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"IL MASSAGGIO DEL SÈ": INTERVISTA A FRANCESCO RUIZ

Non importa se shiatzu, ayurvedico, thailandese etc: qualunque sia la tipologia di massaggio che preferite e che praticate, il libro di Francesco Ruiz "Il Massaggio del Sé" parla una lingua universale che l'autore ha deciso di condividere con noi!

Esistono moltissimi tipi di massaggio provenienti dalle più svariate tradizioni, tanto orientali che occidentali. Eppure con il suo libro "Il massaggio del Sè", Francesco Ruiz le trascende tutte quante per arrivare, metaforicamente, al nucleo originario, quel nocciolo sostanziale che oltrepassa la geografia o una tradizione costituita. 

Leggere la sua opera e l'intervista che gentilmente ci ha concesso apre degli orizzonti nuovi su un'abitudine cui molti si sottopongono periodicamente, ma della quale, forse, non avevano colto la profondità e lo spessore che racchiude. Risponde ai dubbi dei neofiti e argomenta le perplessità degli scettici: aiuterà entrambi a vedere con occhi diversi una pratica, quella del massaggio, così preziosa e, a volte, sottovalutata.


Il titolo "Il massaggio del Sé" è molto originale. Può spiegare, a beneficio di chi ancora non ha letto il suo libro, cosa intende con questa denominazione?

Il titolo evidenzia la profondità del Massaggio da me ideato che non è inteso come un mero insieme di tecniche operanti a livello superficiale ma come modalità complessa che agisce su più livelli del Sé tutti coerentemente integrati tra di loro. A supporto dell’aspetto tecnico-operativo del Massaggio, per evidenziare come questo sia limitativo rispetto al discorso da me sviluppato, ho strutturato un ampio quadro teorico-scientifico di riferimento. L’esperienza acquisita in circa 30 anni di attività professionale sul campo si fonde con la curiosità, l’intuito e le conoscenze teoriche appartenenti a campi diversi del sapere scientifico, ma tutti convergenti verso l’importanza della relazione e, in particolare, del contatto umano nello sviluppo personale. Così concepito, il Massaggio agisce e retroagisce non soltanto sul piano fisico ma anche sulla psiche, innescando una serie di processi orientati ad un recupero del proprio Sé autentico con immediate ripercussioni positive sul livello di autostima e sul benessere psico-fisico.

 

libro massaggio del sé

 

Le tecniche di massaggio da lei proposte e spiegate nel libro attingono a un repertorio di tecniche orientali, occidentali o entrambi? In base a quali criteri ha composto la sequenza che illustra nel corso del testo?

Nel testo faccio spesso riferimento al carattere fondamentale dell’integrazione. L’individuo è considerato come "olos" ovvero come insieme unitario di corpo-mente e spirito, in connessione con l’ambiente che lo circonda. Le teorie scientifiche di riferimento appartengono, come già detto, a campi diversi del sapere come la filosofia, la pedagogia, la psicologia, ma anche la biologia e le neuroscienze. Allo stesso modo, ritengo che la cultura occidentale e quella orientale non possano prescindere l’una dall’altra ed entrambe contribuiscano in maniera sostanziale a dare sfondo e sostanza ai contenuti del testo. La psicologia transpersonale attinge sicuramente alla millenaria cultura orientale e le tecniche meditative rinviano, anch’esse, a consolidate pratiche orientali. Nel testo tengo comunque a sottolineare come ricerche condotte in campi diversi come la biologia abbiano tracciato un autorevole parallelo tra lo spirito e la materia. La sequenza degli argomenti non è naturalmente casuale. L’ambiente in cui l’uomo è immerso è il punto di partenza di ogni discorso e la relazione è il filo rosso che attraversa la mia ricerca. Essa viene affrontata da un punto di vista psicologico, pedagogico e spirituale. Il senso della crescita, intesa nel senso più ampio del termine, risiede nella possibilità di “liberare” e potenziare la capacità umana, cui peraltro siamo biologicamente predisposti, di adattarci all’ambiente in modo creativo e, per far questo, è necessario rinunciare ad ogni concetto che isola e separa.

