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UNA VITA DENTRO DI SÈ: GRAVIDANZA NELL'AYURVEDA

Secondo la tradizione induista mettere al mondo un figlio salva il padre dall’inferno. E’ però la madre che porta dentro di sé il feto e ha il delicato compito di influenzarlo positivamente con le sue emozioni e i suoi pensieri fin dai primi istanti di vita

Tradizionalmente, la procreazione è uno degli obiettivi primari dell’essere umano. Se oggi è piuttosto comune che delle coppie decidano di non avere figli per libera scelta, solo qualche generazione fa ciò sarebbe stato se non impensabile, quanto meno estremamente fuori dalla norma.

Nell’antica Roma il termine "proletario" indicava l’ultima classe dei possidenti, coloro privi di beni materiali e possessori unicamente dei figli; in India, ancora oggi seppur a gradi diversi, il mettere al mondo un figlio (soprattutto maschio) è uno degli scopi più importanti dell’uomo.

Non stupisce, dunque, che la medicina tradizionale indiana dia un’ampia attenzione a tutto quello sia concernente la gestazione.

Appuntamento imprescindibile della vita, la gravidanza è considerata un periodo molto importante durante il quale la donna deve impegnare tutta se stessa nel dare alla luce una prole sana e vigorosa.

 

Il ruolo della donna durante la gravidanza secondo l'ayurveda

Secondo i trattati di ayurveda la donna, nel corso del concepimento e della gravidanza, è ammantata di una grande responsabilità. Questo perché il garbha, ovvero l’embrione, non è solo il risultato dell’unione tra sperma e ovulo, ma è anche il frutto delle combinazioni di molti fattori che evolvono e si modificano per tutto il periodo della gestazione. L’ambiente esterno gioca un ruolo importantissimo nella vita del bambino fin dai primi attimi di vita e la madre ha il compito di adempiere a tutti i suoi doveri - fisici, mentali, rituali, comportamentali - affinché possa crescere e formarsi nel migliore dei modi.

Le prescrizioni e i divieti che la gestante deve osservare scrupolosamente hanno lo scopo di:

  1. Portare a termine la gravidanza
  2. Partorire un bambino sano e con tutti gli organi motori
  3. Partorire un bambino sviluppato pienamente
  4. Partorire un bambino dotato di forza, di bella carnagione, di intelligenza
  5. Evitare complicazioni durante il parto

 

L'importanza di prendersi cura della futura mamma

Se la madre è rivestita di tanta responsabilità, chi la circonda ha il compito di favorirla in tutti i modi e di aiutarla durante questi nove impegnativi mesi. Le raccomandazioni ayurvediche, molto in generale, tengono in altissima considerazione le esigenze della donna. Partendo dal presupposto che madre e feto sono legati, si deve fare in modo di veicolare il più possibile emozioni positive e rassicuranti. Così scrive l’antico medico Caraka in merito: “Tutti i desideri della madre in questo periodo andrebbero soddisfatti. Se le voglie non vengono soddisfatte, si possono verificare conseguenze indesiderate e causare morbilità fisica e mentale al feto”. In altre parole, vi è una specie di osmosi emotiva tra feto e la madre e dunque quest'ultima deve prestare grande attenzione ai suoi pensieri e alle sue sensazioni.

Questo discorso vale anche a livello fisico: la donna dovrà curarsi della sua salute e alla sua alimentazione perché parte di essa viene utilizzata per nutrire il piccolo dentro di lei. Le raccomandazioni riguardanti i cibi variano da situazione a situazione e differiscono a seconda dello stato individuale. In generale, è possibile affermare che nei testi ayurvedici classici le indicazioni riguardanti la dieta e l’igiene durante la gravidanza sono molto specifiche e particolareggiate e che, se non vengono rispettate, potrebbero portare a malformazioni fisiche e mentali della prole.

Per dare un esempio al lettore, si trascive un passaggio riportato dal dott. Dash riguardante i generici disturbi durante la gravidanza: “I disordini della donna incinta devono essere trattati con delle medicine e una dieta a base principalmente di sapori dolci, gradevoli al palato, rinfrescanti, piacevoli e delicati. Non si deve fare uso di emetici, purganti e di prodotti che provocano lo starnuto in quanto queste terapie portano a movimenti violenti di diverse parti del corpo ed è possibile che causino abhogata (pressione o tensione) sull’utero portando a delle conseguenze serie e indesiderabili”.

Ovviamente i testi classici dell’ayurveda sono intrisi di misticismo e ritualità, dunque la loro applicazione deve essere affidata all’esperienza di un medico ayurvedico e non all’interpretazione soggettiva. Una futura mamma, per quanto sapiente in questo campo, qualora voglia rivolgersi alla medicina indiana deve inderogabilmente interpellare una persona competente che potrà guidarla nella comprensione di quanto possa essere veramente utile per lei e per il suo bambino al di là delle raccomandazioni e dei precetti tradizionali. Questo passaggio è fondamentale per non creare fraintendimenti, mistificazioni, false paure o errate diagnosi.

 

Culture diverse, ma importanza identica a un momento così speciale della vita

Tratteggiare un quadro, seppur generale, della gestione della gravidanza secondo l’ayurveda in poche righe è un’impresa epica di cui si è voluto dare, in questa sede, solo qualche spunto di riflessione al lettore. Non mancano i testi per approfondire l’argomento (ad esempio “Ayurveda per la madre e il bambino”) all'interno dei quali la futura mamma occidentale troverà qualche indicazione che essa stessa potrà mettere in pratica (ad esempio, la sana abitudine dei massaggi ayurvedici) e, più in generale, potrà conoscere come una cultura diversa si accosta all'atto, forse, più universale che esiste.

 

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