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MEDITARE SÌ, MA COME?

Quali sono i momenti migliori della giornata in cui meditare? E dove è possibile svolgere la nostra meditazione in maniera ottimale? La mattina all’aperto? O meglio la sera prima di andare a dormire? E come? In realtà, niente è predefinito: vedremo che ciò che conta è il nostro atteggiamento e la nostra volontà

Come meditare? Domanda che implica un'ampia rosa di risposte. Esistono diverse tecniche per meditare, ricollegabili alle molteplici scuole di meditazione, orientali e non.

In linea di massima, fatta eccezione per qualcuna di queste, tendono tutte al raggiungimento di uno stesso obiettivo, che può essere descritto come il raggiungimento di uno stato di benessere psico-fisico oltre che di capacità mentali superiori a quelle del quotidiano.

Ogni seduta di meditazione dunque permette il raggiungimento di determinati obiettivi. Abbiamo visto quanto sia importante il respiro della meditazione e la postura della meditazione.

Dopo aver trattato anche i cosiddetti preliminari della meditazione, vediamo ora come meditare, o meglio in quale momenti del giorno la pratica meditativa risulta più efficace e come deve essere l’ambiente in cui effettuare la meditazione. 

 

Meditare: mattina o sera?

Quando meditare? I maestri tramandano che si dovrebbe meditare ogni giorno, per almeno dieci minuti. Meditare al mattino presto, in una situazione di maggior silenzio, contribuisce a creare una giornata migliore. Al mattino, ogni persona è vicina al proprio centro, quindi risulta più semplice muoversi consapevolmente rispetto ad altri momenti.

Durante la notte, ognuno di noi è stato nel proprio centro e solo al mattino lo sta abbandonando. Al mattino, vi è anche molta più energia intorno: la terra si risveglia e tutta l’atmosfera è piena di vitalità. Se ben eseguita, la meditazione del mattino è sufficiente per tutto il corso della giornata.

Meditare la sera invece permette di avere un sonno profondo e rigenerante. Molte persone meditano sia al mattino presto che alla sera prima di andare a letto, applicando alcune tecniche di pulizia in quest’ultima sessione.

La meditazione serale, infatti, può essere accompagnata da una tecnica del pediluvio. Niente di così lontano da un pediluvio tradizionale. Diciamo che è la versione del Sahaja Yoga di bagnare i piedi in una ciotola di acqua calda, tramandata come metodo di rilassamento dopo una faticosa giornata. All’acqua viene aggiunto del sale, che rappresenta l’elemento terra.

È necessario sedersi, con i piedi in una ciotola di acqua tiepida per circa quindici minuti la sera, mentre si medita. Terminato il pediluvio, lavate e asciugate i piedi, gettate via l’acqua e lavate la bacinella (che non deve mai essere usata per scopi diversi da quello del pediluvio).

Questa semplice operazione quotidiana è uno dei più potenti metodi che vengono utilizzati per facilitare la meditazione e la maggior parte delle persone che la praticano ottiene risultati sorprendenti, tra cui il miglioramento del sonno e la freschezza al mattino dopo. 

 

Meditare, sì ma quanto?

 

Meditare: il luogo e la pulizia 

Le scritture tramandano dettagliate istruzioni riguardo alle caratteristiche che il luogo della meditazione dovrebbe avere. Non è necessario scendere troppo nel dettaglio: è importante che il luogo che abbiamo scelto sia pulito e per noi confortevole.

Pulire la stanza in cui si vuole meditare è un’azione simile a quella di pulire la propria casa, in quanto in quest’azione si riflette la nostra interiorità e si attua un processo di purificazione.

Non basta semplicemente spolverare: è importante la motivazione con cui si pulisce. L’atto di togliere la polvere dal pavimento purifica la nostra mente e consente benefici e vantaggi. Crea una buona energia e influenza positivamente noi stessi. È sufficiente una semplice stanza o meglio un luogo all’aperto, ad esempio sotto un albero, specialmente se rappresenta un posto che ci fa percepire una buona energia.

È possibile rendere il luogo della meditazione piacevole con di supporti come cuscini e candele e delle decorazioni rilassanti, ma sempre con un atteggiamento che non sia egoistico. Creare un ambiente ideale per meditare dipenderà comunque dalla nostra mente e non dagli oggetti che utilizzeremo.

Quindi, in conclusione, ogni luogo può andar bene per meditare: dipende più dalla nostra mente e dal nostro atteggiamento che dall’ambiente fisico.

Se riusciamo a considerare le cose da questo punto di vista, la nostra stessa stanza, in cui passiamo più ore al giorno, si rivelerà il luogo più adatto e comodo per iniziare a meditare. Ricordatevi di pulirla, però! 

 

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Immagine | Bonguri  


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