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MEDITAZIONE

Meditazione Aurobindiana

La meditazione aurobindiana, nata dall'attività di Sri Aurobindo, permette alla persona di progredire verso una versione migliore dell'uomo e del genere umano. Scopriamola meglio.

>  Storia e origine della meditazione Aurobindiana

>  I benefici della meditazione Aurobindiana

>  Descrizione della tecnica

>  Adatta per

>  Dove si pratica la meditazione Aurobindiana

>  Curiosità

Meditazione e Aurobindiana

 

 

Storia e origine della meditazione Aurobindiana

La meditazione aurobindiana rappresenta una forma di meditazione dinamizzante, che permette alla persona di progredire. È una forma di meditazione di trasformazione, che si oppone alla meditazione statica, immobile e relativamente inerte, che nulla apporta alla coscienza e alla personalità. Alla base di questa forma di meditazione c’è la consapevolezza del carattere autolimitante del nostro inconscio, che si oppone al cambiamento.

Comprendere maggiormente e aumentare la consapevolezza è, secondo la meditazione aurobindiana, la strada per riunire il conscio all’inconscio, e successivamente progredire verso una versione migliore dell’uomo e del genere umano. La concezione aurobindiana consiste dunque nel realizzare quotidianamente la propria essenza attraverso un processo d’interiorizzazione e di manifestarla nel nostro corpo.

La rottura con altre concezioni sta proprio in questo: non è possibile rifiutare o mortificare il corpo, considerarlo come un ostacolo verso lo spirito e creare così un’inconciliabile divisione tra spirito e materia, tra vita materiale e vita spirituale, tra corpo e anima. L’ideale è quello di una realizzazione spirituale integrale, che comprenda tutti i livelli di coscienza, dal più alto al più basso, in grado di manifestare la luce divina sulla terra, in un corpo fisico. 

La meditazione aurobindiana nasce dall’attività di Sri Aurobindo. Figlio di un medico indiano, viene mandato in Inghilterra per studiare e si distingue per le sue capacità. Tornato in India, partecipa attivamente alla lotta per la liberazione del suo Paese, dirigendo giornali e movimenti politici, tanto da essere considerato dagli inglesi del tempo come “l’uomo più pericoloso dell’India”. Sri Aurobindo entra in ritiro spirituale al seguito di un guru e raggiunge l’illuminazione dopo pochi giorni. Grazie all’aiuto di Mirra Alfassa, conosciuta come la Madre, fonda una città, Auroville.

Qui, per ben 24 anni, rimase nella sua stanza, senza mai uscire, concentrandosi sulla ricerca di una nuova via che conciliasse le esigenze della spiritualità più alta con quelle più banali della materia. Fra le sue opere più importanti è doveroso citare La Vita Divina, La sintesi degli Yoga, Il ciclo umano. Aldous Huxley, letterato inglese considerato padre del movimento hippy, definì Aurobindo come il “Platone delle generazioni future”. 

 

Scopri chi era Sri Aurobindo, la sua vita e le sue opere

Sri Aurobindo


I benefici della meditazione Aurobindiana

Uno dei meriti più grandi di Aurobindo è sicuramente quello di aver unito l'idea per cui il dentro è uguale al fuori e che agendo sulla fisicità del Raja yoga o dell’Iyengar yoga si possa lavorare sull'interiorità del soggetto.

La nostra memoria, la nostra cultura e, in generale, i nostri condizionamenti rappresentano una barriera che separa l’inconscio dalla razionalità, dalle radici della nostra mente. I benefici della meditazione aurobindiana si estrinsecano in una forma di armonizzazione fra vita interiore ed esteriore, che si può manifestare nel vissuto, per costruire una realtà migliore.

La meditazione così concepita è soltanto uno strumento del cosiddetto yoga integrale, una filosofia spiritualistico-evoluzionistica vicina alla vita. A differenza dello yoga tradizionale, si cerca di integrare il divino nella quotidianità e nella vita materiale

 

Descrizione della tecnica

Per poter seguire il Divino vengono descritte delle condizioni fondamentali. Mantenere la mente in stato di quiete, pronta a ricevere la Verità, senza insistere sulle proprie ideologie, non permettendo quindi alle pulsioni e agli istinti del piano vitale di avere la meglio.

Il contatto psichico si rivolge a una Forza superiore, verso un Divino in cui abbandonarsi. Occorre non avere obiettivi, ma considerare la meditazione come un processo.

Sospendere i sentimenti in merito a ciò che accade e non dare adito ai nostri pensieri. Sul web, si possono reperire diverse corrispondenze, sonetti, poesie, letture, riflessioni e registrazioni audio di Aurobindo per assaporare la profondità del suo pensiero. 

 

Adatta per

Così descritta, la meditazione aurobindiana non è proprio una cosa da tutti. Incarna una forma di meditazione dinamica molto difficile, che richiede una forte aspirazione al progresso e una grande volontà nella realizzazione dell’aspirazione stessa.

È importante comunque avere ben presente il perché si medita. In una conversazione con un allievo, la Madre risponde: “Si può meditare per aprirsi alla Forza divina, per respingere la coscienza ordinaria, per entrare nelle profondità del vostro essere, per imparare a darsi completamente. Potete meditare per ricevere la Forza di trasformazione, per scoprire i punti da trasformare, per tracciare la linea di progresso. E poi potete meditare anche per ragioni molto pratiche: quando avete una difficoltà da chiarire, una soluzione da trovare, quando volete aiuto nell'agire o altro. Potete meditare anche per quello. Penso che ognuno ha il suo proprio modo di meditazione. Ma si deve avere un'aspirazione per il progresso e la meditazione deve essere fatta per aiutare e realizzare questa aspirazione”. 

 

Dove si pratica la meditazione Aurobindiana

La meditazione aurobindiana richiede un intenso rapporto allievo-maestro. In questa disciplina, l’ispirazione del maestro, ma anche il suo controllo e la sua presenza, si rivelano indispensabili per non cadere negli errori che impedirebbero ogni possibilità di successo.

Il maestro rappresenta colui che è salito a una coscienza superiore, che spesso è considerata sua manifestazione o rappresentanza. Egli non aiuta esclusivamente tramite l’insegnamento, ma è l’esempio e l’influenza che permette di comunicare la propria esperienza agli altri.

Nonostante ciò, le basi della tecnica possono essere apprese in uno dei corsi tenuti dalle varie scuole di yoga integrale. Probabilmente, il luogo ideale per una ricerca del vero significato della disciplina è Auroville, definita come una città universale di crescita spirituale, in cui uomini e donne di tutto il mondo possono convivere in armonia a discapito delle differenze di appartenenza. 

 

Curiosità

Sri Aurobindo viene arrestato nel 1907, coinvolto in un caso di fabbricazione di ordigni. È in stato di cattività, nel carcere in cui viene rinchiuso, che avviene la svolta. Il suo pensiero si libera, dirigendosi verso la contemplazione.

Riceve un ordine interiore sottoforma di intuizione, un comando semplice e potente che gli si materializza tra le meningi: "Andare a Pondichéry". Imbarcatosi sotto falso nome a bordo del Dupleix, giunge a Pondichéry il 4 aprile del 1910 e si ritira in un ashram (eremo), che diventa il terreno fertile su cui pone la basi del suo yoga integrale.

 

La meditazione aurobindiana alla base dello yoga integrale: scopri come

 

Immagine | Groundreport.com

 

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