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VIVERE CON UN PIZZICO DI ZEN, CONTRO LO STRESS

Rifugiamoci anche per pochi minuti al giorno nel nostro giardino zen interiore: una pratica di meditazione semplice che renderà lo nostre giornate più leggere.

Con crescente interesse l’uomo moderno guarda verso la cultura orientale attratto dalla diversa filosofia che essa propone. Molto spesso il suo approccio è piuttosto superficiale, però nasconde una verità autentica: si stanno sempre più facendo largo in occidente tecniche e metodologie millenarie di matrice asiatica al fine di alleviare (e risolvere) uno dei più gravi effetti collaterali del nostro stile di vita: lo stress.

Sempre più numerosi studi scientifici confermano l’esperienza dei praticanti: la meditazione, il tai chi, lo yoga –per citare i più diffusi- hanno innumerevoli effetti positivi sul nostro sistema nervoso, possono aiutarci a sostenere uno stile di vita faticoso e alleviare alcuni dei più frequenti disturbi psicosomatici ad esso correlati.

Vediamo in particolare come la meditazione zen può influire positivamente contro lo stress quotidiano.

 

La meditazione zen: sempre con te, ovunque

Proprio a questo proposito, ci sentiamo di consigliare davvero a tutti la pratica della meditazione zen. Questo non perché esistano meditazioni “migliori” o “peggiori” oppure “facili” o “difficili”, ma perché essa richiede… nulla!

Né lunghe visualizzazioni, né voci-guida a condurre la pratica, né mantra, né posture complesse. Che siate in ufficio, in auto, in un parco cittadino durante la pausa pranzo, può venirvi in soccorso perché utilizza un unico potentissimo mezzo che, possiamo esserne o non esserne consapevoli, non ci abbandona mai (finché siamo vivi): il nostro respiro.

La meditazione zen si svolge da seduti, dunque, per prima cosa, è fondamentale trovare una posizione seduta comoda, anche avvalendoci dell’ausilio di cuscini come lo zabuton o lo zafu oppure con qualunque altro equivalente. Per chi volesse mantenere il fascino della tradizione, senza spendere troppi soldi, molti siti online consigliano come confezionarli artigianalmente con le proprie mani.

 

Fame nervosa, gli asana per contrastrarla

 

Ci si siede in una posizione confortevole con la schiena dritta, le gambe se possibile incrociate e le mani con i palmi sovrapposti rivolti verso l’alto; se questa postura dovesse risultare scomoda si può rimanere anche seduti sulla sedia a patto di non incurvare la schiena. Così sistemati, si rilassa il più possibile il corpo e si inizia a prestare attenzione al respiro non per indirizzarlo o modificarlo, semplicemente, lo si osserva fluire dentro e fuori l’organismo, se ne notano le caratteristiche, si prende atto delle sensazioni che il corpo invia.

Potrebbe accadere, anzi, è assai probabile che accada, che la mente inizi a vagare altrove per portarvi via con sé, lontano da quanto si sta facendo. Prendiamo consapevolezza di questo fenomeno e gentilmente torniamo alla meditazione. Per limitare al massimo tale inconveniente si può sperimentare la pratica ad occhi chiusi oppure si possono contare mentalmente i respiri.

L’importante è non farsi scoraggiare dalle inevitabili difficoltà degli inizi nella pretesa della “meditazione perfetta”: prendiamo atto di quanto essa nella sua imperfezione ci regala ogni giorno e accettiamolo con spirito, ça va sans dire, profondamente zen.

 

Iniziamo ORA!

Gli studi e le testimonianze in merito ai benefici di questa pratica (e affini) sono talmente eloquenti e convincenti da spronare ognuno di noi a mettere da parte la pigrizia e a tuffarci nella meditazione.

E ora, giunti alla fine di questo articolo, lasciamo perdere internet e prendiamoci o programmiamoci i nostri indispensabili e imprescindibili minuti di meditazione zen quotidiani.

Per tutti coloro che volessero approfondire, si rimanda a questo interessante articolo di Umberto Eco: “Lo Zen e l'Occidente

 

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