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Joseph Pilates

Joseph Pilates

 


 

 

 

 

 

 

 

Joseph Pilates, per esteso Joseph Hubertus Pilates, fu pugile, atleta, istruttore di autodifesa, acrobata circense, prima di essere imprigionato a Lancaster durante la prima guerra mondiale. In carcere, tra il sudore dei costanti allenamenti e lo studio sul corpo umano, mise a punto la tecnica innovativa che prende il suo nome, il metodo Pilates.

 

Joseph Hubertus Pilates (Mönchengladbach, 1883 – New York, 1967)

Joseph Pilates aveva una convinzione: la mente può costruire il corpo. Se la mente è sgombra, lucida, il corpo lavorerà bene e si creerà una funzione biunivoca di benessere. Aveva anche un sogno: mettere a punto una metodo d'allenamento che sviluppasse il corpo in modo equilibrato, correggesse le posture sbagliate, restituisse vitalità fisica, rafforzasse la mente ed elevasse lo spirito. Forte della sua convinzione, realizzò il sogno. Dedicò tutta la vita alla ricerca sul corpo umano e sui modi per renderlo più forte ed efficiente, convinto del fatto che l'armonia tra corpo e mente fosse una chiave per risolvere molti problemi di salute, legati soprattutto allo stress della vita moderna.

 

Joseph Pilates, atleta poliedrico, studioso mai sazio 

Joseph Hubertus Pilates nacque nel 1880 in una cittadina nei pressi di Düsseldorf, in Germania. Il padre, di origine greca era un atleta, la madre, tedesca, si interessava di naturopatia. Da lei eredita l'idea dell'individuo come un'unità indivisibile di mente e corpo. Da subito, nonostante la salute cagionevole, si interessò al movimento. Durante la sua permanenza in Germania, Joseph Pilates praticò diverse discipline atletiche e, quando si trasferì in Inghilterra, nel 1912, divenne istruttore di autodifesa in una scuola di polizia. In quel periodo si interessò anche all'acrobatica circense, attività che praticò sino al suo internamento a Lancaster. Scoppiata la prima guerra mondiale, infatti, Pilates e altri suoi connazionali vennero considerati "nemici stranieri". Sfruttò la permanenza in carcere per affinare le sue tecniche di allenamento, organizzando anche l'attività fisica dei suoi compagni di prigionia. Fu trasferito nel campo di internamento sull'isola di Man e qui ideò strutture e macchinari che potessero essere utili alla riabilitazione dei reduci.

Negli anni '20 tornò in Germania, dove conobbe Rudolph von Laban, insegnante, coreografo e teorico della danza espressionista tedesca; i due integrarono le loro professionalità e fu così che il metodo Pilates entrò a tutti gli effetti nel mondo del balletto e della danza. Nel 1926 Pilates si trasferì a New York e lì conobbe sua moglie Clara. Insieme aprirono uno studio per la formazione di ballerini, attori e atleti orientata sui concetti del metodo Pilates.

Nel 1967 Joseph Pilates morì e il suo studio fu rilevato da Romana Kryzanowska, a sua volta istruttrice di Anna Maria Cova, ex ballerina di danza classica che ha appreso la tecnica nel 1989, a New York, per portarla poi in Italia. L'esperienza acquisita negli anni come terapista della riabilitazione ha portato poi ad una naturale evoluzione, creando il Metodo Pilates-CovaTech e registrando il marchio Pilates per l'Italia. Attualmente il Metodo Pilates-CovaTech è diffuso in tutta Italia con più di 60 scuole ed altre ne esistono in Svizzera e in Spagna e Est europeo.

 

Pilates e il metodo che unisce respiro, concentrazione e centro

"Respirare è la prima cosa che si fa venendo al mondo. La vita dipende dalla respirazione. Milioni di persone non hanno mai imparato a respirare correttamente", lo ripeteva spesso Joseph Pilates, che proprio a partire dall'atto fondamentale dell'esistenza strutturò un intero metodo di allenamento conosciuto come metodo Pilates.

Pilates aveva intuito un fattore fondamentale ai fini della strutturazione del suo programma: perché si rafforzino i muscoli addominali è necessario che questi rimangano contratti e per questo si deve ricorrere alla respirazione toracica. Per insegnare ai suoi allievi come respirare con il torace, Joseph H. Pilates suggeriva di immaginare che una cinta tenesse compresso lo stomaco e stringesse all'altezza dell'ombelico. In questo modo, gli addominali restano contratti, l'aria entra ed esce dal torace, non dal ventre, e le costole si allargano verso l'esterno.

A questo studio sul respiro unì un altro principio base: la concentrazione. La maggior parte dei metodi d'allenamento non prevede di dover orientare il pensiero in modo preciso verso ciò che si sta facendo, anzi i movimenti vengono eseguiti il più delle volte in maniera meccanica. Nel Pilates invece ogni movimento è atto consapevole, controllato dalla mente.

Per Pilates poi ogni movimento per dirsi corretto doveva partire dalla contrazione del trasverso (il muscolo stabilizzatore dell'addome), che lui identificava con la parola "centro". Intendeva per centro il fulcro dell'energia vitale; perché il centro sia forte e stabile occorre un appropriato equilibrio tra schiena e addominali raggiungibile attraverso esercizi che Pilates stesso ideò e raccolse in un programma che uscì in forma di libro con il titolo The return to life through Contrology.

 

Perle di Pilates

- Una buona postura si può ottenere soltanto quando si ha il completo controllo di ogni meccanismo del proprio corpo.

- Ho progettato questo metodo per darvi agilità, grazia e capacità, fattori che influenzeranno sicuramente il vostro modo di camminare, di giocare, e di lavorare.

- Ciascun muscolo può, nell'insieme, intervenire nell'uniforme sviluppo di tutti gli altri muscoli.