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MEDITAZIONE, COME INIZIARE

La meditazione è una pratica di consapevolezza alla portata di chiunque, e i suoi benefici sono immediati e tangibili. Vediamo come iniziare a meditare facilmente.

Meditazione: come iniziare facilmente

Meditare è facile: tutti abbiamo avuto esperienza della meditazione. Si è in stato meditativo quando si è presenti a ciò che si fa, consapevoli di quello che si sente e che si pensa, senza interpretazioni né giudizi.

Quando si impara qualcosa di nuovo, con la mente aperta, senza tensione ma con curiosità: quello è uno stato meditativo.

Meditare non significa restare immobili per ore in posizioni scomode cercando strenuamente di rimuovere una parte di noi che non ci piace, sia essa un pensiero o un'emozione o una sensazione fisica.

Meditare significa osservare tutte queste cose, per quello che sono, prendere consapevolezza che esistono, e che generano altri pensieri, altre emozioni, altre sensazioni e giudizi su quello che pensiamo sia la loro qualità, buona o cattiva.

Meditare non significa perseguire il vuoto mentale: meditare significa osservare quel che sorge nella nostra testa, e vedere dove va a finire.

Di solito i pensieri, se non ci lasciamo agganciare, così come vengono, se ne vanno, lasciando sgombero lo spazio mentale che hanno attraversato e che li ha osservati. Questo spazio è la consapevolezza.

 

Come iniziare a meditare:

> Prendiamoci 5 minuti, all'inizio non ne servono di più: assicuriamoci che nessuno ci disturbi, prendiamoci l'impegno che per quei 5 minuti non avremo fretta di fare altro, sistemiamoci in un luogo che ci piaccia e che sia raccolto;

> Sediamoci o sdraiamoci in una posizione comoda ma di rispetto: da sdraiati è molto facile addormentarci, quindi scegliamo la posizione che ci lasci a nostro agio ma che non ci permetta di abbandonarci al sonno; indossiamo abiti comodi;

> Concentriamoci sul respiro: entra e esce, ritmicamente; entra e esce, senza fermarsi. Non tentiamo di controllarlo, seguiamolo, con attenzione, con curiosità. Il respiro può dirci molto di come stiamo: se è lento o affrettato, se profondo o superficiale. Il modo in cui stiamo respirando in un preciso momento è giusto per noi così com'è in quel momento, non forziamolo ad essere diverso;

> Se l'attenzione divaga dietro a pensieri di qualsiasi genere e ce ne accorgiamo (ce ne accorgiamo sempre dopo un po') restiamo tranquilli, lasciamo che i pensieri (che solitamente ci sembrano impellenti da seguire o realizzare) arrivino e se ne vadano: per quei 5 minuti non faremo altro che guardarli, ci penseremo poi dopo a “fare”, 5 minuti sono pochi e passano in fretto, niente è così impellente;

 

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> Una volta che abbiamo preso dimestichezza con l'osservazione del respiro, possiamo passare, gradualmente, a focalizzare l'attenzione su altro: ad esempio i pensieri. Sarà difficile, all'inizio, vederli arrivare. Quando ne saremo al corrente loro saranno già qui ed è anche probabile che ci abbiamo anche ormai portati lontano. Non importa. Torniamo al respiro, lasciamoli andare. E aspettiamo, quieti: prima o poi ne arriveranno altri. È curioso constatare non solo la velocità e la quantità dei pensieri che ci attraversano la mente, ma anche la loro qualità: ecco, quegli stessi pensieri che durante la meditazione riusciamo a vedere, sono una piccola parte di tutti i pensieri che durante ogni momento della nostra giornata ci incasinano la mente con il loro traffico incessante, il loro vociare continuo;

> Si può applicare la stessa osservazione alle sensazioni fisiche: una piccola tensione, un dolore di cui non si aveva consapevolezza, il contatto del corpo con la superficie su cui siamo seduti o sdraiati, il peso dei vestiti, la temperatura esterna. Evitiamo, all'inizio, di concentrare l'attenzione sui sentimenti: hanno una forza molto potente, e non lasciarsi sopraffare è complicato per chi medita da poco. Se ci assale un sentimento ricordiamoci che non è disgiunto da un pensiero, da una interpretazione e da un giudizio: concentriamoci su uno di questi aspetti del sentimento e dell'emozione, oppure spostiamo l'attenzione al corpo e osserviamo dove quel sentimento si riflette di più. Se si intensifica e ci trascina via, torniamo al respiro: lui è la nostra ancora nella meditazione;

> Non abbiamo fretta: entriamo in meditazione con calma e usciamone con calma;

> Abbandoniamo le aspettative: la meditazione ci farà scoprire molto di noi stessi e della natura umana, ci permetterà di vedere cosa ci abita, costantemente, cosa ci controlla. Già solo vedere le forme pensiero, individuare una sensazione fisica, immergerci in un sentimento, rende la visione più chiara. A volte meditare ci sembrerà un incanto: una pace profonda, dove tutto sembra a posto così com'è. Altre volte qualcosa dentro di noi protesterà a gran voce, e meditare potrebbe sembra la cosa più difficile del mondo. Trattiamoci con pazienza, entriamo in intimità con noi stessi, con compassione, senza obiettivi se non quello di stare a vedere cosa succede, stare lì seduti a guardare.


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