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LA KINESIOLOGIA: IL TONO MUSCOLARE E LE EMOZIONI

Perché il riequilibro emozionale passa per un test muscolare? E che significa comprendere nel profondo il modo in cui si organizza la forza nell'organismo? Vediamo insieme i principi di base della kinesiologia

Un buon modo per entrare in una dimensione terapeutica che non si conosce è farne esperienza diretta. Il primo approccio con un kinesiologo o una kinesiologa di solito non si dimentica perché si va a scoprire direttamente che il corpo in effetti parla, eccome se parla. Le prove di resistenza muscolare rivelano moltissimo sulla nostra organizzazione funzionale. Se non volete fare subito esperienza diretta vi suggeriamo il testo "Manuale di kinesiologia applicata" di Mauro Stegnano, Lamberto Rondini e Carmela Travaglini. I tre autori, in modo molto immediato ma comunque approfondito, spiegano con molta cura la tecnica e i principi che ne stanno alla base. Vediamoli da vicino.  

 

Il corpo nella prospettiva kinesiologica 

Spesso si guardano parti del corpo e non si osservano come se fossero delle aree di interesse su cui impattano le emozioni, gli eventi, le scelte. Viceversa, decisioni che prendiamo o stati d'animo in cui decidiamo di "soggiornare" troppo o troppo poco dipendono dallo stato di salute e di tonicità di un certo distretto muscolare piuttosto che di un altro. Il nostro corpo umano è pervaso di punti neurolinfatici, neurovascolari, nutrienti. Un muscolo lavora bene quando sa sviluppare una contrazione fisiologica che sia efficace. 

Nella prospettiva kinesiologica il corpo è un insieme di sfere comunicanti, quella energetica, emotiva, mentale e spirituale. L'uomo non è limitato alla sola organizzazione del corpo fisico. La muscolatura in kinesiologia esprime un feedback e si tratta di una risposta totalmente connessa al Sistema Neroso Centrale (SNC). Alla resistenza che viene esercitata e che rivela molto di noi partecipano in un sistema a orchestra la corteccia frontale, i gangli basali, il talamo. I nervi inviano alle cellule muscolari gli impulsi e da quelli dipende la stabilità del tono muscolare. Vedere il corpo in questa unione complessiva, in questa organizzazione funzionale ed efficiente permette di approcciarsi in modo diverso alla malattia, che diventa un disequilibrio, e alla cura, che diventa una possibilità. La possibilità di tornare a una stabilità complessiva, organizzata, funzionale.

 

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Le tecniche della kinesiologia applicata 

Quando si testa un muscolo che risulta debole ci sono 5 possibilità da prendere in considerazione: che si tratti di un problema nervoso, un ruflesso neurolinfatico, neurovascolare, di un fattore legato alla dura madre o di agopunti. A volte la debolezza non è però reale e ci possono essere errori nella lettura dati da confusione organizzativa generale dell'organismo. E qui entra in causa lo switching. Per switching (commutazione) si intende uno stato confusionale generale, stress, assenza di coordinamento, nervosismo, giramento di testa, vertigini, condizione di chiusura. Quando la persona è in questo stato, le risposte muscolari potrebbero ovviamente essere fallaci. Esiste una specifica manovra per individuare lo switching e a seguire la tecnica per correggere (de-switching), almeno in modo temporaneo, questo stato neurologico.

A seguire, tra le tecniche della kinesiologia, vi è il delicato resettaggio della valvola ileocecale spesso combinata con la tecnica di individuazione dei nurienti carenti o dei livelli di intossicazione da metalli tossici. La tecnica di diagnosi di intolleranze alimentari prevede un protocollo completo di individuazione degli alimenti e terapia. L'aspetto emozionale viene curato attraverso il ricorso ai fiori di Bach. Stegnano, Rondini e Travaglini nel loro testo spiegano bene la tecnica dell'Arco Temporale che serve alla collocazione nello spazio-tempo degli eventi traumatici vissuti nella vita.

Il kinesiologo o la kinesiologa ha forti competenze anche in medicina tradizionale cinese e conosce quindi benissimo anche le linee dei meridiani principali. L'analisi uquindi riguarda anche lo stato energetico degli organi interni, come secondo la MTC (Medicina Tradizionale Cinese). Gli autori del testo sono anche creatori di una specifica tecnica conosciuta sotto la sigla ERT, un metodo di riequilibrio emozionale che lavora su problemi inconsci e conduce alla risoluzione di questi "nodi" spesso non manifesti. La tecnica implica l'analisi delle "ferite" a vari livelli con annesse porposte attive di guarigione che passano per la comprensione profonda della situazione (quale elemento è asociato, quali organi, quali emozioni principali e secondarie) e l'enunciazione di affermazioni per trasformare la situazione. Oltre alla tecnica, tutto il contenuto del testo Manuale pratico di kinesiologia applicata riteniamo sia valido e si possa inserire all'interno di una nuova e auspicata dimensione dove - come nel caso degli autori - i medici dialogano e co-creano con gli operatori Shiatsu in modo serio e in qualche maniera rivoluzionario. 

 

Per approfondire:

>> Kinesiologia applicata, cosa è e a cosa serve

>> Kinesiopatia, cosa è e a cosa serve


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