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MINDFULNESS E MANAGEMENT: NUOVI ORIZZONTI

I corsi motivazionali e di leadership sono andati in pensione. La Mindfulness è una delle metodologie più studiate e utilizzate ai vertici delle grandi aziende

Che cos'è la Mindfulness?

Un monaco buddista, inseguito da una tigre, corre, corre, corre, fino a che davanti a un dirupo non cade. Si aggrappa all’ultimo secondo a una pianta e, sospeso, con la tigre che ancora lo minaccia, nota davanti a sé una pianta di fragole con una fragola rossa e matura e pensa: “Toh, una fragola!”.

Probabilmente ognuno di noi coglierà in questa famosa storiella zen una sfumatura diversa dei molti significati che essa racchiude, a seconda della propria esperienza e sensibilità. Vi invitiamo però a riflettere su un aspetto di essa funzionale alla comprensione di cosa sia la Mindfulness una nota tecnica che si fonda sulla meditazione buddista.

Il climax del racconto che vi abbiamo proposto vede il monaco appeso ad una pianta con sopra la tigre e sotto il vuoto eppure egli in un momento di estremo terrore e di inevitabile disperazione riesce a notare la fragola mostrando una sbalorditiva capacità di prestare attenzione. Eccoci giunti, metaforicamente, al cuore della Mindfulness. Lo spiega in modo esaustivo Saki Sartorelli, uno dei padri di questa disciplina e direttore del Center for Mindfulness all'University of Massachussets Medical School: “La mindfulness è la consapevolezza che nasce dal prestare attenzione al momento presente, intenzionalmente e senza giudicare. Consapevolezza non è sinonimo di rilassamento e non è nemmeno una filosofia: è un modo di essere che implica lo stare costantemente in relazione con se stessi e con il mondo e l'accettare quello che c'è, sia che si tratti di disagio, di sofferenza, di passione o di piacere”. Arricchiamo questa definizione spazzando via i dubbi su cosa la Mindfulness NON E’: “Non è una condizione di trance, con indebolimento o scomparsa della consapevolezza, Non è una meditazione mistica, intesa come involontario presentarsi di immagini e visioni di significato religioso. Non è, soprattutto, una tecnica di rilassamento, un metodo il cui scopo sia il raggiungimento di uno stato di benessere fisico e mentale, anche se questo a volte, può esserne un effetto collaterale”, mette in guardia Fabio Giommi, psicoterapeuta e ricercatore presso all’Università Cattolica di Nijmegen in Olanda, socio fondatore e presidente di AIM - Associazione Italiana per la Mindfulness.

 

Leggi anche Cos'è la mindfulness >>

 

I benefici della Mindfulness in ambito lavorativo

Dati questi elementi di comprensione, aggrappiamoci alla definizione di Mindfulness più frequente e nota per poter andare oltre senza naufragare in un discorso potenzialmente infinito. Questa la spiegazione di Kabat Zinn, padre e pioniere di questa pratica meditativa anche a scopo terapeutico: “La Mindfulness consiste nel porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente ed in modo non giudicante”.

Ancorati a queste parole, prendiamo in analisi alcune ricerche che mettono in luce come questa pratica possa essere utile nella sfera lavorativa. I corsi di leadership, comunicazione e persuasione, molto noti in passato, sono ormai superati: è stato dimostrato come chi pratica la Mindfulness raccoglie una serie di benefici che vanno dalla maggiore capacità di prestare attenzione ad un minore esaurimento emotivo e psicologico in situazioni di stress andando dunque a ottimizzare di molto i risultati lavorativi.

Riportiamo a titolo esemplificativo due delle molte pubblicazioni in merito, circa 700. E’ stato condotto uno studio da parte dell’università di Santa Barbara che ha chiarificato come bastino appena due settimane di Mindfulness per migliorare significativamente la capacità di lettura, comprensione, memoria e concentrazione. Rispetto al gruppo di controllo, coloro che avevano praticato la Mindfulness hanno ottenuto risultati decisamente più soddisfacenti sia nella prova scritta proposta dai ricercatori che in dei test di memoria. Commenta il risultato uno degli studiosi ideatori dell’esperimento, il dottor Michael Mrazek: “Questa è la dimostrazione più completa e rigorosa che la Mindfulness può ridurre il vagare della mente, e una delle più chiare dimostrazioni che la Mindfulness è in grado di migliorare la memoria di lavoro e la lettura, e infine il primo studio a congiungere tutto questo per dimostrare che il vagare della mente può mediare i miglioramenti nella prestazioni”.

Un’altra ricerca in merito è incentrata sul cosiddetto decision making process. Questo esperimento è stato condotto dall’università di Toronto e dimostra che la pratica della Mindfulness agisce come una sorta di scudo, di protezione dai momentanei feedback positivi riscontrati in una determinata situazione. In altre parole, il modo di agire e il processo decisionale non vengono viziati da un successo occasionale - che può essere effimero - ma rimangono intatti e lucidi. I manager e gli investitori, soprattutto, ben sanno come il picco, il senso di invincibilità che si raggiunge dopo un successo possa esporre ad una rovinosa caduta. Tra gli individui partecipanti all’esperimento, coloro che erano avanzati nella pratica della Mindfulness e dunque registravano una accettazione profonda dei pensieri e la cui mente si rivelava non giudicante (almeno non costantemente) hanno mostrato minore reattività neuronale ad una ricompensa immediata con tutti i benefici che abbiamo descritto.

 

L’arte di notare la fragola

Non sempre trovo corretto un uso delle tecniche meditative, fisiche, di rilassamento sia di stampo occidentale che orientale per dei fini meramente utilitaristici, ovvero migliorare le prestazioni sul lavoro, la produttività, la forma fisica. Tutte queste metodologie sono state ideate per scopi ben più alti che non… migliorare il fatturato di un’azienda o perdere qualche chilo. Se però possono dare dei frutti anche in questi ambiti, forse sprecarli sarebbe un peccato, sebbene il discorso in merito è molto complesso.

Personalmente credo che valga la pena dedicarcisi per la propria crescita personale, per se stessi e per… Imparare l’arte di notare la fragola, come recita la storia zen citata in apertura: quell’attenzione, a volte vitale, a quanto di bello e positivo ci circonda, nonostante una tigre sopra di noi e l’abisso sotto.

 

VEDI ANCHE

 

Vedi anche il video con l'intervista a Fabio Giommi

 

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