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THE SHARD E IL FENG SHUI

The Shard e Londra: un'architettura affascinante che ha cambiato per sempre l'assetto energetico della città.

The Shard, la scheggia.
Già il nome scelto per questo edificio inquieta un po’.

Una scheggia indica qualcosa che si è rotto e che ha lasciato di sé dei pezzi taglienti, che possono ferire. Si usano espressioni come “scheggia impazzita” per definire qualcosa di fuori controllo e che fa paura.
Ma ad una società aggressiva e competitiva come la nostra, forse questo non fa paura, anzi.
Stimola, intriga, gli si attribuisce la capacità di rilanciare una città, un'intera economia in crisi.
Siamo armati fino ai denti e vogliamo che tutti lo sappiano. Siamo sempre più pronti non solo a difenderci dagli attacchi, ma anche ad attaccare per primi.
Ma questo non ha nulla a che fare con l’istinto di sopravvivenza naturale degli animali che è tanto caro al Feng Shui, perché The Shard, la scheggia, è puntato verso il Cielo (nel Feng Shui che parla cantonese, chiamato Kin), verso quello che gli antichi Cinesi - e anche la più vicina mitologia occidentale, a onor del vero - consideravano il Padre degli uomini.
Dopo aver dilaniato e invaso la Madre Terra (in cantonese Kwan) ora si punta direttamente al Padre, lo si sfida: la Scheggia è infatti un dardo pronto ad essere scagliato verso le nuvole, è un missile pronto a far guerra con il Cielo.
Scacco matto, il Re è sotto tiro. E noi piccoli uomini ne siamo tutti soddisfatti.

Ho letto molti articoli su The Shard, tutti pieni di quelle cifre, numeri e parametri che fanno molto contenti noi Occidentali (è alto 310 m, ha 87 piani, ospiterà 12.000 persone, è costituito da 11.000 pannelli di vetro ecc.), che fortunatamente fanno anche accenno - negli articoli più approfonditi e coraggiosi - a come questo nuovo grattacielo abbia trasformato lo skyline della city di Londra.
Pare che addirittura il Principe Carlo non apprezzi questa moderna costruzione e secondo alcuni è "una pugnalata al cuore di Londra".

Ora, come architetto e come consulente di Feng Shui, non posso negare di avere il cuore diviso in due nel considerare la scheggia di Londra.
La mia parte di progettista, formatasi in uno dei migliori atenei italiani (il Politecnico di Milano), resta a bocca aperta di fronte a questo prodigio di grandissima audacia tecnologica, ma la parte di me studiosa di Feng Shui è molto preoccupata per l'impatto che un tale colosso può avere su ciò che ora malauguratamente giace nella sua ombra (metaforica, ma anche reale, visto che la tematica della luce naturale è una delle più importanti del Feng Shui).

Come sempre più spesso accade da circa un decennio, anche per The Shard si parla molto di energia, ma sempre e solo di energia come consumo o risparmio energetico.
La Scheggia infatti utilizzerà l'energia solare, recupererà l'acqua piovana e la neve e verrà raffreddata sfruttando il vento e non sofisticati impianti di aria condizionata, consentendo un risparmio energetico (e quindi favorendo la salute globale dell'ambiente), che secondo alcuni potrà raggiungere anche il 40% dell'energia che normalmente servirebbe per tenerlo in vita.
Per carità, è ovvio che questi sono traguardi importantissimi, fondamentali, ma perché non provare ad analizzare anche quale sia il messaggio energetico che questo grattacielo porta con sé, inserito nell’ambiente in cui sorge?
Come cambierà la vita dei londinesi affacciandosi alle finestre, camminando vicini alle sue fondamenta, osservandone la ipertecnologica vetta?

