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TECNICHE DI MEDITAZIONE: QUALE SCEGLIERE?

Persi fra le innumerevoli tecniche di meditazione? Ve ne proponiamo 3: provatele e vedete tra di esse quale è più adatta al vostro temperamento e alle vostre esigenze

La meditazione rappresenta un territorio apparentemente meno accogliente dello yoga che si ritiene riservato agli “esperti” e di difficile esplorazione.

Purtroppo tale pregiudizio scoraggia talvolta dall’intraprendere una strada davvero ricca di doni, se si ha la costanza di annaffiare il seme della pratica.

Proprio per questo, vogliamo proporvi un piccolo manuale di istruzioni a riguardo scevro delle sovrastrutture filosofiche e mistiche che potrebbero risultare ostiche per il principiante assoluto.

Ciò non per svuotare di contenuto una disciplina tanto profonda e spirituale, ma per far avvicinare l’aspirante meditatore subito alla tecnica, il mattone più immediato su cui costruire una pratica solida e duratura.

Andiamo dunque dritti all’“osso” di alcune famose tecniche di meditazione!

 

Meditazione buddista

È una delle più famose e diffuse, da cui sono nate tecniche più giovani e moderne come la Mindfulness.

Ne esistono varie versioni a seconda delle tradizioni, ma tutte partono da un nucleo comune: l’attenzione al respiro. Dunque, seduti con la schiena dritta, magari con un piacevole sottofondo musicale leggero, concentrarsi sul flusso del respiro che entra e che esce dal naso.

Senza giudizio, senza commenti, solo pura osservazione. P.rovate per un tempo dapprima limitato, 10 minuti ad esempio, e poi iniziate ad allungarlo a vostro piacere

Consigliata a: la meditazione buddista è una tecnica davvero potente e profonda che però potrebbe risultare un po’ complessa per i principianti assoluti: da un lato per la difficoltà di fissare l’attenzione sul respiro – un soffio sfuggente all’inizio se la mente non è salda -, dall’altro per il prolungato mantenimento della posizione seduta. Consigliata quindi ai meditatori un po' più esperti.

 

Quando meditare?

 

Meditazione trascendentale

Questa tecnica si lega indissolubilmente al personaggio che l’ha resa nota in Occidente, Maharishi Mahesh Yogi.

La meditazione trascendentale si basa sulla ripetizione di un mantra che dovrebbe essere “consegnato” all’allievo a da un  maestro riconosciuto in una cerimonia apposita.

Potremmo, in modo un po’ profano (i puristi ci perdonino), includere sotto questo ombrello i vari tipi di meditazioni con mantra di origine antichissima e diffusi in varie religioni. Il mantra può essere ripetuto in modo sonoro oppure mentale: in entrambi in casi, sarà fatto vibrare nell’espirazione.

Consigliata a: ripetere un mantra può essere una tecnica molto utile agli inizi quando si tende a distrarsi facilmente. Questo perché rappresenta una sorta di àncora cui ritornare costantemente che limita il flusso caotico dei pensieri.

La consigliamo dunque ai principianti o se sentiamo il nostro spazio mentale torbido e inquinato e vogliamo liberarlo prima della pratica yoga o di una tecnica meditativa più avanzata.

 

Meditazione dinamica

A due tecniche classiche, vogliamo affiancarne una più irriverente, per così dire, che si scosta dall’iconografia consueta alla quale siamo abituati.

Le meditazioni dinamiche sono di moltissime tipologie e sono caratterizzate dall’assenza della posizione seduta svolgendosi pertanto in movimento. Può essere semplice come il mero camminare oppure più strutturato come le meditazioni elaborate da Osho.  

Consigliata a: se la meditazione statica risulta intollerabile, l’alternativa dinamica si pone come ottimo compromesso. Specie quella camminata, può essere interessante per ottimizzare i tempi e introdurla anche nei brevi tragitti che compiamo ogni giorno.

 

Dove meditare?

 

Per approfondire:

> Tutte le tecniche di meditazione

> Meditazione Osho: tecnica e benefici

> Meditazione, come iniziare

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