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MASSAGGIATORI SHIATSU, FATEVI MASSAGGIARE!

Come si riconosce un massaggiatore shiatsu qualificato? Il dolore fa parte del processo di guarigione? Scopriamo tutto questo insieme a Ivana Contardi, massaggiatrice Shiatsu qualificata e ricca di esperienza

Ivana Contardi, massaggiatrice Shiatsu qualificata e ricca di esperienza, ci aiuta a capire come si svolge una seduta di shiatsu, in che senso lo shiatsu sia preventivo e curativo insieme. Grazie a lei capiamo anche come si riconosce un terapista qualificato. 

 

Quanto spazio lasci all'improvvisazione in una seduta, ovvero come conduci le mani a seconda delle sensazioni che ti rimanda il paziente? 

Aver assimilato bene lo schema base è importante perché si deve conoscere il modo in cui l'energia fluisce nell'organismo, non si può improvvisare completamente. Dallo schema puoi allargare e spaziare a seconda dell'individuo che stai trattando, sulla base di ciò che ti trasmette. Non si può navigare solamente in balia della fantasia.  

 

Lo shiatsu è preventivo e curativo insieme? 

Entrambi gli aspetti coesistono. Prevenire è già curare. Ogni volta che fai un massaggio shiatsu a una persona c'è una risposta diversa in base a una componente variabile che dipende dal singolo. 

 

Nello shiatsu si usano olii per massaggio?  

No, l'olio fa slittare il dito. La pressione va fatta su un certo punto e se il gomito o il dito slittano si invalida il lavoro. In genere, poi, si fa da vestiti o comunque coperti, perché la temperatura del corpo subisce una variazione si tratta di un massaggio statico, in cui non si friziona la pelle riscaldandola.  

 

Può accadere che la pressione profonda causi dolore. Quel dolore fa parte del processo di guarigione?  

Io lo chiamo il dolore curativo. Con il dolore l'organismo sprigiona sostanze endocrine che sono ormoni di benessere e questo processo richiede di passare attraverso un dolore che è liberatorio, terapeutico. 

 

Come si riconosce un terapista qualificato?  

Prima dote: l'umiltà. Un professionista serio non dà mai per scontato nulla e deve guardare la cartella clinica delle persone con attenzione, per capire se hanno problemi seri. Non ci deve essere fretta di far estendere subito la persona sul lettino. Un bravo professionista sa anche riconoscere i propri limiti, ovvero sapere quando non agire e lasciare il caso al medico, anche quando ha individuato il quadro generale della situazione.

Ognuno poi ha suoi limiti; ad esempio, io prima non trattavo le persone affette da cancro, non ero semplicemente pronta e riconoscevo questo limite. Ora le tratto, ma solo ora che ho studiato di più e, avendo accumulato un po' di esperienza, mi sento pronta.  

 

Cosa diresti ai colleghi massaggiatori? 

Fatevi massaggiare. Una certa manovra, una pressione su un dato punto vanno provate. Se non le provi su te stesso come pensi di poterle trasmettere? Un operatore si deve sottoporre al massaggio. Una buona idea può essere creare una rete di colleghi per accordarsi sullo scambio di massaggi. Ho bisogno come l'acqua di provare su di me la sensazione; se non ricevo non posso dare. 

 

Qual è la tua tecnica di massaggio shiatsu? 

Una tecnica che ha come base il massaggio shiatsu, coronato di tante piccole sfumature e ulteriori arricchimenti. Per dirti, mi muovo anche sulla tecnica craniosacrale, la reputo buona, e mi baso sul principio dei meridiani energetici. Io ho iniziato con il metodo Namikoshi, che ha base scientifica, non riguarda i meridiani energetici. Piano piano ho iniziato a studiare anche quelli e progredendo, praticando sui punti pieni e sui punti vuoti, ho inziato a ottenere risultati notevoli. Quindi la conoscenza dei meridiani energetici mi è servita me diventare più consapevole.

L'andamento del mio massaggio spesso deriva dalla tecnica Masunaga ma tendo sempre a lavorare secondo il metodo Namikoshi, il metodo con cui sono cresciuta e che mi ha fatto crescere. 

Immagine | Ivana Contardi

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