Una prima analisi interessante è senz’altro quella data dalla sua forma, una forma che, per il Feng Shui, è chiaramente di Fuoco (piramidale). Ognuno di noi conosce ad istinto quali siano gli archetipi legati al Fuoco (attività, movimento, passione).
Pare che oggi – per rappresentare il potere, la forza, la supremazia – non bastano quindi più le forme dei vecchi grattacieli, che erano per lo più energie di Terra (stabilità) e, soprattutto, di Legno (curiosità, sperimentazione, ricerca).
Evidentemente questa “stabile sperimentazione” (molto ben visibile a New York) ha dato ormai i suoi frutti e siamo tutti pronti a passare al livello successivo, quello dell’affronto e dell’ostentazione, appunto, dell’aggressione, come accennavo prima a proposito di questo “attacco al Cielo”.
Sì perchè se all'elemento Fuoco sono comunque abbinati archetipi che - se equilibrati - sono positivi, qui ci troviamo di fronte ad un eccesso di Fuoco, un incendio, pronto a bruciare la città. Un eccesso di energia Fuoco provoca ansia, irrequietezza.

The Shard è diventato quello che, in termini Feng Shui, si definisce “il signore del luogo”, ossia un elemento di potere indiscusso, di attrazione totale, di fronte a cui tutti gli altri edifici scompaiono, si inchinano, un comandante di cui non si può non eseguire gli ordini.
Mi chiedo quale impatto avranno questi “silenziosi ordini energetici” su tutte le persone che vicino alla scheggia vivono e lavorano, in case ed uffici decisamente lillipuziani rispetto al grattacielo.
Si troveranno certamente a fare i conti con un gigante, non importa se buono o cattivo, che in certe ore del giorno li priverà della luce, in certe altre ore invece la catturerà in maniera innaturale, trasformando il background energetico di tutti i luoghi.
A questo proposito c'è da dire che la struttura - volutamente asimmetrica - è costruita in modo che le maxi vetrate che la compongono, non si incrocino perfettamente, così da catturare la luce solare in tempi e modi diversi (fatto abbastanza buffo se si pensa che Londra è famosa per la pioggia e la nebbia).
Credo che questo rappresenti l'apoteosi dell'egocentrismo architettonico: un singolo edificio che si agghinda diversamente ad ogni ora del giorno e della notte, totalmente incurante degli effetti che questo suo pavoneggiarsi causa sugli edifici preesistenti.

Le persone cammineranno spesso col naso in su nei pressi di The Shard, potranno sentirsi attratte o schiacciate da questo colosso freddo e potente, con conseguenze psicologiche ed emotive molto forti.

Naturalmente sto programmando di tornare a Londra nei prossimi mesi per verificare queste mie percezioni a distanza (attendo che venga aperta la piattaforma panoramica del gigante stesso).
Al mio ritorno, per la serenità dei londinesi, spero sinceramente di smentire tutto quello che ho scritto.
Spero anche di dipanare i dubbi che ho sul fatto che non sia stato richiesto un intervento di Feng Shui a monte di questa grandiosa progettazione, dal momento che a Londra il Feng Shui è disciplina, nota, apprezzata, diffusa, molto più che in Italia.

Due parole credo che vadano spese anche a proposito del London Bridge, quello che – a mio avviso – è sempre stato il vero signore di quel luogo.

Se si guardano le nuove foto dello skyline di Londra, ora questo ponte sembra una formica. Da certe inquadrature il suo background è irrimediabilmente catturato dalla scheggia, l'asse visivo è spostato.
Con i suoi secoli di storia, il suo aspetto regale, messo di fianco all’enorme grattacielo il ponte ora sembra un povero vecchio che ha fatto il suo tempo, che può essere schiacciato da una delle gigantesche zampe del suo nuovo vicino di casa.

Mi chiedo se in questo ci sia qualche analogia con la monarchia inglese, la cui antica nobiltà in questo periodo è sempre sotto il moderno microscopio della società per via degli abiti (giustamente) riciclati di Kate Middleton o della suola bucata della Regina Elisabetta.

Mi chiedo anche se questo oscurare i monumenti del passato (la cattedrale di Saint Paul e il London Bridge, ad esempio), non sia anche un tentativo di nascondere la storia, di non riconoscere le nostre radici, di non imparare dal nostro passato.

Ad ogni modo, quello che mi preme di dire è che Londra non è New York, non è Giza, non è Dubai.
Rispettiamo la personalità energetica del nostro ambiente.
Secondo il Feng Shui, non può esistere una globalizzazione energetica.

 

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