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I BAMBINI A SCUOLA DI MEDITAZIONE: UN ESPERIMENTO RIUSCITO!

Provare per credere: anche per i bambini la meditazione può dare degli ottimi risultati per migliorare il rapporto con se stessi, con la scuola e con i compagni

Proporre la meditazione ai bambini, così su due piedi, potrebbe stupire anche il più genuino ammiratore di questa pratica e non - apparentemente - a torto.

Come riuscire ad arginare la vitalità dei bambini in un’attività immobile, quieta e pacata?

Perché favorire qualcosa che non mira a liberare le tensioni accumulate a scuola, ma, al contrario, propone nuovamente un irrigidimento nel silenzio?

Come possono dei bambini, che non hanno gli strumenti intellettuali dell’adulto, trarre dei benefici da una pratica così complessa qual è la meditazione?

Queste domande - e molte altre- sono lecite e dettate da un buonsenso ingenuo, ma comprensibile. Eppure, tutto il discorso potrebbe essere capovolto e riproposto al contrario: “Perché privare i bambini di una pratica così benefica, salutare e preziosa come la meditazione?”.

Anche i ragazzini, infatti, nel loro piccolo, subiscono molte fonti di stress, ansia e tensione e anche per loro può essere molto significativo trovare uno spazio di pace nel quale rifugiarsi.

La scuola è il luogo dove essi passano gran parte della giornata e, quale tempio dell’educazione e della crescita (almeno in teoria), sarebbe davvero ideale inserire in questo contesto un momento dedicato alla meditazione.

 

Una proposta insolita, ma di grande efficacia: la meditazione a scuola

Se il discorso fatto in apertura sembra futuristico, in realtà sono in corso in tutto il mondo esperimenti e progetti che vanno proprio in quella direzione.

Partiamo da un virtuoso esempio italiano che ha come protagonista una coraggiosa professoressa delle scuole medie che, grazie alla sua tenacia, è riuscita a introdurre la meditazione presso l’istituto dove lavora, il De Amicis, di Tremestieri Etneo in provincia di Catania. Questa pioniera della meditazione porta il nome di Giovanna Finocchiaro che così commenta la sua esperienza:

La meditazione agisce sul comportamento. I ragazzi sono più rilassati e più concentrati nello studio, apprendono con più facilità. Il loro stress è diverso da quello degli adulti che è molto più stratificato, perciò loro riescono ad ottenere grandi benefici dalla meditazione raggiungendo anche 10 minuti di trascendenza. Perché sono più puliti degli adulti il cui organismo è intossicato dallo stress. La meditazione è stata fatta anche da ragazzi con disagi caratteriali e anche in questo caso tutti gli insegnanti hanno riscontrato benefici. E’ chiaro che se uno è monello rimane monello. Ma migliorano” (per leggere l’intervista integrale alla professoressa clicca qui).

Negli Usa, che su tale aspetto sono molto più avanti rispetto all’Europa, si moltiplicano gli studi che confermano la saggezza di questo tipo di iniziative. Una ricerca dell’Università della California ha dimostrato che praticare tecniche di meditazione per 30 minuti da parte di bambini della terza elementare ha migliorato i risultati nei test che richiedevano memoria, concentrazione e attenzione.

Al San Francisco United School District è stata condotta una sperimentazione su oltre 3.000 bambini praticanti la meditazione trascendentale: sono migliorati i risultati scolastici e diminuiti gli episodi di bullismo, le espulsioni e gli abbandoni scolastici.

Ancora, questa tecnica può venire in aiuto anche in situazioni di difficoltà, ad esempio per tutti quei bimbi che soffrono di Sindrome da deficit di attenzione / iperattività" (ADHD). La dottoressa Sarina Grosswald ha condotto uno studio che mira ad un approccio non farmacologico al problema ma si avvale della meditazione trascendentale.

Spiega: “Ci sono stati risultati molto interessanti nell'utilizzo della tecnica di Meditazione Trascendentale nei bambini che soffrivano di ADHD  e di disturbi collegati,  come la sindrome di Asberger  e i disturbi dell'umore.  A differenza delle medicine, la Meditazione Trascendentale non tratta i sintomi ma influenza la causa della malattia. Questo significa che non crea un effetto temporaneo, ma può migliorare la situazione in modo permanente” (per leggere l’intera intervista clicca qui).

 

Problemi con lo studio? Prova la meditazione!

 

Tecniche di meditazione dedicate ai più piccoli

Se la premesse sono incoraggianti, diviene cruciale capire come proporre la meditazione ai bambini e quale tipo. Non esiste un bagaglio ampiamente collaudato di esperienze al quale affidarsi in questo campo, soprattutto in Italia, però ci si può basare su quanto esiste e lo si può arricchire con ciò che nasce dal proprio lavoro sul campo.

Molto spesso è utilizzata la meditazione trascendentale, una delle più note anche grazie, oggi, ad un mecenate famoso come David Lynch. Eppure, soprattutto con i più giovani, sono stati adottati anche approcci molto creativi e innovativi, meno “accademici”, per così dire.

In Francia ha ottenuto grande successo il libro “Tranquillo e attento come una rana” dell’olandese Eline Snel che ha sviluppato un metodo di meditazione per bambini dai 7 anni in su. Attenzione, respiro, ma anche gioco, espressione dei propri sentimenti e riflessione sulle emozioni nate da alcuni pensieri indotti dal tema scelto per la meditazione.

Un’altra metodologia può prevedere l’utilizzo del disegno, della colorazione dei mandala, dell’ascolto della musica, oppure di varie tecniche di meditazione in movimento o di visualizzazione. Esistono anche dei libri che raccolgono delle storie miranti al rilassamento e all’induzione di uno stato meditativo così come dei testi con delle meditazioni vere e proprie che l’insegnante o il genitore può leggere al bambino (ad esempio “Il viaggio interiore. Meditazioni alla ricerca di sé” di Ruediger Dahlke).

 

La meditazione a scuola: un cammino difficile, ma da compiere

Vediamo dunque quale strumento importante può essere la meditazione, anche per i più giovani. La scuola italiana non è famosa per l’apertura verso il nuovo, per l’avanguardia delle sperimentazioni didattiche o per il florido stato di salute della preparazione che offre e i motivi di tali deficit sono da ricercarsi in decenni di politche avvilenti in tal senso.

La strada non è facile, però è percorribile: ogni viaggio inizia con un piccolo passo, diceva Lao Tzu. La prof Giovanna Finocchiaro lo ha fatto, andiamole dietro.

 

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Nel video di seguito, la professoressa Finocchiaro e gli alunni della Scuola spiegano l'utilità della meditazione a scuol

 

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