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Ginkgolidi: proprietà, uso, controindicazioni

I ginkgolidi sono lattoni terpenici che si ritrovano negli estratti di Ginkgo biloba L.  Le proprietà terapeutiche di queste sostanze sono notevoli e riconducibili principalmente all’attività protettrice dei vasi sanguigni e regolatrice del flusso ematico. Scopriamoli meglio.

>  1. Dove si trovano i ginkgolidi

>  2. Proprietà e uso

>  3. Controindicazioni dei Ginkgolidi

 

Ginkgo biloba, fonte di ginkgolidi

Ginkgo biloba

 

Dove si trovano i ginkgolidi

Il Ginkgo biloba L. è una pianta nota nella medicina tradizionale cinese da millenni. Considerato un fossile vivente, ovvero unica specie sopravvissuta della famiglia delle Ginkgoaceae, è un albero deciduo alto fino a 40 m, con foglie disposte a verticilli in gruppi di 3-5, venate e dalla caratteristica forma a ventaglio, lunghe fino a 12 cm, con una dentellatura all’apice che forma due lobi distinti, da cui il nome specifico “bilobata”.

I lobi delle foglie sono separati anche se legati indissolubilmente alla base, questo simboleggerebbe il principio Yin e Yang, il maschile e femminile, secondo il quale la realtà è regolata dagli opposti che si embricano e sinergizzano.

I fiori sono dioici, con i fiori maschili dsposti in amenti penduli con numerose antere isolate in coppie peduncolate su un esile asse; i femminili sono in coppie su un lungo asse piedato.

I cosidetti frutti sono drupe dall’odore puzzolente e proteggono un seme apprezzato in cucina una volta tostato.

 

Proprietà, uso e controindicazioni del Ginkgo biloba

 

Proprietà dei ginkgolidi

Le principali proprietà del ginkgo sono riconducibili ai ginkgolidi, dei potenti e selettivi inibitori del PAF (Platelet Activating Factor), il fattore aggregante piastrinico. Il PAF è una sostanza infiammatoria, coinvolta in vari disturbi infiammatori, cardiovascolari e respiratori. Il ginkgolide B agisce selettivamente inibendo l’aggregazione piastrinica indotta dal PAF.

Inoltre, i ginkgolidi mostrano attività protrettice sull’endotelio vascolare, antiossidante, regolatoria del flusso ematico, vasoattiva sulla circolazione ematica periferica e cerebrale, antiaggregante piastrinica e antiallergica.

Numerosi studi clinici hanno dimostrato l’effetto positivo degli estratti di ginkgo nell’aumentare la vasodilatazione e il flusso del sangue periferico nei capillari e nelle arterie in vari disturbi circolatori; nel morbo di Reynaud; nell’insufficienza venosa degli arti inferiori; in sindromi post trombotiche; in disturbi vascolari periferici (vertigini, ronzii auricolari, disturbi vestibolari) e centrali (deficit di memoria e attenzione); asma bronchiale su base allergica.

Alcuni studi dimostrano che il ginkgo può stabilizzare o migliorare la performance cognitiva in pazienti con morbo di Alzheimer o demenza multi-infartuale. 

Il ginkgo possiede un’azione antiallergica e antiasmatica imputabile sia all’attività diretta contro il fattore aggregante le piastrine sia ad un’azione desensibilizzante di mastociti e basofili (cellule di risposta del sistema immunitario), attribuibile ai flavonoidi presenti nel fitocomplesso della pianta.

Inoltre, l'integratore di gingko biloba, grazie alle sue proprietà, protegge gli occhi e la vista.

Nella medicina tradizionale cinese il ginkgo è stato impiegato da sempre nel trattamento dell’asma e di altre patologie dell’apparato respiratorio, nonché di manifestazioni allergiche della cute.

 

Controindicazioni

Non sono noti effetti collaterali o controindicazioni attribuibili all’uso della pianta soprattutto per periodi brevi e senza associazioni con altre sostanze farmacologiche.

Comuqnue, si deve tener presente che le basi degli studi tossicologici sulle piante si possono far ricondurre proprio alle osservazione delle interazioni del ginkgo con alcune tipologie di farmaci.

Associazione di estratti di ginkgo e farmaci anticoagulanti, come il warfarin, per lunghi periodi, può causare emorragia, probabilmente per un sommarsi degli effetti dei farmaci di sintesi e vegetale.

Pertanto, è sconsigliata una associazione di ginkgo con farmaci quali warfarin, aspirina, e altri aggreganti piastrinici; bromelina ad alti dosaggi, Vitamina E, alte dosi di acidi grassi omega 3, aglio, meliloto, salice e spirea che con azioni diverse possono influenzare la coagulazione. 

 

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