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I FIORI DI BACH SECONDO LA PERSONALITÀ, PER TRARRE ISPIRAZIONE

Si vuole presentare un modo diverso di usare i fiori di Bach, non secondo lo stato d'animo del momento, ma secondo i tratti chiave della nostra personalità e, in un secondo momento, anche secondo la personalità dei nostri genitori. Questa modalità di assunzione offre un'opportunità di crescita interiore e anche di riappacificazione con i nostri genitori.

Alla base dell’efficacia dei fiori di Bach c’è l’intuizione geniale di E. Bach che “è importante lo stato emotivo della persona che è a disagio, qualsiasi sia la malattia di cui soffre. Da cui segue che, considerando il suo stato emotivo, la sua mente, la sua psiche... in essa si trova la radice della malattia” Se la mente viene riequilibrata allora il corpo, di conseguenza, migliora. A questo scopo si sceglie la giusta combinazione di fiori e si ottiene il riequilibrio.

Questo è il modo più usuale per usare i fiori di Bach ma c’è anche un altro modo di utilizzarli, che non è tanto legato al temporaneo stato d’animo in cui ci troviamo, per cui ci serve ad esempio, Holly o Beech o Agrimony, ma invece riguarda l’assunzione del fiore relativo alla nostra personalità.  

Si può definire la personalità come l’insieme di caratteristiche psichiche e modalità di comportamento di una persona che, nella loro integrazione, creano il nucleo inflessibile di un individuo. Pur nel cambiamento che ognuno di noi, più o meno, realizza nella propria vita, resta sempre una personale tendenza interna verso uno certo schema, una definita modalità reattiva. C’è chi, per esempio si entusiasma facilmente, se è convinto di una cosa, che invece non prende mai una posizione nella vita, magari non  per pavidità, ma piuttosto perché trova sinceramente plausibile ogni punto di vista, chi ancora ha una tendenza  a chiudere facilmente il cuore se pensa di aver subito un  torto etc. Ecco, nei tentativi che sempre si fanno per migliorarsi, specie con l’età e i fatti della vita, resta immancabilmente questa nostra tendenza, che  potremmo definire anche con la parola “carattere”.  

Possiamo allora considerare i diversi rimedi di Bach, che descrivono particolari stati d’animo, come tendenze caratteriali e assumere il fiore della nostra personalità, anche una sola volta nella vita, per trarne una vera ispirazione. In questo caso  il fiore non va scelto perché siamo in un momento di bisogno, diciamo così di emergenza e sentiamo che corrisponde al nostro stato di animo, ma va assunto invece in un momento in cui siamo abbastanza centrati, in un relativo equilibrio, al fine di poter fare un lavoro profondo su noi stessi.

Se assumiamo in questa modalità il fiore possiamo avere effetti come: aumentare il nostro intuito nella vita,  sentirci più a posto con noi stessi,  avere sogni di grande significato, molto chiari e nitidi che ci ricordiamo, anche se siamo quel tipo di persone, che usualmente non ricordano i sogni .  Non e quindi in questo caso una vera e propria terapia, ma piuttosto uno strumento efficace  di crescita. La scelta del fiore è ovviamente molto importante, cioè deve essere azzeccato e, se usualmente l’aiuto di una terapeuta è opzionale, nella cura con i fiori, nel senso che si possono usare e scegliere i fiori  anche da soli, qui, nel caso del fiore della personalità, l’aiuto della terapeuta  diventa obbligatorio. Infatti il caso più comune è quello di scegliersi come proprio fiore quello, nella rosa di quelli comunque vicini a noi, che ci piacerebbe essere di più e non quello che in realtà siamo, con conseguente risultato fallimentare.

Legato a questo argomento, del fiore della personalità, vi è anche quello della personalità dei nostri genitori, cioè il fiore della madre e del padre. Dopo avere assunto, per una volta nella vita il nostro fiore, un’altra occasione di crescita è data dall’assunzione del fiore della madre e del padre, in questa sequenza, separatamente. Data infatti l’influenza che i genitori, con il loro carattere, indiscutibilmente hanno sui figli, questa pratica aiuta l’individuo a distinguere ciò che è suo, frutto del suo sacco,  e ciò che invece gli deriva ad esempio dalla madre. Può essere un certo modo di parlare, o una certa avversione per qualcosa, o un atteggiamento particolare verso qualcos’altro. 

Se, ad esempio, abbiamo avuto una madre <impatiens>, che abbiamo spesso visto di fretta, magari intollerante, spesso irritabile e poco propensa ai ritmi lenti degli altri, di certo abbiamo anche ereditato questa attitudine o, comunque, la reputiamo normale, perché è dentro il nostro dna. Prendendo il fiore di Bach <impatiens>, prendiamo consapevolezza di questo lato di noi e del fatto che ci deriva da nostra madre, riusciamo a equilibrarlo e soprattutto ad apprezzarne anche i lati positivi di autonomia, acutezza, intelligenza e praticità. Viene quindi ampliata la consapevolezza dell’individuo su questi tratti ereditati e, nel contempo, avviene un processo di riconoscimento e gratitudine verso la madre.

Fa parte del normale, fisiologico processo di crescita dell’individuo, dall’adolescenza in poi, imparare a distinguere i modi, le preferenze, i ritmi che abbiamo ereditato, da ciò che siamo noi realmente. Ecco, assumendo i fiori dei genitori, si approfondisce questo processo e lo si rende più completo.  Considerando la difficoltà che si ha a far chiarezza in noi, per cui questo processo di solito si protrae ben oltre l’adolescenza, fino all’età matura, ne consegue un importante vantaggio.

 

Immagini | Flickr

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