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LA MEDITAZIONE PER PRINCIPIANTI

La meditazione è una pratica che contribuisce ad aumentare la conoscenza di noi stessi, ad arricchire il nostro mondo interiore, ma non solo: vediamo quali sono i consigli per i principianti assoluti

Come si medita? Quanti tipi di meditazione esistono? Ci sono delle regole? Quando si fa? Posso davvero riuscirci anche io? L’approccio alla meditazione spesso avviene in modo casuale, spontaneo.

Altre volte si fonda su una vera e propria ricerca di sé, su un approfondimento delle tecniche meditative che possono indurre a scendere in profondità verso noi stessi.

Al principiante, che si affaccia per la prima volta sull’infinito mondo della meditazione, può sembrare tutto difficile e incomprensibile, ma non è così.

Basta lasciarsi andare alla conoscenza e abbracciare con sincera curiosità qualche piccolo consiglio preliminare.

 

Meditazione, si ma quale?

Dal cristianesimo alle religioni orientali, tutte le fedi hanno una pratica meditativa al loro interno. Per esempio, nel cristianesimo, esiste una forma particolare di meditazione, la lectio divina, ovvero una lettura orante dei passi biblici.

Mentre la tradizione araba ha il dhikr Allah, metodo spirituale di concentrazione elaborato dai Sufi, che si basa sull'invocazione del nome di Dio, attraverso la quale si raggiunge lo stato adeguato alla meditazione.

Nello yoga esistono diverse pratiche di meditazione, che vanno dalla tradizione buddista a quella induista. E ancora trascendentale o taoista. Insomma, esistono moltissimi percorsi “ufficiali” e percorsi personali di cui la meditazione è strumento indispensabile per approfondire i lati oscuri di noi stessi.

Tra i percorsi meditativi personali si può riconoscere l’esempio di Osho o altri pensatori. Ognuno può scegliere il modo di meditare più adatto e che sente più in sintonia con sè stesso.

Ma cosa vuol dire davvero meditare? Tanti termini, jhana, dhyana, zen, chan, meditatum, per esprimere un solo concetto: imparare a “vedere” per sperimentare in modo spassionato ed equanime, consapevole ed attento, la purezza della gioia e del divino.

 

Ecco i primi (s)punti utili per meditare

Il principiante della meditazione, dovrebbe anzitutto disporre di uno spazio sufficiente, trovare quindi il luogo adatto dove meditare, mettersi comodo e iniziare con una catarsi.

Trovare uno spazio per mettersi a meditare significa cercare uno spazio esterno che ci darà la possibilità di accedere e trovare il nostro spazio interno.

La ricerca del luogo tranquillo, che può essere una stanza o un giardino, ci predispone già alla ricerca del nostro luogo interiore. Per prepararsi a meditare, è necessario quindi trovarsi in uno stato comodo anche fisicamente. Eliminate anelli, cinture, collane, cose che stringono e indossate abiti semplici.

Un buon consiglio è quello di procurarvi una vostra coperta, appositamente scelta per meditare: manterrà attorno a voi il calore e il raccoglimento energetico necessario.

Importantissimo, qualsiasi tipo di meditazione voi scegliate di praticare, è il comprendere il valore della catarsi.

Osho scriveva “Fondamentalmente le mie tecniche iniziano con la catarsi. Tutto ciò che è occultato deve essere liberato. Non devi più continuare a reprimere, devi scegliere la via dell’espressione. Non condannare te stesso, accettati come sei, perché ogni condanna crea divisione (…) ridare vita alle tue lacrime, alla tua rabbia, alla tua risata, alla tua tristezza; espellere ogni cosa dal tuo organismo in modo che continui ad essere di nuovo innocente”.

Spunti di lettura: Osho Rajneesh Il Libro Arancione. Tecniche di meditazione.

 


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> Meditazione, come avvicinarsi alla pratica

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Immagine | Philwirks

 

 

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