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MENOPAUSA E GEMMODERIVATI

Sfruttare la capacità di “non invecchiare” posseduta da altri esseri viventi è un obiettivo che la medicina si è prefissata fin dalla sua nascita. La gemmoterapia sfrutta i tessuti meristematici in grado di moltiplicarsi e sfuggire alla morsa del tempo e li applica a vari disturbi: ecco come affronta quelli della menopausa

I gemmoderivati per la menopausa sono rimedi che agiscono su più apparati curando una serie di sintomi, legati ai cambiamenti che le donne si trovano a vivere, in questo delicato periodo della loro vita.

La menopausa è caratterizzata da uno squilibrio ormonale e metabolico che può causare sintomi spiacevoli come vampate, disturbi dell’umore, disturbi del sonno, depressione, ma anche patologie vere e proprie.

In questa fase cruciale per la vita delle donne, le ovaie non producono più follicoli ed estrogeni, di conseguenza, si riduce la protezione del cuore e dei vasi, e aumenta il rischio di aterosclerosi.

Durante la menopausa, inoltre, si verifica la perdita di calcio delle ossa, con possibile insorgenza, nei casi più gravi di osteoporosi; e la riduzione del fabbisogno calorico, per cui si tende a ingrassare.

Per affrontare tutti questi cambiamenti la donna ha bisogno innanzitutto di seguire una dieta appropriata e inoltre di svolgere un’attività fisica regolare e adeguata alla propria età al proprio stato di salute. La gemmoterapia può essere un validissimo aiuto: vediamo in breve quali sono i gemmoderivati per la menopausa.

 

La gemmoterapia e la menopausa

I gemmoderivati per la menopausa consistono in rimedi totalmente privi di effetti collaterali e tossicità: sono il prodotto delle ricerche del medico belga Pol Henry, sugli estratti vegetali, ottenuti dalle gemme e parti in accrescimento di alberi e arbusti.

Nel confronto fra gemma e tessuto adulto, infatti, sono evidenziati notevoli variazioni qualitative e quantitative in principi attivi, in quanto esse sono particolarmente ricche in enzimi, vitamine, minerali, oligo-elementi, fattori di crescita, acidi nucleici (RNA DNA), ormoni vegetali (che scompaiono quando si forma la clorofilla). Quindi, l’estrazione dei gemmoderivati apporta l’informazione genetica della pianta (virtù embrionale del meristema) oltre ai principi attivi contenuti nelle diverse parti (frutto, foglia, fiore, stelo, scorza, radice, semi, la linfa), proprie della specie. 

Questi tessuti embrionali possono essere primari o secondari: è definito primario quel tessuto meristematico costituito da cellule molto piccole capaci di dividersi e di non “invecchiare” (li troviamo ad esempio nelle radici delle piante o nei fusti), secondario quel tessuto che, come quello precedentemente descritto, è in grado di moltiplicarsi, ma si origina da cellule adulte e ha dimensione maggiori.

E proprio perché la gemmoterapia si avvale di tessuti meristematici, con capacità riproduttive che i gemmoderivati mantengono le facoltà anaboliche totali della loro primitiva cellula vegetale, e quindi sono capaci di sviluppare tutte le potenzialità della pianta. Le cellule adulte differenziate perdono questa capacità quando la parte in accrescimento si è completamente formata. Questo significa che in vitro, una sola di queste cellule embrionali può ricostituire la pianta nella sua totalità. Di seguito vi riportiamo i principali gemmoderivati per la menopausa

 

Come affrontare i disturbi della menopausa con la fitoterapia

 

Per riequilibrare il sistema ormonale

  • Rubus idaeus ottenuto dalle gemme del lampone, agisce sull’apparato ormonale femminile. È, infatti, un regolatore dell’asse ipotalamo-ipofiso-gonadico e della secrezione ovarica, e trova impiego in tutte le disendocrinie della sfera sessuale della donna, nell’amenorrea, ossia la mancanza di mestruazioni, e nelle irregolarità del ciclo mestruale della pre-menopausa; e per tutti i disturbi che accompagnano il periodo della menopausa, come vampate, sbalzi d’umore e depressione. La sua assunzione è anche indicata in caso di ansia, nervosismo, perché esercita un’azione riequilibrante del sistema neurovegetativo.
  • Vaccinum vitis edaea ottenuto dai giovani getti del mirtillo rosso esercita un’azione antinfiammatoria, astringente utile in caso di artrosi eosteoporosi; Trova impiego anche nelle degenerazione ialiniche dei tessuti, come formazioni tumorali benigne, fibromi e ialinosi ovarica.Stimola la funzionalità ovarica ed è quindi indicato nelle disfunzioni di questi organi nella pre-menopausa.

 

Contro decalcificazione ossea e osteoporosi

  • Pinus Montana il macerato glicerinato si ottiene dalla macerazione delle gemme del pino mugo e ha la proprietà di ristrutturare i tessuti duri del corpo.  È perciò indicato nel trattamento dell’osteoporosi in particolare quella che subentra in menopausa, in quanto esercita un’azione rigenerativa sulle cartilagini articolari e sul tessuto osseo.
  • Sequoia Gigantea: ricavato dai giovani getti della sequoia esercita un’azione rigenerante e antinvecchiamento. È uno dei rimedi più indicati per l’osteoporosi insorta dopo la menopausa

 

Contro angoscia e vampate

Ficus carica: ottenuto dalle gemme del fico, è particolarmente indicato per i disturbi psicosomatici, che coinvolgono il sistema gastroenterico, nelle distonie neurovegetative, perché riequilibra la funzionalità dell’ipofisi, dell’epifisi e dell’ipotalamo. Viene impiegato con successo contro le vampate della menopausa, in caso di tachicardia e nelle palpitazioni dovute a tensione nervosa e stress.

 

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