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L'APPROCCIO AYURVEDICO ALLA GASTRITE

Abitudini alimentari, stile di vita, gestione della propria interiorità: tanti i fattori da tenere in considerazione nella cura della gastrite

Nell’ayurveda l'alimentazione occupa un posto di primissimo piano e non, si badi, per scopi meramente estestici; è considerata indispensabile per garantire la salute e per mantenere l’equilibrio doshico.

La giusta combinazione di cibi agisce alla stregua di un medicinale sia con funzione preventiva che curativa: esso gioca un ruolo chiave nel nostro benessere e non può esserci una terapia che ignori l’aspetto alimentare. Al contrario, talvolta, cambiare le proprie abitudini a tavola è sufficiente per vedere i primi miglioramenti in uno stato patologico.

Uno dei problemi più comuni che affligge lo stomaco - organo chiave di quel processo fondamentale che è la digestione - è la gastrite con tutto il corollario dei possibili sintomi ad essa connessi: riflusso gastroesofageo, acidità, bruciori.

Vediamo cosa consiglia in merito l’ayurveda!

 

Gastrite, il ruolo delle emozioni

La gastrite è considerata un disturbo generato dall’eccesso di pitta. Questo è il dosha legato alla trasformazione e alla digestione tanto degli alimenti che delle emozioni. Non va infatti sottovalutata la componente psicologica che opera anche in questo tipo di disturbo. A tal proposito è opportuno sottolineare che recenti scoperte evidenziano come la gastrite sia legata al conflitto scaturito da una situazione che è, ma si considera, inaccettabile. La rabbia e l’aggressività che nascono dall’imposizione di un dato fatto o di una data persona nascono e risiedono proprio nello stomaco causando dei disturbi.

L’azione curativa per la gastrite dunque dovrà svolgersi su due territori: uno prettamente fisico e l’altro di natura più sottile. Essa si focalizzerà sull’individuazione delle cause alimentari, batteriche, disfunzionali che hanno generato l’insorgere della patologia così come su quelle connesse allo stile di vita, al grado di stress cui si è sottoposti quotidianamente, alla capacità di distrarsi e staccare la spina.

 

Leggi anche La visione psicosomatica della gastrite >>

 

Qualche consiglio per riequilibrare pitta

Se i preparati medicinali vanno prescritti dal medico, per riequilibrare pitta vi sono anche alcune regole generali alimentari e di comportamento che tutti possono seguire e mettere in pratica:

  1. Diminuire i cibi piccanti, speziati, gli insaccati, i fritti e le carni rosse
  2. Aumentare il consumo di latte, latticini e formaggi freschi
  3. Aumentare il consumo di frutta e verdura

A questi consigli alimentari vanno poi aggiunte una serie di indicazioni circa il proprio approccio alle situazioni al fine di limitare il senso di rabbia e di relativa frustrazione che generano o aggravano la gastrite.

  1. Riflettere su un’attività rilassante che possa essere confacente al proprio carattere e all’organizzazione della propria vita: dallo yoga ai massaggi perfino qualche minuto per godersi una semplice tisana. Le possibilità sono moltissime nella ricerca di una disciplina o di un'abitudine che sia conciliatoria e possa rappresentare un momento di ristoro e distensione mentale.
  2. Analizzare lo stile di vita alla ricerca di quei fattori scatenanti o aggravanti lo stress e, ove possibile, eliminarli o ridurli
  3. La repressione delle proprie emozioni è una delle cause primarie dell’insorgere della gastrite. Lavorare interiormente su questo fattore per cercare un miglioramento delle proprie gestioni emotive.

 

Come affronta l'ayurveda i disturbi alimentari?

 

 

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