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ECIM 2012: LO STATO DELL'ARTE E IL FUTURO DELLA MEDICINA INTEGRATA. INTERVISTA A SONIA BACCETTI

Abbiamo intervistato la Dr.ssa Sonia Baccetti, che insieme al Dr. Elio Rossi, il Dr. Gian Franco Gensini e il Prof. Stefan Willich è presidente di ECIM, 5° Congresso Europeo di Medicina Integrata svoltosi a Firenze il 21 e 22 settembre

Si è tenuto a Firenze il 5° Congresso Europeo di Medicina Integrata. L'ECIM - Cure-naturali.it era tra i media partner - ha avuto luogo il 21 e il 22 settembre. Promosso da Regione Toscana - Rete Toscana di Medicina Integrata, Università degli studi di Firenze e Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Firenze, insieme all’Università Charité di Berlino, in collaborazione con l'Azienda Sanitaria di Firenze, l'Azienda Sanitara di Lucca, le altre Università toscane e l’Agenzia regionale di Sanità, con il patrocinio di numerosi enti e istituzioni nazionali e  internazionali.

Ci interessa che una cerimonia così importante non resti un episodio isolato. Ci interessa trasmettervi alcuni risultati dei lavori svolti. Per mettere altre pietre solide sul cammino dell'assistenza globale al paziente.

Per questo abbiamo intervistato la Dr.ssa Sonia Baccetti, che insieme al Dr. Elio Rossi, il Dr. Gian Franco Gensini e il Prof. Stefan Willich è presidente di ECIM, oltre ad essere Responsabile Centro Fior di Prugna U.F.M. Medicine Complementari e non Convenzionali ASL Firenze, Struttura Regionale di Riferimento per le Medicine Complementari e la Medicina Tradizionale Cinese.

 

Prima dei frutti, andiamo alle radici. Quando è germinata la prima idea che ha portato all'organizzazione di un simile evento? Come è avvenuto l'incontro di intenti con gli altri membri della presidenza Gian Franco Gensini (Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli studi di Firenze) e il Prof. Stefan Willich Charité (University di Berlino)?

E' stata una sinergia di forze, un lavoro comune tra Rete Toscana di Medicina Integrata, l'Università degli studi di Firenze e l'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Firenze. Piano piano abbiamo discusso ogni singolo passo dei regolamentazione e diffusione secondo logiche e modalità di azione davvero genuine e trasparenti. In sede dell'ultimo ECIM avvenuto a Berlino, si aprì la possibilità di organizzarlo anche fuori dalla Germania. 

Il Dr. Rossi, collega dalle ottime capacità di gestione dei rapporti con l'estero, mi telefonò e mi parlò del possibilità di proporre la nostra candidatura. Probabilmente proprio perché il lavoro di integrazione che portiamo avanti ha una storia e un'evoluzione già da anni, la nostra candidatura fu accettata di buon grado. 

Abbiamo iniziato sancendo un grande accordo tra noi quattro co-presidenti, attivando diverse riunioni del comitato di programma, riunioni in cui davvero ciascuno ha fatto la sua parte, secondo uno spirito di collaborazione armonica che, a quanto ci è stato detto a posteriori da persone provenienti da parti del mondo ed esperienze professionali diverse, si è respirato anche durante tutti i giorni dello svolgimento dei lavori del congresso. 

 

Parliamo delle esperienze di integrazione delle Medicine Complementari nei Sistemi sanitari nazionali. Quali le regioni più attive in questo senso?

Oltre alla Toscana, possiamo menzionare valide esperienze di integrazione anche in altre regioni; il Piemonte per esempio ospita diversi ambulatori di medicina complementare, anche l'Emilia Romagna porta avanti un lavoro importante sulla ricerca e sulla valutazione di efficacia. Altre esperienze significative si ritrovano in Val d'Aosta, Lombardia, Umbria, Campania. In generale, la diffusione delle medicine complementari che dialogano e si confrontano con quella ufficiale è qualcosa di attivo in diverse realtà della penisola. 

La specificità toscana sta nel fatto che le nostre realtà sono tante: 106 ambulatori pubblici sono un numero importante. Altro tratto distintivo è che la regione ha tradotto in leggi direttive e indicazioni già diverse fasi del processo di integrazione: abbiamo la Legge 9 del 2005 Legge 2 del 2005 che regolamentano medicine complementari e quelle del benessere tra cui anche il tai chi, la Legge 40 che norma come un rappresentante delle medicine complementari debba stare nel consiglio delle professioni sanitarie.

Abbiamo stipulato accordi con l'Università affinché i lavori si svolgano insieme, nell'ottica di una vera e propria rete di consensus, partecipazione, condivisione. Le medicine complementari fanno a tutti gli effetti parte del sistema sanitario toscano.

