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OMEOPATIA E DISTURBI

Ipertensione e omeopatia

A cura del Dott. Francesco Candeloro


L’ipertensione arteriosa è l’innalzamento stabile dei valori di pressione sanguigna. Questa può essere essenziale oppure può dipendere da cause secondarieScopriamo i rimedi omeopatici per curarla.

Ipertensione

 

 

Cause e sintomi dell'ipertensione

L’ipertensione arteriosa, ovvero l’innalzamento stabile dei valori di pressione - misurata agli arti superiori - oltre 140/90, in ragione di età, razza e sesso della persona, rappresenta certamente uno dei problemi sanitari più importanti dei paesi più industrializzati.

Colpisce, infatti, circa il 20% della popolazione adulta mondiale e, solo in Italia, circa dieci milioni di persone ne sarebbero affette.

La maggior parte di queste scopre di essere affetta da questa condizione casualmente, in un controllo ambulatoriale dal proprio medico curante spesso effettuato per tutte altre cause, oppure a volte per vertigini o cefalea di recente insorgenza. Nella maggior parte dei casi l’ipertensione non riconosce una causa ben precisa, e per questo motivo viene definita essenziale.

Esistono, però, altre forme di ipertensione che invece riconoscono una causa identificabile e come tali vengono definite secondarie. Ad esempio l’ipertiroidismo, così come altre malattie del sistema endocrino, più o meno frequenti, si associano sovente ad incrementi improvvisi o stabili della pressione arteriosa, che dunque necessitano come cura quella della malattia di base.

Questo tipo di ipertensione, si verifica, e si sospetta, più spesso in soggetti giovani, laddove invece le forme essenziali sono appannaggio della mezza età e, nelle donne, si manifestano più frequentemente dopo l’insorgere della menopausa.

Prima di sottoporre i pazienti a terapia farmacologica, che mira ad abbassare i valori della PA il più possibilmente al di sotto di quelli ritenuti valori soglia oltre i quali non andare, il medico fornisce ai suoi pazienti una serie di indicazioni dirette alla modifica dello stile di vita, che comprendono ovviamente la riduzione del peso corporeo, l’abolizione o la limitazione del sale nella dieta, una ripresa dell’attività fisica se prima si conduceva una vita sedentaria.

Se, nonostante questi accorgimenti, i valori continuano a mantenersi sopra 140/90, si passa ad una terapia farmacologica che però, abbassando stabilmente i valori di pressione, spesso provoca anche spiacevoli effetti secondari, che investono la vitalità complessiva della persona. Ad ogni modo è pur sempre necessario ridurre valori di pressione stabilmente elevati, dal momento che questi, a lungo termine, hanno gravi ripercussioni sul cuore, sui reni e sui vasi del cervello.

 

Puoi approfondire qual è la corretta alimentazione contro l'ipertensione

Alimenti a vapore contro l'ipertensione

 

I rimedi omeopatici contro l'ipertensione

Proprio per questo motivo è necessario comunque prevedere una cura alternativa anche in quei pazienti che rifiutano le terapie tradizionali per l’insorgenza, come abbiamo visto, di effetti collaterali  a volte anche molto sgradevoli.

Tra le terapie alternative, l’omeopatia è certamente la più efficace e sicura, soprattutto nel lungo termine: infatti l’ipertensione arteriosa va considerata, almeno inizialmente, un meccanismo di adattamento dell’organismo che, in questa maniera, e per differenti condizioni organiche venutesi a creare nel corso degli anni, vuole assicurare ai vari organi e apparati una corretta irrorazione sanguigna, e pertanto anche una corretta ossigenazione.

Intervenire su questa modalità di adattamento, abbassando cioè in tutti i modi i soli valori della pressione, senza per nulla agire su quei fattori, personali e ambientali, che ne hanno determinato il loro innalzamento, produce semplicemente l’illusione di curare e di riuscire a prevenire da future complicanze, ma certamente interferisce con un meccanismo che vuole cercare di mantenere invariata la vitalità della persona.

Proprio per questo l’omeopatia appare preferibile, particolarmente in tutti quei casi dove ancora non sono sopraggiunte lesioni irreversibili della parete dei vasi, che rendono difficile modificare i valori  con la sola terapia omeopatica.

Ma in tutti i casi iniziali, e costituzionali, una corretta terapia omeopatica è in grado di modificare la risposta dell’organismo a stimoli e avvenimenti, di facilitare la possibilità di seguire una dieta più adatta, e soprattutto di favorire un’attività fisica via via più performante, giungendo così a ristabilire – naturalmente - corretti valori di pressione, che dunque perdono quella loro connotazione negativa nei confronti di organi e vasi, e tornano ai valori precedenti, espressione allora di un migliorato funzionamento di tutto l’organismo.

Se dunque lo scopo delle terapie croniche è quello di preservare l’organismo dalle complicanze dell’ipertensione, l’omeopatia si mostra ugualmente efficace in tutte quelle occasioni in cui i valori, anche normali, improvvisamente, e per pochi giorni, subiscono brusche modificazioni verso l’alto.

In questi casi, però, importantissimo sarà individuare le possibili situazioni scatenanti, che possono comprendere: eccessive libagioni, surmenage fisico o mentale, stati di collera e di irritabilità, perdita di sonno, forti spaventi o stati di tensione immotivata. Per ognuno di essi sarà possibile individuare il rimedio adatto e, ancora una volta, capace di ridurre i valori, agendo all’origine del loro innalzamento.

 

I rimedi fitoterapici contro l'ipertensione

 

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