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LA COPPETTAZIONE

Chi tra di voi è un vero appassionato di pellicole classiche di arti marziali, sicuramente avrà presente questa affascinante e quasi magica tecnica di guarigione cinese. Scopriamo meglio la coppettazione

La coppettazione (o cupping) è un'antica pratica terapeutica della medicina tradizionale cinese.

La finalità di questa pratica è quella di alterare i flussi energetici del corpo e di ristabilire l'equilibrio fisico. L'azione terapeutica viene svolta mediante la stimolazione della circolazione sanguigna e linfatica nell'area di intervento. Alla base di tale tecnica vi è inoltre l'induzione alla circolazione dell'energia. 

 

Coppettazione: creare il vuoto

La tecnica della coppettazione ha come fondamento la creazione di un vuoto (vacuum) all'interno di un piccolo recipiente, una coppetta appunto, che viene fatta aderire sul corpo del paziente in corrispondenza di ben precisi punti. Per ottenere il vuoto d'aria, e quindi l'adesione alla cute del paziente, viene introdotto un fiammifero acceso all'interno della coppetta. Questo brucia l'ossigeno, producendo un vacuo. Il fiammifero viene spento con un rapido ed esperto movimento e la coppetta viene applicata. 

Un altro metodo utilizzato è quello di inserire all'interno della coppetta un batuffolo di cotone intriso d'alcol (al cui interno viene solitamente inserita una moneta) che viene acceso e lasciato spegnere velocemente. Di recente, viene utilizzata una tecnica di aspirazione meccanica in commercio, che evita al paziente scottature e stress provocati dall'applicazione di alte fonti di calore sull'epidermide. In tempi antichi al posto delle coppette venivano utilizzate delle corna cave. Oggi, i materiali con cui vengono fabbricate le coppette sono vetro o bachelite. Si trovano anche alcune coppette in plastica o addirittura in bambù.

 

Modalità di intervento della coppettazione

L'effetto di vuoto prodotto fa aderire la coppetta perpendicolarmente alla cute. Quest'ultima deve essere ben rasata. Le coppette vengono lasciate sul corpo per un periodo di tempo che va dai 5 ai 10 minuti, a seconda del trattamento. La frequenza delle sedute può variare da quotidiana a settimanale. Per chi volesse praticare una seduta di coppettazione, vi sono alcune controindicazioni e limitazioni. Questa terapia è sconsigliata a individui troppo magri e con pelle lassa. Poiché si interviene sulla cute, questa non deve recare traumi o ferite recenti e non deve essere soggetta a patologie di vario genere. La coppettazione viene vietata anche alla persone asteniche o con sporgenze ossee molto pronunciate. 

Vi sono due tecniche di applicazione e intervento delle coppette, a seconda delle finalità terapeutiche. La prima, quella più utilizzata, mantiene le coppette fisse su dei punti specifici. La seconda fa scivolare le coppette applicate in senso cranio-claudale lungo l'epidermide precedentemente con olio di sesamo, di cocco o di oliva). Quest'ultima modalità di intervento viene utilizzata per disturbi dell'umore, ansia e insonnia. 

La coppettazione è indicata per il trattamento di svariate sindromi dolorose, gastro-intestinali, malattie polmonari, tosse, asma, e anche per sindromi depressive e ansiose. Per ciascuna tipologia di malattia, la coppettazione interviene su delle specifiche aree del corpo. Le malattie respiratorie interessano la regione dorsale alta. Le malattie dell'apparato digestivo come gastrite e diarrea sono riconducibili alla regione dorsale meridiana, nonché alla regione addominale periombelicale. Per sindromi dolorose come cefalee, emicrania e lombalgie le applicazioni vengono effettuate sulla regione parietale e occipitale e sulla regione dorsale bassa e lombare. 

La coppettazione riesce a trattare anche distrurbi ginecologici come infertilità e mestrui irregolari, leucorrea e crampi uterini. Recentemente viene utilizzata anche per contrastare problemi di cellulite, smagliature e obesità. 

 

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Immagine | Psit

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