 

Parliamo di regolamentazione. La legge non prevede certe figure terapeutiche e tra i formatori c'è chi se ne approfitta, proponendo corsi fatti a fine settimana a costi assurdi, competenze relative e discreta fame di lucro. Su cose su cui non si scherza, peraltro, come la cranio sacrale, il reiki, la pranoterapia e che però avendo a che fare con le energie, non hanno facile definizione o immediata verifica di efficacia. Pensiamo poi ai giovani che vorrebbero avvicinarsi alle discipline naturali; Alcuni si scoraggiano vista la mancanza di una tutela, un albo, un riconoscimento della figura professionale che andranno a ricoprire.

Questo è un problema doppio, perché, in mancanza di una regolamentazione, i cittadini non sono tutelati sul piano della sicurezza e la qualità delle cure che ricevono e, d'altro canto, gli operatori seri si ritrovano scoperti.
Per ciò che riguarda la formazione in ambito di medicine complementari, abbiamo dedicato una sezione intera degli abstracts accolti e discussi all'ECIM, si è parlato molto di questo tema.

La Toscana è promotrice a livello nazionale di un documento sulla regolamentazione di agopuntura, fitoterapia e omeopatia approvato dalla commissione salute che raccoglie gli assessori di tutta Italia. Una regolamentazione che riguarda la durata degli studi e prevede l'iscrizione a un albo successivamente al conseguimento del titolo. L'approvazione degli assessori è stato un rimo importante passo, cui segue la ratifica da parte dei presidenti delle provincie autonome e poi delle regioni, dopodiché il documento verrà trasmesso al Ministero della Salute e sarà poi oggetto di un accordo stato-regione. Gli accordi Stato-Regione hanno una cogenza per le regioni che non equipollente alla legge ma si tratta di una forma di regolamentazione abbastanza simile. Abbiamo scelto questa strada di regolamentazione tra regioni e province autonome in alternativa a quella del Parlamento, che ne discute da circa 27 anni senza reali progressi e concreti risultati.

Di fatto, l'integrazione in Toscana è reale, come le spiegavo. Ad esempio, con due leggi regionali abbiamo cercato di riempire vuoti importanti: l'utilizzo del qi gong in campo oncologico. 

 

All'ECIM si è parlato di oncologia integrata. In questo ambito, quali sono a suo avviso le figure che dovrebbero avere un dialogo costante per una cura globale del paziente?

Ecco, questo è un punto fondamentale: l'ambito oncologico è un ambito in cui alla fine non si tratta nemmeno più di opposizione tra medicine complementari e medicina ufficiale. Si deve ripartire da un fattore comune da cui non si può prescindere: l'alimentazione. Su molti alimenti c'è una larga diversità di pareri. 

Spesso questa lacuna si deve ricondurre a una vera e propria ignoranza piuttosto che a una reale diversità tra medicina ufficiale e altre tecniche olistiche. Noi al Centro di Medicina tradizionale cinese "Fior di Prugna", Azienda USL 10 Firenze, portiamo avanti un serio lavoro di ambulatorio che prevede la cura attraverso la medicina tradizionale cinese, l'omeopatia, l'agopuntura. Il punto però, è trovare un accordo più o meno univoco su precetti nutrizionali di base e da quelli partire per la cura.

Lei capisce che se nel nostro ambulatorio arriva un paziente cui il singolo oncologo ha consigliato o comunque non scoraggiato il consumo di burro o carne poco si può fare. Esistono linee guide in ambito oncologico che sia la medicina ufficiale che quelle complementari hanno in comune. Ci vorrebbe un'atteggiamento univoco sull'alimentazione, basato su uno studio costante e serio. Poi, per quanto riguarda l'approccio al singolo, sussistono differenze date dal tipo di problema, entra in gioco la letteratura scientifica. Il paziente è al centro. Anche la qualità della sua vita lo è, ed è indubbio che discipline di movimento o che lavorano sulla postura diventano fondamentali.

 

In ambito di cooperazione sanitaria internazionale l'Italia svolge ancora il ruolo di osservatore o partecipa attivamente? Qualcosa è cambiato dopo l'ECIM?

ECIM ha "sparpagliato le carte sul tavolo", se mi permette l'espressione. Abbiamo ricevuto i complimenti e i ringraziamenti di molte personalità di rilievo provenienti dalla medicina complementare di qualità che sono stati colpiti dal nostro modo di lavorare e che hanno mostrato l'interesse verso una collaborazione. 

Siamo stati invitati a Londra in occasione di un grande convegno che si terrà ad Aprile; ci è stato chiesto di organizzare per l'evento un workshop sull'esperienza toscana, dove porteremo le nostre ricerche. L'ECIM è stato fondamentale per acquisire visibilità, ma soprattutto per vedere e conoscere altri professionisti, per lavorare in quella preziosa direzione che è quella di rapporti basati sulla collaborazione.

 

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