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L’IPNOSI E I RITI AFRICANI

Come può una cultura in apparenza tanto lontana come quella africana aiutarci nella cura dei malesseri di oggi, tipici della società occidentale? Gli sciamani Boscimani, che si narra vengano dalle stelle, sono in realtà molto vicini a noi...

L’ipnosi e la sua origine africana

L'ipnosi e i riti africani sono due realtà strettamente connesse tra loro. L’ipnosi è di per sé uno stato di coscienza diverso da quello abituale, il cui termine deriva dalla parola greca “ipnos” che significa sonno. Gli inizi delle pratiche ipnotiche e concernenti il magnetismo, la suggestione e l’ipnosi si perdono nella notte dei tempi, dominio di stregoni e fattucchiere, di magia bianca o nera e misticismo misterioso.

Indovini, maghi e sacerdoti hanno operato in India, Tibet e Cina, ma anche in Africa. Qui, tra le zone più note per aver dato origine a una ritualità particolare che contemplava l’ipnosi come forza guaritrice o magica, ricordiamo l’Egitto, l’Africa occidentale e meridionale. D’altra parte è cosa risaputa che gli egiziani avevano due tipi di medicina, una ordinaria e comune e l’altra divina, che solo i faraoni potevano conoscere e che usavano prevalentemente per fini religiosi e spirituali.

 

I ritmi ipnotici di voce e tamburi dell’Africa

Per l'ipnosi e i riti africani, entrare in uno stato di trance rappresenta una forma antica di guarigione, una cura tanto fisica quanto una purificazione spirituale.

Già alcune tribù dell’Africa occidentale conoscevano e mettevano in pratica questo insegnamento secoli fa, danzando attorno al fuoco al suono ritmico dei tamburi, sviluppando con il corpo e la gestualità dei movimenti ripetitivi, accompagnati da un sottofondo musicale o ritmico. Questo insieme di fattori produceva tra i presenti un rallentamento dell’attività mentale e induceva  a uno stato di trance naturale o spontaneo.

Uno tra i popoli più antichi del mondo, si narra infatti che provengano dalle stelle, a tramandare queste pratiche ipnotiche è quello dei Boscimani o San del deserto del Kalahari. Si può dire che questa tribù disponesse di tecniche di guarigione assolutamente naturali, che facevano uso dell’ipnosi come cura alternativa.

Arte, musica e danza erano utilizzate nelle guarigioni sciamaniche dei Boscimani: si tratta davvero dei primi tipi di terapie di guarigione basate su elementi naturali: questo popolo conosceva e faceva anche uso di molte erbe selvatiche. Gli sciamani del Kalahari potevano essere sia uomini che le donne, guaritori che, attraverso la loro capacità di contatto, guidavano e la trance dance ipnotica.

 

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Dall’Africa a noi attraverso i libri

Sicuramente risulta difficile applicare una medicina naturale così tipica di quella terra, fatta di ipnosi, trance e riti, al qui ed ora; tuttavia è interessante tenere conto di ciò che i popoli africani possono insegnare alle altre culture. C'è una linea sottile che fa da filo conduttore e accomuna i Boscimani e le tribù occidentali di oggi, ed è la cura attraverso la pratica ipnotica. Raccogliendo le parole di tre autori, possiamo far scorrere questa linea anche tra in nostri pensieri, e lasciare che qualcosa si sendimenti e che ci arricchisca: sono le diverse esperienze umane, che vanno al di là dei confini spazio-temporali.

Anzitutto incontriamo Rupert Isaacson, autore di Healing Land: viaggio tra i Boscimani del Kalahari, meglio noto per Horse boy, libro sull'ippoterapia. Questo autore, per metà sudafricano, ha vissuto per un po’ di tempo tra i Boscimani del Sudafrica, del Botswana e della Namibia e ha riportato esperienze di cura e guarigione di quei popoli. Attraverso canti terapeutici, ritmo, danza, fuoco e respirazione, Isaacson ha assistito in prima persona alla cura di malattie, a volte anche gravi, come il cancro allo stomaco in una donna boscimana. In pratica ciò che accade è un insieme intenso di fede, aspettativa, intensità nell'azione: una volta entrati in trance, gli sciamani vanno dallo spirito del mondo e gli chiedono di guarire la persona ammalata, supplicandolo per la sua anima.

Un secondo libro sull'ipnosi trasposta nella modernità è quello scritto da John McKenna, "Le alternative ai tranquillanti, terapie naturali per sostituire gli psicofarmaci. Qui l’ipnosi viene decisamente trasposta in un contesto moderno, dove l’ansia che ci porta a vivere la società di oggi potrebbe essere scardinata da questa pratica, naturale, praticabile a vari livelli e priva di effetti collaterali.

Infine, per nutrire lo spirito, ci si può cibare de Lo Specchio del Tempo di Brian Weiss; eccone un estratto:

“Il nostro viaggio spirituale segue un sentiero che è dentro di noi, ed è unico. Saggi Maestri possono indicarci la via, ma solo noi possiamo fare il viaggio. Procediamo secondo il nostro passo e non ci sono tabelle di marcia o una scadenza per raggiungere l’Illuminazione. Fare una regressione a eventi significativi della fanciullezza, dell’infanzia o persino delle vite precedenti può portare grande sollievo e beneficio nel presente. Talvolta i sintomi possono essere eliminati anche attraverso il semplice ricordo. I ricordi possono portare alla comprensione e questa spesso conduce alla guarigione".

Immagine | Fotopedia.com/items/flickr

 

Libri consigliati

- Lo Specchio del Tempo, Brian Weiss

- Horse boy, Rupert Isaacson 


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