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MEDITAZIONE, IL MIGLIOR METODO SCACCIA ANSIA

Prima di ricorrere ai farmaci, si può provare a tenere sotto controllo l'ansia con la meditazione

I ritmi che ci impone la modernità sono, se non malati, quantomeno poco naturali. Purtroppo, per quanto a tutti piacerebbe vivere in un bosco o in riva al mare godendosi la vita, la realtà è assai diversa e, per necessità, solo pochissimi fortunati possono esimersi dall’alzarsi presto la mattina, innervosirsi a lavoro o passare ore nel traffico.

Si potrebbe discutere molto sull’esigenza di modificare questo stato di cose che appare sempre più insostenibile a livello umano, ambientale e economico. Nell’attesa però che si attui un nuovo Umanesimo (prospettiva auspicabile, ma, a parere di chi scrive, non proprio alle porte…) non possiamo fare altro che adattarci alla situazione attuale. E, dato che cambiare il mondo è molto complicato, partiamo dal lavorare su noi stessi e su quello che più ci caratterizza: i nostri pensieri.

Non serve ricordare le centinaia di ricerche scientifiche che dimostrano quanto modificare la qualità e quantità dei pensieri, meditare in altre parole, sia un toccasana per la salute. Ma non si parla solo di un generico benessere, bensì si possono migliorare alcuni stati spiacevoli (senza arrivare a dire patologici) che tutti provano più o meno spesso: quanti di noi hanno sperimentato quella sensazione di tensione, angoscia per il futuro e senso di pericolo imminente… comunemente detto ansia? Molti vero?

 

Dove lo trovo il tempo per meditare? Ci riuscirò? Qualche suggerimento sulla meditazione

Quando si parla di meditazione, alcune persone anche ben predisposte, possono sentirsi scoraggiate. Perché è facile dire: “Voglio meditare perché è una buona cosa”, ma è tutto diverso trovare il tempo, la situazione che si ritiene appropriata e il momento giusto all’interno della giornata per farlo davvero. Tutte queste difficoltà seppur iniziali e tipiche del neofita sono reali e non vanno sminuite.

È una realtà che la “giornata tipo” non prevede un momento dedicato all’apparente (sottolineo apparente) far nulla e, contemporaneamente, il nostro tempo libero lo immaginiamo fuori casa, in compagnia o comunque svolgendo un’attività. E’ indubbio che la contestualità non agevoli la pratica.

Qualche consiglio potrà forse aiutare il meditatore principiante a ovviare, almeno in parte, tali inconvenienti: un’ottima abitudine è quella di meditare sempre alla stessa ora e, se possibile, nello stesso posto affinché si crei una sorta di rito che impariamo a rispettare. Questo agevolerà l’organizzazione della giornata perché si terrà conto di questo appuntamento con se stessi. Inoltre non è necessario meditare per ore, bastano davvero pochi minuti al giorno: anche una decina, un quarto d’ora, sono sufficienti e relativamente facili da trovare.

Infine, la meditazione non è rivolta unicamente a mistici, filosofi o pensatori, al contrario. Proprio coloro che occupano posizioni di responsabilità o sono gravati di compiti che richiedono efficienza, chiarezza, velocità si avvantaggeranno in modo sorprendente da questa pratica.

 

Contro l'intestino irritabile prova lo yoga

 

Combattiamo l'ansia con la meditazione

Il miglior modo però per far radicare la meditazione nella nostra vita e superare così i difficoltosi inizi è la motivazione che ci ha spinto verso questa pratica. Trovarla non è difficile perché ormai non si contano le ricerche autorevoli sui suoi benefici. Se pensiamo all’ansia, un sentimento negativo condiviso da una quantità enorme di persone, essa può essere efficacemente tenuta sotto controllo dalla meditazione. E non, si badi bene, da ore di meditazione in mezzo a un prato, ma da qualche minuto ovunque vogliamo, purché sia un luogo quieto.

In genere si ritiene che la tipologia di meditazione più efficace contro lo stress sia quella trascendentale, riportata in auge negli anni ‘60 e ’70 dal celebre yogi Maharishi Mahesh. In ogni caso, poco importa se si preferisce la meditazione trascendentale, quella buddista, la mindfullness (e chi più ne ha più ne metta) perché ognuna di esse è stata studiata approfonditamente e i risultati concordano: questa pratica rallenta il battito cardiaco, allunga il respiro, diminuisce il tasso metabolico, migliora l’insonnia, aumenta la stabilità del sistema nervoso, favorisce l’attenzione e la concentrazione.

Questo non significa che è un cammino di rose, al contrario ed è importante esserne consapevoli... All’inizio, paradossalmente, la meditazione potrebbe generare ansia in alcuni soggetti particolarmente predisposti a causa, ad esempio, di sensi di colpa nel caso si saltasse la propria seduta, dalla frustrazione in merito alla pratica oppure dal confronto con altri meditanti più disciplinati. La meditazione non è un ansiolitico né un placebo e propone un lavoro profondissimo per nulla facile su noi stessi.

Questo però non deve affatto scoraggiarci: la salita varrà il panorama.

La meditazione non è altro che un ritorno a casa, un semplice riposo interiore. Non è il canto di un mantra, non è neppure una preghiera. E’ un semplice ritorno a casa per riposarsi un poco”  - Osho.

 

Ecco qualche consigli ayurvedico contro lo stress

 

Per approfondire:

> I vari tipi di meditazione

> Ansia, i sintomi e le cure naturali

 

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