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MASSAGGI E BENESSERE

Massaggio zonale, benefici e controindicazioni

Il massaggio zonale è connesso ai principi della riflessologia e agisce sulle zone cui corrispondono organi interni. Scopriamolo meglio.

>  La tecnica del massaggio zonale

>  La seduta

>  Benefici e controindicazioni del massaggio zonale

>  Curiosità

Massaggio zonale

 

La tecnica del massaggio zonale 

Il massaggio zonale risale a circa 5000 anni fa, quando veniva praticato simultaneamente in diverse aree del globo, a giudicare dalle testimonianze di cui disponiamo che ne attestano l'uso in Cina, India, Egitto, America. Il primo a studiarlo in maniera scientifica fu però W.H. Fitzgerald, medico e chirurgo otorinolaringoiatra. Il medicò iniziò a studiare il massaggio zonale per puro caso, osservando come alcuni pazienti sottoposti a interventi al naso o alla gola non avvertissero dolore, mentre altri si trovassero a patire sofferenze insopportabili. 

Fitzgerald decise allora di metter a punto una terapia antidolorifica che non ricorresse all'oppio. Ai suoi pazienti faceva stringere piccoli oggetti di metallo o elastici da applicare alle dita. Nel 1910 strutturò una mappa del corpo umano suddivisa in zone, in cui i vari organi trovano i corrispondenti punti riflessi nelle mani e nei piedi. Il corpo suddiviso secondo il pensiero di Fitzgerald è strutturato in 10 parti verticali uguali, che partono dalla testa e culminano nei piedi. Una linea centrale divide in due il corpo umano simmetricamente ed evidenzia 5 parti di destra e 5 di sinistra. A questo schema Fitzgerald aggiunse 3 linee orizzontali in corrispondenza di spalle, vita e anche. 

L'idea di base del massaggio zonale è che lavorando su una di queste fasce si scatena un'azione riflessa in una zona appartenente alla stessa fascia. Fitzgerald si concentrò anche molot sui piedi e strutturò una proezione plantare che è un vero e proprio reticolo per individuare gli organi interni. Come si intuirà, la tecnica del massaggio zonale sia innestata nelle radici teoriche della riflessologia, disciplina per cui nel nostro corpo possiamo rintracciare punti cui corrispondono organi interni. 

 

Tra i massaggi zonali, scopri anche la riflessologia plantare

Riflessologia plantare

 

La seduta 

Il massaggio zonale si esegue attraverso una pressione sulla mano o sul piede capace di stimolare i punti riflessi cutaneo-organici riferiti agli organi interni. Il massaggiatore zonale conosce specifiche tecniche che applicherà a aseconda del paziente da trattare: la tecnica del pollice, la tecnica dell'indice, la tecnica a uncino, la tecnica della rotazione del riflesso. 

La compressione del punto riflesso provoca una reazione nella parte anatomica corrispondente, stimola l'organo sollecitato e ne accelera la guarigione. Il massaggio zonale deve procedere in modo omogeneo, senza provocare dolore al paziente. Ogni seduta dura circa 45 minuti; in caso di bambini, anziani e pazienti particolarmente nervosi può essere ridotta fino a 10. 

 

Benefici e controindicazioni del massaggio zonale

Il massaggio zonale ha soprattutto funzione preventiva. Già una singola seduta stimola la circolazione sanguigna e linfatica, contribuisce all'eliminazione delle tossine, riduce dolori articolari, mal di schiena, artrosi cervicale, lombalgie, emicranie. In generale, il massaggio ha effetti generali rilassanti, analgesici e riequilibranti.

Non esistono particolari controindicazioni, eccetto casi di malattie gravi come flebiti, problemi vasolari, tumori o terapie mediche con farmaci.

 

Curiosità 

Per questo massaggio non si utilizzano creme né olii poiché chiudono i pori e impediscono l'espulsione delle impurità. A volte si ricorre a del talco, nel caso in cui le mani o i piedi del paziente siano particolarmente sudati.

 

Riflessologia facciale e cervicale: esempi di massaggi zonali

 

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