltà di comprensione, a tenersi aperti agli stimoli che possono aprire nuovi scenari senza far ristagnare il pensiero.  

Tools of the mind (Farron) è un altro metodo che sfrutta la grandiosa possibilità di apprendimento che il gioco offre. Il gioco come metodologia infallibile, che consente di imparare facendo e ridendo. Le funzioni visive e intuitive dei bambini migliorano e così la risposta allo stress.  

Per chi comprende bene l'inglese, consigliamo una pubblicazione che raccoglie i risultati sul versante del cognitive training: Jaeggi S. M. - Buschkuehl M. - Jonides J. - Shah P. "Short and long term benefits of cognitive training" in "Proceeding of the National academy of sciences USA", Vol. 108 n.25 pp 10.081 - 10.086, 21 June 2011.  

 

I neuroni e l'esercizio fisico  

Recenti studi pubblicati sul Journal of Neuroscience indagano (ancora e ancora) gli effetti dell'esercizio fisico in relazione all'attività neuronale. Non possiamo qui dare un'esauriente lezione di neuroscienze applicate al movimento, ma in sintesi il dilemma è sempre stato questo: il movimento fa davvero bene o stressa?   

Entriamo più nello specifico. Se è vero che solo per alcuni (un pittore a caso) il sonno può generare mostri (specie se si è mangiato pesante), è assolutamente vero per tutti che il movimento rigenera l'ippocampo. L'esercizio fisico promuove infatti la nascita di nuovi neuroni a livello dell'ippocampo ventrale (la zona che controlla la risposta allo stress).  

Ma questi neuroni, se sono giovani ed eccitabili, non dovrebbero aumentare i livelli di ansia? Questo è il punto. Un punto colto in pieno dai ricercatori della Princeton University, che hanno studiato il fenomeno sui topi corridori. Davanti a uno stimolo neurovegetativo i topi corridori han dato una risposta allo stress smorzata rispetto a quelle dei topi non corridori. Se è vero infatti che l'esercizio fisico favorisce la neurogenesi dell'ippocampo, è altrettanto vero che esso rafforza anche i circuiti inibitori di questa regione cerebrale. 

I programmi di allenamento cognitivo dei bambini non possono non contemplare l'uso del corpo, gli esercizi di coordinazione e di abilità. Allo stesso modo, i papà e le mamme dovrebbero tener conto del fatto che l'esercizio fisico può essere di aiuto nella gestione dello stress generato dalla relazione con questi piccoli umani in crescita, che attraversano fasi diverse per intensità, necessità e richieste. 

 

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