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Eccesso di ferro: sintomi, cause, alimentazione

L'eccesso di ferro può dipendere da fattori ereditari o alimentazione scorretta, e causa stanchezza, depressione e irritabilità. Scopriamo meglio come curarlo.

>  1. I sintomi dell'eccesso di ferro

>  2. Le cause

>  3. Eccesso di ferro e alimentazione


L'irritabilità tra i sintomi dell'eccesso di ferro

Irritabilità da eccesso di ferro

 

I sintomi dell’eccesso di ferro

I primi segni dell'eccesso di ferro nell'organismo si manifestano quando il ferro accumulato supera i 5 grammi circa. In genere i primi disturbi dell'eccesso di ferro compaiono intorno ai 40 anni soprattutto tra la popolazione maschile, che è maggiormente predisposta. Più raramente si manifestano già intorno ai 20.

Sintomi dell'eccesso di ferro, contrariamente a quanto si possa pensare, sono spesso stanchezza, depressione e irritabilità. Una delle prime manifestazioni serie nell'uomo dell'eccesso di ferro è l'ipogonadismo, ovvero uno squilibrio ormonale tipicamente maschile.

Mentre nelle donne si manifesta con disfunzioni alla tiroide e il ciclo mestruale è alterato. Altri segni o sintomi caratteristici dell’eccesso di ferro sono, ad esempio, il cosiddetto "pugno di ferro", ovvero dolore alle nocche della mano e alla base del pollice.

L'eccesso di ferro porta all'emocromatosi, malattia che causa danni ad alcuni organi importanti, come il fegato, il pancreas ed il cuore.

I sintomi da eccesso di ferro sono dunque riscontrabili in: affaticamento cronico, dolori agli arti, aritmie e insufficienze o disturbi cardiaci, cambiamento del colore della pelle (bronzo, grigio cenere, verdastro), ciclo mestruale irregolare o assente, osteoporosi, impotenza o sterilità, caduta dei capelli, depressione e sbalzi d'umore, fino a patologie più gravi quali Parkinson, infarti e cancro. 

 

Le cause dell’eccesso di ferro

L’eccesso di ferro può essere causato sia da fattori ereditari che da cattiva alimentazione: mentre il ferro contenuto nei vegetali viene assimilato più difficilmente, il ferro di origine animale si assimila più facilmente e può diventare in eccesso.

L’emocromatosi è una malattia che solitamente compare tra i 40 e i 60 anni ed è dovuta ad una presenza eccessiva di ferro nei tessuti, causata fondamentalmente da un disordine ereditario.

Le origini della malattia sono in questo caso genetiche, legate ad un difetto del gene HFE, responsabile di regolare l’assorbimento del ferro assunto con gli alimenti.

La malattia può essere causata anche da disfunzioni cardiache o dell’ipofisi. Si sta evidenziando come questa malattia sia più diffusa nei paesi occidentali, nord Europa e Stati Uniti soprattutto, dove le dosi di ferro addizionate artificialmente negli alimenti che si assumono quotidianamente possono superare il reale fabbisogno giornaliero.

 

Eccesso di ferro e alimentazione 

Il ferro è presente in molti alimenti, particolarmente nella carne rossa, nel pane e nei cereali. Una volta assorbito dall’organismo, il ferro diventa parte dell’emoglobina, una molecola che lega l’ossigeno e lo porta ai tessuti per alimentarli.

Le persone sane assorbono circa il 10% del ferro alimentare; nello specifico, l'intestino è in grado di assorbire tra il 2 e il 10% del ferro fornito dai vegetali e tra il 10 e il 35% di quello contenuto nelle fonti animali.

Le persone colpite da emocromatosi ne assorbono troppo, per cui l’organismo non riesce ad eliminare l’eccesso, e i danni ai tessuti e agli organi sono inevitabili. Per ottenere un apporto adeguato di ferro e diminuire il rischio di malattie, si può seguire una dieta sana che comprende sia frutta e verdura, che cereali integrali, limitando il consumo di carne (soprattutto carne rossa).

È molto meglio consumare alimenti freschi, anziché integratori, perché l’organismo non può assumere dosi elevati di un determinato nutriente, poichè metterebbe a dura prova il fegato, provocando anche squilibri nelle altre sostanze nutritive.

 

Scopri quali sono gli integratori naturali di ferro

 

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