Il luogo privilegiato della relazione è il contatto ed il corpo è lo spazio sacro con cui intraprendere il viaggio che porta alla luce opportunità sopite e represse. Il lavoro sul corpo, ampiamente introdotto e sorretto da una solida struttura teorica, va oltre la barriera del pensiero e favorisce un contatto profondo ed intimo non soltanto con l’altro ma anche, forse soprattutto, con noi stessi. Le tecniche sono presentate come sintesi ultima del lavoro perché, seppur importanti, sarebbero aride se non supportate da tutto il significato di profonda trasformazione dell’essere umano, che le precede.

 

Sottolinea in modo molto efficace l'importanza del contatto, del "tocco" tra operatore e massaggiato tra i quali si instaura un rapporto profondo e di reciproco arricchimento. Eppure nella nostra società la pratica del massaggio è ancora piuttosto insolita, se non per fini estetici. Secondo lei perché?

Il contatto, ed in particolare il Massaggio, è un’esperienza molto nutriente ed ha la qualità di trasformare positivamente i contenuti latenti che frenano la piena e creativa espressione delle potenzialità presenti in ciascuno di noi. E’ stato ampiamente dimostrato che si tratta di un bisogno fondamentale presente fin dai primissimi istanti di vita nel grembo materno e persiste, pur trasformandosi nella forma, nel corso dell’intera esistenza individuale. I profondi benefici del contatto e del Massaggio sui sistemi nervoso, cardiovascolare, endocrino, sono stati riconosciuti da eminenti scienziati operanti in varie branche dello scibile umano. Tuttavia, oltre alle limitazioni e alle inibizioni poste dalla cultura nei confronti dell’intimità, cui l’esperienza del contatto autentico è intrinsecamente legata, esso richiede un forte radicamento da parte di chi pratica ed una consapevole resa da parte di chi riceve. Aprirsi al contatto significa affidarsi e concedere a se stessi un viaggio negli spazi più intimi della propria interiorità. L’intimità con se stessi e con gli altri è una esperienza che coinvolge tutti i piani dell’Essere e fa paura perché ci rende vulnerabili, ponendoci di fronte agli spettri che abbiamo abilmente occultato per rendere più agevole l’adattamento all’ambiente circostante. Il contatto favorisce il cambiamento nello spazio presente dell’esperienza così com’è, senza modificare nulla e ci richiede la responsabilità di guardare le cose nella loro più pura essenza, al di là di ogni falsa credenza. Per questa ragione, affidarsi al contatto ed al Massaggio è spesso il risultato di una reazione ad una motivazione drammatica, piuttosto che un puro desiderio di intimità, di crescita personale e di benessere psicofisico.

 

Lei pone ripetutamente l'attenzione sull'esigenza umana di realizzare ed evolvere se stessa analizzando molto bene il concetto soprattutto da un punto di vista psicologico. Le chiedo un' "integrazione", se così si può dire: alla luce delle sue intuizioni, quali strumenti ha l'uomo comune per realizzare questa importante aspirazione?

L’uomo ha a disposizione molte vie per realizzare la naturale aspirazione di evolversi comune a tutti gli esseri umani: il sostegno psicologico, la relazione d’aiuto a mediazione corporea, le pratiche spirituali, l’impegno sportivo, gli hobbies, ogni attività che richieda un’attenzione prolungata all’azione svolta nel momento presente. La conoscenza scientifica e il recupero dell’istinto e delle capacità intuitive, peraltro innate in ognuno di noi, sono strumenti indispensabili, qualunque sia il sentiero prescelto. Certamente la psicologia umanistica e quella transpersonale ci offrono numerosi spunti in tal senso perché indagano bisogni e motivazioni dell’uomo nel qui ed ora della relazione. Il Massaggio rappresenta, in questo contesto, un quid di valore in quanto la realtà fenomenologica viene sperimentata in modo più immediato e profondo, oltre la barriera che talvolta la parola impone, in segno di inconsapevole difesa.

 

 

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