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MEDITAZIONE CONTRO L'INSONNIA

Esistono molti rimedi naturali contro l'insonnia, alcuni dei quali privi di effetti collaterali o controindicazioni. La meditazione è il più facile ed accessibile modo per combattere l'insonnia.

Meditazione contro l'insonnia: perchè funziona

Meditare significa praticare una presenza mentale e fisica, per un determinato lasso di tempo. Scopo della meditazione è quella di renderci consapevoli dei nostri pensieri, in ogni momento, non soltanto durante i minuti in cui chiudiamo gli occhi e ci dedichiamo a questa pratica.

Meditare può essere uno strumento di elevazione spirituale, ma la mindfulness, così come viene chiamata la meditazione applicata al benessere e non, o non solo, alla spiritualità, apporta numerosi vantaggi sia di tipo mentale che fisico.

La meditazione viene insegnata a persone di tutte le età per apportare maggior benessere generale. Con la meditazione è possibile migliorare le proprie condizioni psicofisiche con benefici ad ampio spettro. Tra questi vi è anche un miglioramento della qualità del riposo e del sonno, nonché una risoluzione dell'insonnia.

Meditare è facile. Si può meditare in qualsiasi momento, e qualsiasi azione quotidiana può essere oggetto e strumento di meditazione. Meditare comporta una concentrazione rilassata e puntuale su ciò che si fa, su ciò che passa dentro di noi, a livello fisico e mentale, e su ciò che accade al di fuori, prendendone le distanze.

Ok, ma come si fa? L'attenzione gentile che si dedica alle azioni e ai pensieri permette di non esserne trascinati via in una valanga di reazioni indesiderate. Ogni stato emotivo nasce da un pensiero, il più delle volte inconsapevole, che ci descrive ciò che stiamo vivendo e gli da una connotazione ben precisa per noi stessi: piacevole o spiacevole o neutro.

I pensieri sono molto veloci e meccanici: accadono nella nostra testa a partire da condizionamenti e convinzioni, e non sono percepiti dalla nostra attenzione. Al pensiero segue l'emozione, e all'emozione segue la reazione del corpo. Può accadere anche che a nascere sia prima un sensazione fisica: a questa segue sempre e comunque un pensiero ad interpretarla, e il circolo pensiero-emozione-reazione si alimenta.

Quando il risveglio notturno, per qualsiasi motivo, si accompagna a questo incessante e inconsapevole pensare, ecco che diventa impossibile riprendere sonno, il corpo reagisce al pensiero, l'emozione lo amplifica, e così ci si trova vittime dell'insonnia.

 

Meditare ha i seguenti benefici sull'insonnia:

> Rendendoci osservatori distaccati dei pensieri permette di identificarli al loro nascere, prendendone le distanze: i pensieri non sono la realtà, ma solo ciò che noi ci raccontiamo su di essa.

Osservare i pensieri aiuta a riconoscerli, e a non permettere loro di innescare emozioni negative. La semplice osservazione, senza la tensione di dover cambiare nulla, permette già un notevole cambiamento nello stato di irrequietezza in cui ci troviamo.

> Promuovendo un rilassamento fisico, la meditazione aiuta a rilasciare le tensioni che si concentrano in parti differenti del corpo. Si può applicare la meditazione detta body scan, che passa in rassegna ogni parte del corpo, individuando dove ci sono particolari blocchi o disagi. La meditazione sdraiati può portare naturalmente al sonno.

 

Leggi anche Meditazione contro l'insonnia, 3 esercizi >>

 

Meditazione contro l'insonnia: come farla

Meditare tutti i giorni, anche per pochi minuti, e anche nei periodi in cui si sta bene, significa acquisire una dimestichezza, nell'osservazione dei propri meccanismi e pensieri, da poter poi attuare nei momenti di maggior tensione o disagio. È quindi importante non scoraggiarsi e praticare la meditazione tutti i giorni.

Bastano 5 minuti, due o tre volte al giorno, per attuare importanti cambiamenti. L'obiettivo non è quello di fermare i pensieri: la mente pensa, incessantemente, costantemente, è nella sua natura produrre continuamente pensieri e associazioni di pensieri.

L'obiettivo è invece quello di osservare i pensieri che arrivano e attraversano la mente, senza lasciarsi trascinare e senza aggrapparsi ad essi. I pensieri arrivano e se ne vanno. Basta osservarli, senza cercare di cambiarli, senza giudicarli.

Una particolare meditazione, detta body scan, permette di gestire l'insonnia, anche nel momento in cui se ne è vittime. Ci si sdraia in posizione comoda, testa e collo e gambe allineate, braccia stese lungo il corpo, leggermente scostate dal tronco, con i palmi delle mani rivolti all'insù.

Si pone attenzione al respiro che entra ed esce, al movimento della cassa toracica e del diaframma, al suo ritmo, e lo si lascia accadere spontaneamente, senza forzarlo. Il respiro è l'ancora che ci manterrà fermi ogni qualvolta si divagherà: si tornerà al respiro tutte le volte in cui ci accorgeremo di essere distratti.

Si fa poi una scansione del corpo, a partire dalle dita di uno dei due piedi. Si prende consapevolezza delle sensazioni fisiche, delle eventuali tensioni, del contatto della pelle con la superficie su ci si sta stesi, del peso dei vestiti, della temperatura esterna. Si risale lungo tutta la gamba, fino all'inguine.

Si passa poi all'altro piede e all'altra gamba. Dall'inguine poi si passa all'addome e al tronco, ai fianchi e alla schiena. Una volta arrivati al petto si applica la stessa attenzione amorevole e curiosa alle braccia: si inizia con le dita della mano, l'avambraccio, il braccio e poi la spalla. Una volta completato un braccio si passa all'altro. Si porta infine attenzione al collo e al viso, alla testa.

I pensieri arriveranno, si scopriranno tensioni in varie parti del corpo, a volte anche scomodità di una sezione: quando ci rendiamo conto di aver divagato ritorniamo al respiro e poi riprendiamo lo scan da dove ci ricordiamo.

Molto spesso ci si addormenta prima di aver completato la meditazione, che può durare dai 30 minuti fino ai 60. Ma se non riusciamo a prendere sonno subito restiamo sereni, osserviamo cosa ci stiamo dicendo su quello che stiamo vivendo, con curiosità e amorevolezza, e continuiamo a respirare senza opporre resistenza: male che vada avremo meditato tutta la notte e avremo fatto pratica. La prossima volta andrà meglio.

Perchè funzioni la meditazione necessita, infatti, di essere praticata regolarmente: meditare solo quando non si dorme serve a poco, perchè è proprio nei momenti di minor disagio che si medita meglio e ci si rende conto di come possa essere utile e piacevole meditare.

 

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Foto: wavebreakmediamicro / 123RF Archivio Fotografico

 

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