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LE PIANTE MEDICINALI PER IL FEGATO

Fegato e vie biliari: funzioni, malattie comuni e rimedi naturali

Il fegato è un organo che svolge molte funzioni importanti per il nostro organismo tra cui il metabolismo delle sostanze estranee e la produzione di bile, fondamentale per la corretta assimilazione dei grassi.

Per un organismo che funziona è indispensabile che il fegato lavori bene: scopriamo quali sono le piante medicinali più comuni usate per la salute del fegato.

 

Il fegato e le vie biliari: funzioni e malattie 

Il fegato è un organo che svolge importantissime funzioni per il nostro organismo. Nel fegato infatti avvengono ad esempio la sintesi di glucosio, la produzione di bile, il metabolismo proteico, il metabolismo del colesterolo, la sintesi di fibrinogeno e di altri fattori della coagulazione, l’immagazzinamento di vitamine e il metabolismo degli xenobiotici, come farmaci e sostanze tossiche.

Per un organismo che funzioni in modo corretto è dunque indispensabile la buona salute del fegato.
Le patologie del fegato si dividono in epatiti e cirrosi: l’epatite è un’infiammazione acuta o cronica che può essere causata da virus, farmaci o malattie autoimmuni; la cirrosi è invece un danno permanente del parenchima epatico, anch’esso dipendente da diverse cause.

Tra le funzioni del fegato, come abbiamo detto, rientra la produzione di bile, una sostanza formata da acidi biliari, pigmenti, lecitina, colesterolo e sali di sodio e di potassio.

La bile secreta dal fegato è immagazzinata nella colecisti e attraverso le vie biliari è riversata nell’intestino dove svolge un importante ruolo nell’assimilazione delle sostanze lipidiche.

Lo scarso afflusso di bile può essere dovuto a una produzione ridotta della bile stessa da parte del fegato, a sua volta provocata da malattie epatiche; altra causa può essere una ridotta espulsione dovuta a un aumento di densità della bile, a una diminuzione di tono della muscolatura liscia o a un’ostruzione delle vie biliari.

Le sostanze definite colagoghe stimolano il flusso biliare, mentre i coleretici ne stimolano la secrezione. Colagoghi e coleretici possono agire direttamente sulle cellule del fegato oppure possono avere un’azione indiretta, aumentando il flusso ematico o l’attività della muscolatura liscia o, ancora, agendo sul tratto gastrointestinale.

In caso di malattie epatiche è possibile ricorrere a piante epatoprotettrici tra cui il cardo mariano, il fillanto, la sofora, la picrorriza e la soia.
Rimedi naturali colagoghi e coleretici sono invece ad esempio la curcuma, la chelidonia, il tarassaco e il carciofo.

 

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Piante medicinali per il fegato e per le vie biliari

Il Cardo mariano è una pianta originaria del Mediterraneo i cui frutti contengono complesso di flavolignani noto come silimarina, oltre a proteine, acidi grassi, fitosteroli e flavonoidi.

La silimarina è una miscela a cui sono attribuite le proprietà farmacologiche del Silybum marianum,  che ha azione rigenerante sulle cellule epatiche, nonché azione detossificante e antinfiammatoria.

Le preparazioni che contengono Cardo mariano non danno particolari effetti collaterali ma, a dosi elevate, questa pianta può aumentare notevolmente la produzione di bile e avere effetto lassativo.

Oltre al cardo mariano, per il benessere del fegato si ricorre a piante del genere Phyllantus, usate nella medicina tradizionale per il trattamento dei disturbi cronici del fegato. Le parti aeree di queste piante contengono alcaloidi, flavonoidi, terpeni, fenoli e lignani.

Da una revisione di 22 studi è emerso che gli estratti ottenuti da queste piante possono avere effetti positivi nel trattamento delle epatiti croniche e non sono emersi effetti collaterali rilevanti. 

Anche la soia sembra avere azione epatoprotettiva; l’azione è dovuta ai fosfolipidi contenuti nei semi di Glycine max hanno dimostrato di essere in grado di velocizzare la rigenerazione delle cellule epatiche in seguito a danno causato da alcool e farmaci.

Altro rimedio naturale per il fegato è sicuramente il carciofo, i cui estratti hanno azione epatoprotettiva, antiossidante, coleretica e colagoga. L’azione epatoprotettiva del carciofo dovuta in parte dall’acido clorogenico e dalla cinarina contenuti nelle foglie mentre le proprietà coleretiche e colagoghe sono state attribuite all’acido clorogenico e neoclorogenico e ai lattoni sesquiterpenici. Il carciofo è utilizzato per il trattamento dei disturbi del fegato e nella dispepsia.

Per aumentare la produzione di bile si possono inoltre assumere estratti di curcuma: l’olio essenziale e la curcumina contenuti nel rizoma sembrano infatti aumentare la produzione e il flusso di bile.

La curcuma è utilizzata tradizionalmente in oriente per il trattamento dei disturbi gastrointestinali, epatici e delle vie biliari. La curcuma può essere assunta sotto forma di estratto in capsule e non presenta particolari effetti collaterali; l’assunzione è però sconsigliata in caso di ostruzione biliare e calcoli biliari.

Infine, in caso di alterazione del flusso biliare, si può utilizzare il Tarassaco, un’erba perenne molto comune nei prati di tutta Italia. Le parti aeree del Tarassaco si utilizzano per favorire l’appetito, per il trattamento della dispesia, in caso di alterazione del flusso di bile e per stimolare la diuresi.

Il Tarassaco è una droga sicura ma, come per la curcuma, non va assunta in caso di ostruzione delle vie biliari; può inoltre causare reazioni allergiche nelle persone predisposte.


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