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ARCHITETTURA, SOCIETÀ E CICLO DEGLI ELEMENTI

Può l'architettura in cui viviamo influenzare una intera società?

Questo articolo nasce in parte dalla mia professione di architetto, in parte da quella di consulente di Feng Shui e, in altra parte ancora, anche dal fatto di essere un qualsiasi essere umano inserito in questa società, che ogni tanto sembra impazzire con inspiegabili atti di crudeltà e ferocia.

Come ben si sa, la realtà - qualsiasi realtà - è in equilibrio quando i 5 elementi (Acqua, Legno, Fuoco, Terra e Metallo) si trovano in un corretto rapporto tra di loro, permettendo in questo modo all’energia dell'ambiente di fluire continuamente, di circolare, di far funzionare ininterrottamente quella che potremmo definire "la ruota della vita". Un po' come dire: ogni cosa al suo posto.

Se però ci guardiamo attorno, almeno in Italia, la maggior parte delle architetture in cui risiediamo (condomini, ville e villette a schiera) presentano chiaramente forme di Terra e spesso anche colori: piante squadrate, forme cubiche, tonalità gialle, beige, rosa pallido, marrone.
Un particolare di grande richiamo per l’acquisto della propria casa è poi l’inserimento nel progetto di queste case di piccoli inserti o addirittura intere pareti in mattoni faccia a vista, che altro non è che un ulteriore rafforzamento dell’energia di Terra nelle nostre abitazioni e che - se usati in eccesso - le rende simili a piccoli (e a volte ridicoli) castelli fortificati.

Conoscendo uno degli asserti fondamentali del Feng Shui, questa assoluta richiesta di Terra per le nostre abitazioni non deve stupire: essa è infatti niente altro che una ricerca istintiva messa in atto dalla parte di animale che dimora ancora in ogni essere umano. E’ una derivazione della scelta atavica della tana migliore, che fosse scavata nella terra, meglio ancora nella roccia, calda, solida, mimetizzata e nascosta nel resto del paesaggio e al riparo dai predatori.
Conoscendo poi i significati dei 5 Elementi, ancora non deve sorprendere che istintivamente si cerchino case di Terra: questo elemento infatti rappresenta concetti come la stabilità, l’equilibrio, l’accumulo, l’abbondanza, il nutrimento. Non sono forse queste caratteristiche fondamentali per il luogo dove dobbiamo vivere, riposare, riprodurci, rilassarci, abbassare la guardia ed evolverci serenamente?
Mi permetto però di dire che l’elemento Terra “non in equilibrio”, se è in eccesso crea una stabilità esagerata, ossia produce stagnazione, mancanza di evoluzione, blocco.
Non si può escludere che una società troppo fortemente caratterizzata dall’Elemento Terra sia quindi una società incapace di andare avanti, di pensare a nuove strade da percorrere.

In sostanza, si potrebbe dire che un eccesso di Terra rende la gente incapace di scegliere (ogni scelta che si compie nella vita è infatti una destabilizzazione dello status quo) e più disposta ad essere controllata e gestita, guidata, dal momento che da sola non è più in grado di evolversi perché “chiusa” all’interno di perfette scatole sicure e blindate, dove gli stimoli difficilmente entrano e altrettanto difficilmente escono.
Per certi versi si potrebbe quindi pensare che la grande quantità di edifici, o di interi paesi e città, caratterizzati in prevalenza dall’elemento Terra possano essere stati in qualche modo fatti ad arte, al fine di intorpidire la popolazione e tenerla ferma in una sorta di istantanea, fissa nel tempo e nello spazio, con la conseguenza di poterla meglio controllare vista la prevedibilità e la ripetitività dei suoi comportamenti.
Con ogni probabilità tale espediente è un’altra caratteristica che l’uomo – presumibilmente l’uomo di potere – si porta dietro come conoscenza atavica, come patrimonio innato, quasi iscritto nel DNA.
Del resto, le strutture dell’architettura hanno avuto millenni per crescere ed evolversi insieme alla storia dell’umanità ed è ormai verificato (anche dalla psicologia ambientale) che esistono forme e colori che sono istintivamente più adatti a determinati tipi di attività, ad una evoluzione psichica degli individui piuttosto che ad un’altra.

Giunti a questo punto, c’è però da ribadire che - affinché la vita vada avanti e affinché le sue energie si evolvano in maniera coerente e fluiscano correttamente – c’è bisogno necessariamente di tutti e cinque gli Elementi e, laddove l’uomo sia costretto in un universo di Terra, è naturale che si procuri da se’ le energie che gli mancano, magari con esplosioni violente, con gesti folli, dettati da una manifestazione repentina di uno degli altri Elementi: ecco dunque, ad esempio, il largo spazio dato da impulsi eccessivi di emotività tipici dell’Acqua o da quelli di rabbia dovuti all’Elemento Legno.

A questo punto la domanda da porsi è: la rivoluzione sociale (intesa come la voglia di riscoprire un nuovo equilibrio più sano, paradossalmente meno stabile, e come il riappropriarsi del proprio essere e del proprio modo di pensare autonomo), può partire dall'architettura, dalle sue forme, dai suoi colori e dalle case in cui viviamo?
Un panorama urbano armonico, ma più variegato, diversificato, rappresentante diversi archetipi, potrebbe salvarci dall’appiattimento dei più e dalla follia dei pochi?
Io credo che ci si potrebbe provare, senza paura di andare contro corrente e di affermare la propria diversità, anche grazie all'applicazione del Feng Shui.

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